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Alessandro Anderloni recita Dante, Purgatorio, Dogana di fiume (Foto Flavio Pettene)
Alessandro Anderloni recita Dante, Purgatorio, Dogana di fiume (Foto Flavio Pettene)

Spettacoli

Il Purgatorio in riva all’Adige, spettacolo semplice, colto ed efficace

Splendida location sul fiume con una scena minimale adatta ad esprimere l’austerità del soggetto, suoni e luci mirati e consoni ai contenuti.

Dopo la straordinaria location del Lazzaretto per la recita di alcuni canti dell’Inferno di Dante è ancora l’Adige, questa volta con la Dogana di fiume, l’ambiente scelto dal regista-attore veronese Alessandro Anderloni per il Purgatorio. Un’intuizione azzeccata e a costo zero, perché l’Adige, con il calare della notte, brilla nel buio e coinvolge emotivamente il pubblico che si trova immerso nella scena (curata da Luigino Anderloni e Diego Minetto, fotografia di Flavio Pèttene).

Domina in primo piano un manufatto bianco (realizzato da Luigi Spellini e Andrea Cobelli con i volontari della Casa circondariale di Montorio), uno scivolo a forma di spirale che rende evidente la salita al Purgatorio del Sommo Poeta e di Virgilio e che nella fase finale, con l’apertura a petali, prelude al Paradiso. Sono tre i canti recitati: il secondo, con l’incontro tra Dante e Casella; il sesto, con l’invettiva contro la “serva Italia” e il trentesimo, quando Dante nel Paradiso Terrestre parla con Beatrice.

Alessandro Anderloni recita Dante, Purgatorio, Dogana di fiume (Foto Flavio Pettene)

Alessandro Anderloni recita Dante, Purgatorio, Dogana di fiume (Foto Flavio Pettene)

La musica del compositore Zeno Baldi e gli effetti sonori miscelati dal fonico Andrea Chiocchetta sono consoni, mai esagerati e ben mirati ad accompagnare i contenuti e a riempire gli spazi scenici. Anche le luci sono appropriate e accentuano la tridimensionalità della scena, con passaggi garbati e cromaticamente efficaci anche in profondità, sulla riva opposta del fiume.

Qualche dubbio sulla scelta coreografica di Silvia Bertoncelli. Le figurazioni solistiche, le contorsioni drammatiche dei due giovani danzatori, Sara Cavalieri e Paolo Ottoboni, li avremmo preferiti più in ombra, come un’eco lontana, mentre invece hanno sempre dominato la scena, forse anche a causa degli spazi angusti.

purgatorio - dante - alessandro anderloni

Alessandro Anderloni dice Dante

Anderloni con queste sue proposte per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri sta offrendo alla città, con molta semplicità e pochi mezzi, un itinerario colto, originale e ragionato, coinvolgendo i giovani e dimostrandosi pienamente all’altezza come organizzatore di eventi culturali di alto profilo.

Giorgio Montolli

Redazione2
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