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Primo giorno di scuola: non c’è stata la paralisi che molti si aspettavano

Il trasporto pubblico urbano non ha evidenziato particolari criticità e cresce il numero delle biciclette. La protesta degli Studenti medi.


Verona, 15 settembre 2020 – I dati del Comune di Verona evidenziano nel primo giorno di scuola di lunedì 14 settembre una diminuzione del 10 per cento del traffico nella consueta ora di punta di inizio lezioni, rispetto al 2019; è invece aumentato del 10 per cento nell’ora successiva, probabilmente per effetto dello scaglionamento degli orari di ingresso nelle scuole.

In previsione di una giornata da bollino nero per la viabilità cittadina era stato messo in campo un programma speciale della Polizia locale che con 46 persone (tra agenti e ufficiali) dal mattino presto ha monitorato i principali incroci cittadini e ben 21 scuole, supportando l’attività di 40 nonni-vigile. La situazione è stata tenuta sotto controllo anche attraverso le telecamere di videosorveglianza e della Centrale della Mobilità. Nessun incidente è stato riscontrato durante la giornata.

ATV segnala che, a parte qualche isolato caso di carichi sostenuti registrati nella fascia di mezzogiorno, il servizio di trasporto pubblico urbano non ha evidenziato particolari criticità e che non è mai stata superata la soglia dell’80% dei passeggeri trasportati per corsa.

ATV

«Un inizio anno scolastico che non ha dato particolari problemi» conferma il vicesindaco e assessore al Traffico Luca Zanotto ieri in sopralluogo con il Sindaco Federico Sboarina e l’assessore all’Istruzione Daniela Maellare. Questi gli istituti visitati: in IV Circoscrizione la scuola primaria D’Azeglio alle Golosine in via del Carretto 7 e la scuola comunale dell’infanzia Piccono della Valle in via del Carretto 20; in III Circoscrizione la scuola dell’infanzia paritaria Angelica in via Berardi; in II Circoscrizione la scuola dell’infanzia di Avesa in piazza Avesa; in VIII Circoscrizione la scuola dell’infanzia Monte d’Oro in via dei Cedri; in VII Circoscrizione la scuola secondaria di primo grado Giovanni Paolo XXIII in via Monte Bianco; in I Circoscrizione le scuole della congregazione Figlie di Gesù Istituto Lonardi in via San Cosimo.

 

«Molti automobilisti hanno deciso di anticipare la partenza da casa, mentre altri hanno scelto percorsi alternativi – ha detto Zanotto –. Ma ciò che più fa piacere constatare è che sono moltissimi i ciclisti, tra cui studenti e lavoratori, ripresi dalle telecamere durante il loro tragitto mattutino. Vediamo se davvero la mobilità dolce sta diventando una modalità di spostamento da numeri importanti».

Zanotto ha ricordato l’impegno del Comune per rispettare i nuovi protocolli di sicurezza e per eseguire una serie di lavori di manutenzione ordinaria finanziati coi fondi di bilancio del settore Edilizia scolastica: «Si tratta di piccole opere di edilizia leggera per rendere le scuole più accoglienti in questo particolare anno scolastico». Per far fronte alle nuove esigenze, il Comune ha anche avviato un piano di assunzioni e l’organico dei Nidi e delle Materne comunali è stato infatti potenziato con un centinaio di nuove assunzioni. Dell’impegno della Provincia abbiamo riferito ieri su questo giornale.

la protesta degli Studenti medi

Si lamentano invece la Rete degli studenti medi di Verona e la Rete degli studenti medi di San Bonifacio: «Siamo stati davanti agli istituti della nostra città per segnalare le criticità che quest’anno vivremo sulla nostra pelle – scrivono in un comunicato –. L’emergenza Covid-19 ha evidenziato la pessima gestione della sanità e dell’istruzione nel nostro Paese negli ultimi vent’anni. La pandemia ha amplificato le diseguaglianze, accrescendo i privilegi dei forti e indebolendo maggiormente chi era già in difficoltà», dichiara Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli studenti medi di Verona.

«I problemi che sono emersi ce li abbiamo sotto gli occhi da sempre, da prima del Coronavirus: come faremo coi trasporti, con gli autobus strapieni, le corse che non esistono, gli abbonamenti che costano troppo? Come faremo con le nostre classi, che già da prima erano sovraffollate e ora rischiano di passare da classi pollaio a classi focolaio?». Questi i dubbi di Maria Anouk Benini della Rete degli studenti medi di San Bonifacio.

Redazione2
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