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Opinioni

Quando l’informazione accomoda la realtà e la città si spegne

Dalla stampa un implicito invito ad accontentarsi che assopisce l’opinione pubblica. Ma prima o poi la realtà viene fuori e si vendica.

Verona è certamente una provincia dove il benessere è sufficientemente di casa, anche se le disuguaglianze sociali sono aumentate più di altri territori del Nord, e in particolare le prospettive rispetto al futuro sono meno positive di quelle di qualche decennio fa. I giovani che emigrano, in buona percentuale laureati,  rimangono il parametro di riferimento di una realtà complessivamente positiva, che presenta problemi crescenti in relazione alle sue prospettive. Una realtà che interpella la sua classe dirigente ponendo seri problemi di innovazione e qualità dello sviluppo, di formazione e competenza del capitale umano, di equità ed efficienza dei servizi sociali e tante altre cose.

Se invece consultiamo la stampa locale il quadro che emerge è quello di una Verona che manifesta alcuni problemi ma che, in ogni caso, o sta meglio di altri o è in grado di risolvere i suoi problemi. Basta osservare alcuni titoli della stampa locale di questi giorni: “Lavoro dipendente, settembre nero, ma Verona recupera”, “Crollo dell’export, Verona tiene meglio della media”, “Il sistema Verona in sei mesi ha perso 7,5 miliardi di ricavi”, “Cattolica, via libera Ivass alla spa e a Generali”. Si tratta di titoli che non esprimono falsità formali ma annunciano realtà scomode collegandole ad altri fatti o considerazioni, che ne riducono la portata negativa. Soltanto quando si tratta di perdite di ricavi delle imprese, non intervengono frenate perché si tratta di riferimenti per chiedere al governo l’indennizzo.

Singolare è l’informazione su Cattolica Assicurazioni, dove una mancata sospensione di una assemblea dei soci da parte della magistratura, viene indicata come la soluzione dell’ingresso di Generali, trascurando il fatto che per come si sono svolti i fatti tutti i massimi dirigenti di Cattolica risultano indagati per eccesso di potere nella condizione delle assemblee.

L’esito di tale modo di informare sull’opinione pubblica locale è che, anche in presenza di fatti negativi, Verona sta comunque meglio di altre realtà e non vale quindi preoccuparsi particolarmente. Un implicito invito ad accettare la realtà, ad accontentarsi dell’esistente che assopisce l’opinione pubblica e la rende funzionale allo stato di cose presenti e alla normale sua evoluzione.

Se poi, per limiti di gestione ed errori di varia natura, perdiamo progressivamente le banche, svendiamo in modo illecito l’Aeroporto, riduciamo, il ruolo e le prospettive degli enti partecipati dal Comune, collezioniamo una catena di progetti non realizzati (traforo, filobus, parco scientifico, nuovo stadio e molti altri) è sufficiente mantenere viva la convinzione che Verona è migliore degli altri e può risolvere i suoi problemi.

Il guaio è che, prima o poi, la realtà viene fuori e si vendica. Nel nostro caso, sarà un brutto risveglio e forse sarà troppo tardi per risalire la china. Attenti, perché il declino è cominciato e siamo già in condizioni di crescente subordinazione rispetto a realtà esterne, alle quali siamo stati costretti, per nostra incapacità, a cedere le nostre realizzazioni migliori. Basta proseguire su questa strada e il nostro futuro è già tracciato. Certamente non nella direzione migliore.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

2 Comments

2 Comments

  1. Avatar

    Enrico Marcolini

    17/09/2020 at 23:25

    Condivido anch’io le pertinenti ed argute osservazioni di Luigi Viviani sullo “stato dell’arte” a Verona.
    Trovo anche molto pertinente citare il recente “caso Cattolica”, dopo che altre due gloriose, SANE e PRODUTTIVE storiche società come Cariverona e Banca Popolare di Verona sono state fatte sciogliere come neve al sole!
    E non ci si dica che non si poteva fare altrimenti!
    Forse non si può fare altrimenti senza scontrarsi con poteri che vogliono defraudare il territorio e far prevalere una gestione finanziaria rispetto ad una economia più semplice concreta e positivamente legata al suo territorio.
    Se poi questa realtà è anche una cooperativa che si ispira alla dottrina sociale della chiesa, guai a chi la vuol salvare!
    Ma come giustamente dice l’autore dell’articolo, prima o poi la realtà chiederà il conto!

  2. mario

    mario

    16/09/2020 at 11:49

    Condivido in toto. Mi stupisco sempre che il Corriere di Verona non ne abbia mai approfittato per fari un 5-10mil copie in più. Mah! Che ci siano accordi sottobanco?

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