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Il gatto, scopriamo da vicino come accoglierlo nella nostra casa

Come arricchire l’ambiente di oggetti e situazioni stimolanti per evitare che noia e apatia possano portare a difficoltà comportamentali.

La nostra giornata è piena di attività e di stimoli: il lavoro, la palestra, la lettura, le passeggiate, gli incontri con gli amici. Ma come vivremmo se ad un certo punto le uniche attività a cui possiamo dedicarci si riducessero al mangiare e al dormire? Questo vale anche per gli animali, come per esempio per il gatto.

Il gatto nasce con due motivazioni molto forti: quella predatoria (rincorrere oggetti in movimento) che è sia innata che appresa durante l’infanzia, attraverso i giochi con gli altri gattini e tramite le esperienze che mamma gatta li porta ad avere; e quella esplorativa (osservare/analizzare un oggetto) e in quanto bisogni etologici entrambe le motivazioni devono essere soddisfatte.

Per i gatti che vivono in appartamento, per cui hanno poche occasioni di mettere in atto le motivazioni di cui parlavamo, a cui si può aggiungere un ambiente ipostimolante, la noia e l’apatia a lungo andare possono portare a delle difficoltà comportamentali. Per evitare che questo accada si parla di arricchimento ambientale, costituito da tutto ciò che provoca benessere psico-fisico nel gatto. Innanzitutto è fondamentale non precludere al gatto la possibilità di poter entrare in tutte le stanze della casa: lo spazio, soprattutto se si abita in appartamento, deve essere a disposizione.

Gatto

Possiamo proporre periodicamente dei giochi nuovi, per creare varietà all’interno della routine del gatto e sollecitare la motivazione esplorativa, magari attraverso un tappo di sughero o un topino di stoffa. Possiamo arricchire la casa con dei tunnel o creare dei “rifugi” o dei “castelli” anche a più piani con delle scatole di cartone.

Non dimentichiamo che il gatto ha bisogno anche di stimolazione mentale per cui si consigliano giochi come il problem solving, utilizzando per esempio un rotolino di cartone e dei premietti (ricordiamo che le attività di problem solving devono sempre essere adeguate all’età e alle capacità dell’individuo).

Ormai è noto che il gatto vive una vita tridimensionale per cui non arrabbiamoci se lo vediamo saltare sul tavolo o sull’armadio… È la sua natura! Come mai un gatto vive una “vita in verticale”? Un punto di vista alto lo protegge da possibili rischi, ed è perfetto per controllare cosa avviene intorno a lui, ricordiamoci che il gatto è anche una preda e non soltanto un cacciatore.

È bene posizionare delle ciotole di cibo e acqua in alto e suggeriamo anche dei cuscini su cui poter schiacciare un sonnellino, tutto questo per far si che il gatto si possa sentire protetto, soprattutto se si condividono gli spazi con altri gatti o cani.
Alla serenità del felino contribuisce anche la posizione della lettiera, che deve essere collocata in luoghi riparati (lontano dal cibo e dall’acqua!), deve essere ben riempita, e nel caso ci fossero due o più gatti conviventi, ricordiamo di mettere una lettiera a testa.

Ma come soddisfare il bisogno di graffiare del gatto, cercando di non dover dire addio al divano nuovo o al comò antico della nonna? I graffi del gatto sono marcature visive. Tramite i cuscinetti delle zampe il gatto rilascia dei feromoni, ossia delle marcature olfattive che costituiscono una delle forme di comunicazione felina, così come lo strofinare il musetto e il corpo sugli oggetti o altri individui. 

Non dimentichiamo che il gatto ha bisogno di graffiare anche per poter smussare le unghie.  Per i motivi sopra descritti è consigliabile mettere a disposizione dei tiragraffi adeguati all’età e all’agilità del gatto, ma anche delle scatole di cartone o dei tappeti in fibra naturale. 

Non ci resta altro che divertirci insieme al nostro gatto! Come sempre osservare aiuta a comprendere.

Valentina Dell’Aura
347.0405003
www.animalistiverona.org
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Valentina Dell'Aura
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Valentina Dell'Aura, Educatrice Cinofila I livello e volontaria Animalisti Verona. valentinadellaura@gmail.com

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