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Lettere

Lettera ad un amico di sinistra in gramaglie elettorali

Zaia stravince anche perché il PD straperde, e nel Veneto da almeno dieci anni non ha più nessun contatto reale con gli elettori.

Caro X., non puoi scrivere commenti come quelli che stamani hai pubblicato sui social. Offensivi e profondamente antidemocratici, che fanno il gioco di chi parla di una Sinistra con la puzza sotto il naso e con un complesso di superiorità culturale e morale che, nei fatti, la conduce regolarmente alla sconfitta. Te lo dice uno che anche stavolta ha votato a sinistra, quella vera, non quella del PD.

Giudicare, come scrivi, servi e idioti milioni di elettori che in Regione non hanno votato il tuo schieramento non fa una buona impressione e, francamente, fa disperare per il futuro.

Roccaforte della Destra il Veneto di Zaia, e pertanto meritevole del tuo disprezzo? Ragionando come ragioni tu, un elettore di destra potrebbe usare le tue stesse parole contro gli elettori delle roccaforti di sinistra, giudicando servi scemi e gente che si fa allegramente “pisciare sulla testa”, in nome degli schei (per favore, basta con questi frusti luoghi comuni), toscani, emiliani, pugliesi e campani. Già, campani: nulla da dire sulla Sinistra rappresentata da un figuro come De Luca, o basta battere Salvini per avere la patente di elettori intelligenti?

Zaia stravince anche perché il PD straperde, e nel Veneto da almeno dieci anni non ha più nessun contatto reale con gli elettori. Guarda alle liste che ha presentato, e chiediti chi mai li abbia scelti quei sicuri perdenti. Persino la Moretti (la Moretti!) aveva fatto meglio! Nessuna meraviglia allora che la discesa nel gradimento elettorale sia stata tanto precipitosa e dolorosa.

Eccoti un po’ di dati elettorali regionali sui quali riflettere, ma con onestà per favore:

2005: coalizione di sinistra 42,4% (ULIVO, 23,3)
2010: 29,7% (PD 20,34)
2015: 22,7% (PD 16,66)
2020:15,99% (PD 12, 1).

Dati, a dir poco, impietosi, e vergognosi per tutta la dirigenza regionale che, quantomeno, dovrebbe avere la dignità di scomparire. Ma che di certo non lo farà.

A Verona, il PD ha raccolto stavolta la miseria di un 16, 58%. C’è da meravigliarsene per un partito che alle ultime Comunali si era alleato con Flavio Tosi tramite un patto con un personaggio come Matteo Renzi, ampiamente squalificato e ulteriormente ovunque “mazziato” in questa ultima tornata elettorale?

Alla luce dell’infausto esito di oggi, per le amministrative del 2022 a Verona, se si vorrà davvero battere l’inconsistente giunta Sboarina, sarà meglio allestire per tempo una lista autenticamente civica e largamente rappresentativa della città e delle sue molteplici risorse. Nel frattempo, il PD dovrebbe sciogliersi nelle sue attuali sterili componenti, rappresentative soltanto di se stesse, e tentare una vera rifondazione politica.

C’è ancora tempo, ma sempre meno.

Mario Allegri

Mario Allegri
Written By

Mario Allegri ha insegnato letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere di Verona. Ha pubblicato vari saggi letterari in riviste, giornali e presso editori nazionali (Utet, Einaudi, La nuova Italia, Il Mulino). Ha partecipato come indipendente alle primarie 2011 per l'elezione del sindaco a Verona. marioallegri9@gmail.com

1 Comment

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  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    26/09/2020 at 12:07

    Caro Mario leggo la mia disperazione nelle tue parole ..
    Morettianamente dico ” con questi non vinceremo mai”.Non sono d’accordo solo sulla frase di commiato. Struggente .
    Non c’è più tempo, Mario : disintegrata la triade ( Popolare , Cassa e Cattolica) siamo per la prima volta alla rivolta della Stidda o alla guerra per gruppi di piccolo potere.
    Ma all’interno del PD la banda dei quattro ha segnato il destino di quel partito,;fuori tra chi manda barchette di carta ( splendido messaggio con i disastri atmosferici che sono accaduti a Verona) e i fratelli Karamazov dell’ ultra sinistra che in diretta tv spiegano da quarantanni come hanno perso , non capendo che il loro destino è di montare la guardia agli scavi,si è consumata una tragedia storica.
    Perchè è di questo che stiamo parlando. Non c’è più tempo, Mario , non più .
    I lanzichenecchi non fanno prigionieri. Prepara i sacchi di sabbia .
    Solo la società civile può , partendo da se stessa , darsi il coraggio che questi non hanno. Sarà un lungo lavoro . Servirà un passo.
    In attesa che la Bigon sia colpita dalla sindrome di Stoccolma a Napoli gli aruspici invitano a giocare , smorfia alla mano,il numero 48, Zingaretti che parla.

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