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Sul Mediterraneo aumenta la frequenza dei cicloni simil tropicali

Anche il nostro mare risulta sempre più caldo, tanto da emulare il Golfo del Messico, noto come attivatore di potenti e distruttivi uragani.

I cambiamenti climatici si fanno sempre più sentire anche sul Mediterraneo; quello che una volta era una rarità, ora si ripete con maggior frequenza. Infatti, anche il nostro Mediterraneo risulta sempre più caldo, tanto da emulare il Golfo del Messico, noto come attivatore di potenti e distruttive macchine termiche, gli uragani, dove l’ingrediente principale é il calore proveniente dai primi strati del mare. Ma in questi giorni non scherzano nemmeno le temperature del mar Jonio e del mare di di Sicilia che sono attorno ai 27 gradi, cioè circa 3 gradi sopra la norma.

Tale anomalia termica del mare ha favorito la nascita di un Medicane, fusione dei termini inglesi MedIterranean hurricane. In sostanza un sistema di bassa pressione caratterizzato da un nucleo caldo generato sia alla confluenza del vento nei bassi strati, sia al processo fisico di convezione. Nell’occhio del ciclone la pressione atmosferica raggiunge i valori minimi ed é presente la nota calma di vento, mentre tutt’attorno si sviluppa una intensa attività temporalesca con la presenza di venti oltre i 100 km/h, vedi le colorazioni dal rosso al violetto nell’immagine sotto.

Paolo Frontero

Paolo Frontero
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Paolo Frontero, climatologo e meteorologo, è nato e vive a Verona, si è laureato in Fisica all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Fa parte dell’Associazione Professionisti Meteo (AMPRO) e dell’Associazione Italiana di Scienze dell'Atmosfera e Meteorologia (AISAM). Lavora presso Meteo in Veneto dopo essere stato Fisico dell’Atmosfera all’ARPAV. paolo.frontero@gmail.com

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