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Bresaola, V Circoscrizione: «Nel PUMS quartieri dimenticati»

INTERVISTA – Il consigliere della V Circoscrizione risponde su trasporto pubblico, Zone 30, ciclabili, verde urbano e inquinamento acustico.

INTERVISTA Michele Bresaola (PD) è consigliere della V Circoscrizione di Verona (Borgo Roma, Ca’ di David). Laureato in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio all’Università di Padova, attualmente si occupa, per lavoro, di mobilità sostenibile.

Bresaola muove alcune osservazioni al Piano di azione per la gestione dell’inquinamento acustico a Verona approvato dalla Giunta comunale il 4 febbraio 2020, evidenziando alcune criticità: la vicinanza di alcune strade a importanti infrastrutture di trasporto; la localizzazione di alcune scuole pubbliche su vie troppo trafficate; il limitato budget messo a disposizione per inserire le zone 30; il fatto che per la realizzazione della mappatura strategica siano state prese in considerazione solo alcune industrie escludendone altre.

«Ho iniziato a occuparmene personalmente dopo aver visto il Piano d’azione e riscontrato alcune lacune – spiega Bresaola – che poi sono state oggetto delle mie osservazioni fatte al Comune. Il problema è avvertito, come ho constatato parlando con i cittadini, soprattutto in quelle zone dove il traffico è intenso».

– Quali sono state le risposte alle osservazioni?

Bresaola. «Quattro delle sei osservazioni sul mancato rispetto da quanto previsto dal Documento di zonizzazione acustica del 1998 sono state classificate come “parzialmente accoglibili” perché manca l’aggiornamento della zonizzazione acustica comunale, prevista dal Piano d’azione. I limiti di riferimento quindi provengono da un documento che lo stesso Comune considera datato. Inoltre, due delle osservazioni sono state demandate al gestore dell’infrastruttura e all’ufficio competente».

– Una delle osservazioni non accolte è quella sull’insufficiente finanziamento per realizzare le zone 30. Perché il budget non sarebbe idoneo?

Bresaola. «Le zone 30 sono efficaci solo se accompagnate da interventi infrastrutturali importanti. Per questo i 5.000 euro stanziati non sono sufficienti. Solo il cartello non basta, servono le gincane che, come sperimentato, riescono a ridurre la velocità, così come i dissuasori di velocità in prossimità di incroci e attraversamenti pedonali, che tra le altre cose devono essere ben visibili e a cui si devono aggiungere gli avanzamenti dei marciapiedi».

Michele Bresaola

Michele Bresaola

– Qual è la sua valutazione in merito al Piano di azione?

Bresaola. «Il Piano è troppo teorico. Manca in allegato un piano economico. Ci sono gli obiettivi generali, i risultati attesi e le strategie di intervento ma serve programmare gli interventi di anno in anno con la relativa pianificazione economica. Invece il Piano presenta solo ipotesi di spesa. Se si aspettano i finanziamenti le cose non vengono fatte, mentre anche per la manutenzione serve un fondo adeguato».

– Quali sono le soluzioni su cui puntare per abbattere l’inquinamento acustico?

Bresaola. «La prima soluzione è quella della moderazione del traffico, con provvedimenti dai costi contenuti. Poi le Zone 30 nei quartieri, a eccezione delle strade di scorrimento, per un effetto diffuso in termini di contenimento di rumore e sicurezza stradale. Esiste infatti anche l’aspetto sociale da tenere in considerazione».

– In termini di trasporto pubblico, invece, cosa può essere fatto?

Bresaola. «Il sistema degli autobus non è sufficiente o totalmente adeguato. Servirebbe nella città di Verona un’altra struttura pubblica fissa, come la tramvia, più veloce e frequente. Non ritengo il filobus un progetto adeguato perché la frequenza prevista a regime è troppo bassa, a volte dai 10 ai 12 minuti di attesa, e in alcuni tratti la corsia non sarebbe riservata, e quindi il rischio di congestionamento nel traffico rimane, riducendo così i benefici e la competitività del mezzo».

– Cosa ne pensa della ciclabilità veronese?

Bresaola. «Le piste ciclabili sono ovviamente una scelta condivisibile. A livello di sviluppo di corsie ciclabili a costi sostenuti e in tempi brevi per il centro è stato fatto un buon lavoro, ma nei quartieri niente, e il comune è costituito per 2/3 da cittadini che vivono fuori dal centro. Come V Circoscrizione abbiamo avanzato, a inizio settembre, una mozione, poi approvata, per la diffusione delle corsie ciclabili da Borgo Roma verso il Centro».

Filobus

– Cosa renderebbe una pista ciclabile una valida alternativa?

Bresaola. «L’utilizzo della bicicletta, anche per spostamenti più lunghi, è un elemento nuovo, ma è un’evoluzione a cui dobbiamo tendere. Per far si che il fenomeno diventi di massa il sistema ciclabile deve essere comodo. Una cosa sbagliata, da evitare, è fare la ciclabile sui marciapiedi. La velocità dei ciclisti è diversa da quella dei pedoni, e ognuno deve avere il proprio spazio dedicato. Un’altra accortezza progettuale è quella di lasciare tra le corsie ciclabili e i parcheggi almeno mezzo metro».

– Cosa ne pensa del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenible) che prevede anche 107 km di ciclabile?

Bresaola. «Il PUMS ha due orizzonti temporali: 2025 e 2030, e si basa sul modal split, (la percentuale di spostamenti con un certo tipo di mezzo di trasporto, ndr). Gli obiettivi sono poco ambiziosi. Il PUMS deve agire affinché la percentuale dell’auto diminuisca e quella del trasporto pubblico locale (TPL) e della bicicletta aumenti. Ad oggi il piano prevede, da qui al 2030, un incremento del solo 2% per il TPL, e un passaggio dal 5 al 12,3% per la bici, e spesso i progetti non includono i quartieri o i comuni limitrofi, come invece era stato detto. Anche il questionario PUMS per i cittadini non aveva domande specifiche sul TPL, ma è importante sapere come gli abitanti si spostano per la città, come per i grandi eventi, le commissioni, per andare allo stadio o a teatro».

– Quali sono i disagi maggiormente riscontrati nella V Circoscrizione?

Bresaola. «Il problema principale è il traffico, la sorgente principale di rumore, e in alcuni casi le industrie, che essendo di piccola dimensione sono messe in secondo piano e quindi non considerate come attività produttive rilevanti e impattanti, anche se lo sono. I cittadini chiedono una diminuzione del traffico, un’azione più mirata ai quartieri e più verde urbano, più parchi. Come Circoscrizione proponiamo Zone 30 in tutti i quartieri, diminuzione del traffico e piste ciclabili e un trasporto pubblico efficiente».

Cristiana Ceccarelli



Cristiana Ceccarelli

Cristiana Ceccarelli è toscana, nata in provincia di Pisa nel 1995. Attualmente è residente a Verona ma il dialetto è per lei ancora un po' ostico. Ha vissuto a Londra e adesso studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. cristianaceccarelli311@gmail.com

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