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La mostra lungo il sentiero di via Sodelle.
La mostra lungo il sentiero di via Sodelle.

Interviste

Dolci acque amara quarantena, i Diari di bordo diventano una mostra

INTERVISTA – Roberto Rubele di Montorioveronese.it spiega come i racconti si sono trasformati nei quadri esposti in via Sodelle.

A Montorio, in pieno lockdown, l’associazione di promozione sociale Montorioveronese.it aveva lanciato l’iniziativa “Diario di bordo”. L’idea era quella di creare una sorta di diario di paese che potesse essere una testimonianza per il futuro, dove ognuno potesse raccontare e condividere piccoli frammenti della propria quotidianità, pensieri, riflessioni e immagini, perché anche nell’isolamento la comunità potesse sentirsi meno sola. Dai diari sé è nata la mostra Dolci acque amara quarantena realizzata lungo il sentiero di via Sodelle (in centro al paese, sotto la chiesa) inaugurata sabato 5 settembre e visitabile fino al 5 ottobre 2020. A Roberto Rubele, presidente dell’associazione, chiediamo come sta andando questa iniziativa.

– È passato qualche mese, il mondo ha ripreso faticosamente la propria quotidianità, qual è il bilancio del progetto “I Diari di Bordo”?

«I diari hanno avuto molto successo. Le persone si sono messe in gioco e con sincerità hanno raccontato le loro paure e le loro speranze. Sono arrivate testimonianze da parte di persone molto diverse, per età, vissuto ed esperienza e questo ha garantito autenticità alle storie che, seppur diverse, erano tutte accumunate da una consapevole e lucida speranza. Nessuno ha scritto per autocompiacimento, abbiamo notato che i racconti narrano momenti veri, dettati dal bisogno di condividere quanto si stava vivendo».

– E poi?

«Tutti i racconti sono stati pubblicati sul nostro sito e sono stati inseriti nella seconda edizione de I quaderni della dorsale che verrà pubblicata in ottobre. Siamo convinti che chi verrà dopo di noi e leggerà queste testimonianze avrà la possibilità di conoscere questo nostro presente con maggior pienezza, cogliendone tutte le sfumature».

– Com’è nata l’idea della mostra?

«La mostra è nata da sola, è stata il naturale completamento dei diari. Grazie all’aiuto di Paola Braga, che è l’ideatrice dei disegni di copertina de I quaderni, i racconti si sono trasformati in quadri, che hanno trovato una perfetta collocazione lungo il percorso incantato di via Sodelle. Il suono delle acque accompagna il visitatore lungo la mostra, da qui è nata anche l’idea del titolo: perché la natura ha continuato il suo dolce corso mentre l’uomo scopriva le proprie amare fragilità».

Roberto Rubele

Roberto Rubele

– Com’è strutturato il percorso espositivo?

«La mostra è un’esperienza da vivere, per farlo il visitatore può scaricare un QRcode e ascoltare i racconti mentre osserva i quadri, immergendosi in una dimensione che lo porta a vivere un piccolo viaggio. La nostra associazione è sempre attenta nel proporre molteplici linguaggi in modo da poter condividere il messaggio con il maggior numero di persone possibile».

– Ma non pensate sia già stato detto tutto sul lockdown e che le persone abbiano solo voglia di andare avanti e riprendere la vita di prima?

«Forse sì, tanti hanno parlato del lockdown proponendo ricette per viverlo meglio, o cose simili, e tanti hanno voglia solo di andare avanti e faticano a guardare indietro. Noi crediamo però che per andare avanti sia indispensabile capire e conoscere “quell’indietro” – che a volte è difficile, scomodo e incomprensibile – perché questo ci dà la possibilità di percorrere strade nuove, di imparare a non commettere gli stessi errori, ad essere letteralmente più saggi».

– Quali sono le ragioni che muovono tutto il vostro lavoro?

«Sono principalmente tre. La prima perché il nostro motto è raccogliere per non dispendere: questo significa che il nostro impegno è quello di custodire non solo il passato ma anche il presente, perché le future generazioni possano avere piena consapevolezza della loro storia, attraverso una molteplicità di fonti. La seconda perché privilegiamo nelle nostre iniziative sempre l’aspetto associativo, cioè la condivisione. Anche in questo momento dove il distanziamento è sempre una priorità, abbiamo voluto creare un momento di “incontro”, diverso nella forma ma uguale nella sostanza. Infine, perché pensiamo sia importante valorizzare i luoghi dove viviamo. Montorio è un paese pieno di storia, le sue acque disegnano scorci magici, vedere le cose con occhi diversi aiuta ad apprezzarle di più e quando apprezziamo una cosa sentiamo anche il bisogno di custodirla con cura».

– Quali altre iniziative avete promosso per valorizzare il territorio?

«Nel 2018 è nato Il progetto My tag, un’applicazione che permette di visitare il paese offrendo un’audioguida che accompagna lungo un circuito composto da 17 tappe, con partenza e arrivo dalla piazza principale del paese. Per ogni tappa è prevista una scheda informativa da leggere o ascoltare, foto dei luoghi allo stato attuale in vari periodi dell’anno e foto storiche. Inoltre, come associazione abbiamo richiesto alla presidente dell’8° Circoscrizione Alma Ballarin di poter usufruire della sala dell’ex anagrafe di Montorio, ormai vuota da anni, per poter realizzare un Centro di Documentazione per la storia della Dorsale Preafita e delle sue Comunità. È un progetto al quale teniamo molto, perché permetterebbe di custodire, e nello stesso tempo condividere con tutta la comunità e non solo, il grandissimo patrimonio culturale, storico e ambientale dell’intera Dorsale, fatto di foto, documenti, bibliografie e reperti storici che potrebbero ritornare “a casa” e ritrovare una collocazione appropriata e di valore. Noi siamo pronti e come sempre siamo anche fiduciosi in una pronta risposta da parte delle istituzioni».

Marta Morbioli

















Marta Morbioli
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Marta Morbioli, veronese, laureata in Filologia Italiana presso la Facoltà di Lettere di Verona, specializzata in libri antichi con un Master in Storia e tecnica dell’editoria antica. Da sempre vive vite parallele tra la passione per la storia e le sue fonti e il lavoro come knowledge management. Il suo obiettivo è sfidare le leggi della matematica e far incontrare le due strade.

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