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Via XX Settembre, Verona
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Quartieri

Inquinamento acustico, troppo rumore anche nel quartiere di Veronetta

I residenti lamentano nodi irrisolti (traforo) e mobilità inadeguata: «Rendere il centro più ciclabile e incentivare i veicoli elettrici».

Nonostante Veronetta, catalogata classe IV dal documento di zonizzazione del 1998 per la classificazione dell’inquinamento acustico, non sia presente nella lista delle criticità rilevate dal Piano d’Azione del Comune del 2019/20, ugualmente gli abitanti si lamentano per il troppo rumore.

Zeno Gasparri racconta che via Interrato dell’Acqua Morta, una delle arterie principali del quartiere sulla quale si affaccia la sua abitazione, «è molto rumorosa, complice anche l’effetto conca che rende il rumore più forte». Il problema principale, ci spiega, risulta essere il traffico a cui si aggiungono i clacson, il rumore delle moto, le campane della chiesa e la presenza dei bar.

Secondo Gasparri, si potrebbe ridurre il problema rendendo il centro più ciclabile o incentivando i veicoli elettrici, richiamando la qualità acustica raggiunta durante la quarantena imposta per il Covid-19, «si è sentita molto la differenza», commenta.

«L’inquinamento acustico è tra gli altri tipi di inquinamento forse quello più tollerato – dice Gasparri –. Accettiamo il fatto che la città sia rumorosa e forse reputiamo questo tipo di inquinamento meno dannoso rispetto ad altri, anche se provoca stress in modo subdolo».

Via San Nazaro, Verona

Via San Nazaro, Verona

Giuliano Pighi, che abita a Cadidavid ed è proprietario de Il Forno a Veronetta, definisce la strada dove svolge la sua attività in via San Nazaro “una tangenziale”. «Chi deve andare da Verona Est a Verona Nord – ci spiega – passa da qui, come anche chi deve andare all’Ospedale in Borgo Trento. La circonvallazione non la sceglie nessuno, è troppo lunga».

Pighi definisce la situazione critica a causa del rumore che dalla strada rimbomba tra i palazzi alti: «Vivo questa strada dalle 3 di notte, mentre sono in laboratorio a fare il pane: fino alle 20 di sera il rumore è costante, anche se poi ci si fa l’abitudine. Ma non dovrebbe essere così». Pighi crede che una delle soluzioni potrebbe essere il Traforo delle Torricelle, come anche una pista ciclabile estesa o comunque una viabilità diversa.

Marina Parma, da 15 anni residente nel quartiere, si ritiene fortunata per la sua casa in Vicolo Lungo, più silenziosa rispetto a quelle affacciate sulle strade principali, ma riconosce che la rumorosità nel quartiere, soprattutto in via XX settembre, è alquanto pesante, soprattutto per chi, come lei, viaggia a piedi o in bicicletta. «Se passano 5 autobus di fila ti aumenta anche il battito cardiaco. La cosa pesante è il passaggio costante di auto e mezzi pubblici, che spesso passano nello stesso momento nei due sensi di marcia».

La viabilità nel quartiere «è messa male – continua Parma –. Gli autobus a metano sono meno rumorosi ma il loro continuo passaggio crea inevitabilmente un rumore che disturba. La soluzione dovrebbe essere quella di alleggerire il traffico del quartiere, magari togliendo uno dei sensi di marcia per i mezzi pubblici, o cercare di spostare una parte del traffico verso la circonvallazione».

L’ideale, secondo Parma, sarebbe quello di incentivare l’uso della bicicletta, creando una ciclabile estesa, magari sacrificando dei parcheggi: «Da residente capisco quanto togliere gli stalli manderebbe in sofferenza il quartiere. È necessario però trovare una soluzione per l’incentivo della mobilità a due ruote, come per me poteva essere anche il filobus o una ciclabile con un parcheggio più esterno dedicato ai residenti».

Cristiana Ceccarelli



Cristiana Ceccarelli

Cristiana Ceccarelli è toscana, nata in provincia di Pisa nel 1995. Attualmente è residente a Verona ma il dialetto è per lei ancora un po' ostico. Ha vissuto a Londra e adesso studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. cristianaceccarelli311@gmail.com

2 Comments

2 Comments

  1. Redazione2

    Redazione2

    20/09/2020 at 19:12

    #VERONA – Giulio Saturni. «Da una mia prima valutazione i ricavi annuali di ATV derivanti dalla vendita di biglietti e abbonamenti, spalmati su tutta la popolazione residente a Verona e Provincia (ad esclusione di bambini e over 70) comporterebbe una spesa per ciascun cittadino pari a 27 euro/anno».https://www.verona-in.it/2015/12/12/atv-come-abbattere-lo-smog-con-soli-27-euro-lanno/?fbclid=IwAR3whQnZiBo9eOAtVSGDp08UMqJOZYHfHqUplTbu1G9b9yLXsyniN-xuFbM

  2. Redazione2

    Redazione2

    20/09/2020 at 18:30

    Zone 30 più estese e segnalatori di velocità, autovelox di quartiere, motorini elettrici (quelli che ronzano la sera per consegnare le pizze sono inaccettabili), più ciclabili (corsie e piste), estensione della ZTL, asfalto fonoassorbente, abbonamento al mezzo pubblico esteso a tutti i cittadini residenti a prezzo popolare (se si paga tutti il costo diventa irrisorio), minibus elettrici a ciclo continuo, parcheggi scambiatori … e una buona campagna di sensibilizzazione. C’è parecchio da fare altrimenti rischiamo di trovarci sempre e perennemente in ritardo.

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