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Ex Cava Speziala, La Circoscrizione si esprime sul nuovo progetto

Rimane l’idea di abbattere le piante per far posto ai rifiuti. I cittadini davanti alla sede del Parlamentino di San Massimo per protestare.

Giovedì 17 settembre il consiglio della III Circoscrizione sarà chiamato ad esprimersi sul nuovo progetto di rinaturalizzazione della ex Cava Speziala di San Massimo presentato dalla proprietà. Questa volta i cittadini non potranno essere presenti perché la maggioranza ha scelto di ricorrere alla riunione online a porte chiuse.

Da trent’anni la cava è dismessa e in questo periodo è cresciuto spontaneamente un bosco che costituisce la più grande area di verde spontaneo del comune di Verona. La società proprietaria cerca di realizzare in questo luogo una discarica di rifiuti speciali.

Nell’autunno scorso è emerso un nuovo progetto che prevede il parziale riempimento con rifiuti speciali sul pendio addolcito e la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di biomasse arboree a rotazione, con un anello di piante sul perimetro.

Nonostante l’opposizione di tanti cittadini, i consiglieri di maggioranza della III Circoscrizione hanno espresso parere favorevole al progetto: di fronte all’alternativa fra un bosco cittadino da destinare a parco pubblico ed una installazione privata a carattere speculativo questi rappresentanti dei cittadini non hanno avuto dubbi e compattamente si sono espressi a favore della seconda, con il voto contrario delle sole opposizioni.

Successivamente il Consiglio comunale di Verona ha ribaltato la situazione approvando il ripristino a verde urbano dell’ex Cava Speziala come già previsto dal PAT (Piano di Assetto del Territorio). Questo di fatto rende impraticabile il progetto su cui il Consiglio di circoscrizione aveva espresso parere positivo.

Adesso la proprietà torna alla carica con un aggiustamento della proposta: ovviamente mantenendo il parziale riempimento con rifiuti speciali (il loro obiettivo, quello su cui si guadagnano milioni di euro) dopo la necessaria premessa del taglio del bosco spontaneo, rinunciando alle biomasse ma piantando alberi che resterebbero fino a morte naturale. Questo verde resterebbe proprietà privata indisponibile per i cittadini, e le piante, se mai venissero piantate, comincerebbero a svolgere il loro effetto sull’ambiente solo fra molti anni.

Per i cittadini resterebbe l’anello su cui passeggiare a bordo cava e, novità, è nata anche l’idea di spostare i due campi di calcio che attualmente separano i parchi Cuore Verde e Maggiolino, che potrebbero diventare un unico parco, o meglio, per ora, un unico prato.

Sicuramente i consiglieri di maggioranza (in III Circoscrizione rafforzata dalla Lista Tosi) approveranno con entusiasmo questo progetto, così come non si sono fatti scrupolo di approvare quello presentato lo scorso anno: è “encomiabile” la loro coerenza nel sostenere la parte di un privato che vede il bosco spontaneo solo come un inutile ostacolo al suo obiettivo di profitto economico contro quello della collettività, la quale invece ha diritto ad un risarcimento con uno spazio verde pubblico per i decenni di scavi, di camion, di polvere e fango che hanno segnato la storia di San Massimo.

Ci auguriamo che, qualora malauguratamente sia dato parere positivo al progetto, i rumori delle motoseghe e dei camion che porteranno via gli alberi tagliati per sostituirli con rifiuti speciali facciano da colonna sonora alla loro campagna elettorale. Abbiamo però piena fiducia che la Giunta di Verona manterrà gli impegni presi in sede di Consiglio comunale e avvii la realizzazione del parco.

Per salvare l’ex Cava Speziala da questo progetto è stata anche lanciata una petizione ed è stato avviato un evento Facebook. Giovedì 17 settembre alle 19 saremo davanti alla sede della III Circoscrizione, in via Sogare 3, per manifestare la contrarietà dei cittadini a queste scelte scellerate.

Marco Menin
Per informazioni 3490907819

Redazione2
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