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Michele Bertucco
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Bertucco: «Elezioni regionali, bisogna ripartire dal territorio»

Dal consigliere comunale Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune riceviamo e pubblichiamo.

L’unico dato chiaramente leggibile di queste elezioni regionali è che il centrosinistra veronese, ridotto a percentuali risicate con un solo consigliere eletto su nove veronesi, deve ricominciare a lavorare per rendere competitiva una proposta alternativa allo strapotere di Zaia e del centrodestra.

Negli ultimi cinque anni non siamo stati capaci di elaborarla tra i macroscopici fallimenti di Zaia, ad esempio nella riorganizzazione della Sanità, che ha finito per tagliare posti letto e servizi sul territorio; sull’impoverimento della struttura economica, che vede il Veneto territorio di conquista in ogni settore da parte dei grandi gruppi; sulla mancata transizione ad un sistema di mobilità più sostenibile, malgrado l’allarme sull’inquinamento e gli sprechi della Pedemontana; sulla legalità e sulla trasparenza, malgrado vicende come il Mose.

A Lorenzoni va un caloroso ringraziamento per aver accettato una sfida che si sapeva essere tutta in salita, con una campagna elettorale breve e anomala che ha lasciato poco spazio per far conoscere la proposta o anche soltanto il simbolo. Le circa 1.500 preferenze acquisite dal sottoscritto nel capoluogo su circa 2.450 voti dati alla Lista Il Veneto che Vogliamo, rappresentano forse un riconoscimento personale per il lavoro svolto finora, ma ci dicono chiaramente che la proposta politica non è passata.

Più in generale, il centrosinistra veronese deve affrontare il tema del radicamento provinciale, sulla base di una proposta espansiva che non sia soltanto la contesa, spesso aspra, di una base che si va sempre più restringendo.

Michele Bertucco
Consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune

Redazione2
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2 Comments

2 Comments

  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    28/09/2020 at 19:43

    Caro Michele
    (che bello il romanzo della Ginzburg ), Due brevi considerazioni:
    -Quale sinistra?
    Quella che come ha ben documentato Mario Allegri in altra parte del giornale si è ridotta nel tempo agli ultimi risultati? E con quali uomini ? Quelli che l’hanno ridotta a questi livelli?Tra chi manda barchette di carta in Adige dopo i disastri di queste settimane, chi si scanna per un posto in regione e sorride felice per averlo ottenuto con il proprio partito ridotto ai minimi termini o come la sinistra dura e pura che da lustri spiega in tv perchè ha perso? E’ questa la sinistra a cui ti appelli? Non pensi ci sia un problema di credibilità?
    -Ringrazi Lorenzoni ? Ma chi lo ha mandato in guerra con le freccette contro i carri armati non poteva capire che perdere fa male , perdere così vuol dire non capire nulla ?
    Arrivederci al prossimo Liston 12. La lotta ormai non è più tra le barricate ma tra i tavolini.
    Distanziati.

  2. Redazione2

    Redazione2

    22/09/2020 at 15:15

    Mi ha colpito un paio di mesi fa il grande bailamme fatto per garantire l’ambulanza in una zona della Lessinia, carente del servizio. Fiumi di inchiostro in comunicati stampa da parte di politici veronesi che si stracciavano le vesti mostrandosi molto solidali con gli abitanti della montagna veronese. Così è stato per altri problemi della Provincia scaligera, improvvisamente diventata argomento di grande interesse per i veronesi candidati alle Regionali. Penso che i pochi voti rastrellati da alcuni candidati sia il frutto di azioni (strategie sarebbe una parola grossa) di questo tipo, di basso cabotaggio. Una volta si chiamava “prendere in giro la gente”, ora sono stati coniati altri termini, ad esempio “marketing politico” e ognuno lo interpreta secondo la propria intelligenza e le proprie capacità. Un termine subdolo, come se ti volessero vendere qualcosa più con le parole che con la sostanza. I montanari, persone semplici, concrete e dalla buona memoria, devono aver fiutato l’inghippo. (g.m.)

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