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Cultura

Verona divisa in due, a sinistra d’Adige gli austriaci a destra i francesi

Nel 1801 con la pace di Lunéville Napoleone, dopo poco più di tre anni di occupazione austriaca, si prese metà del territorio cittadino.

Nel 1799, mentre Napoleone Bonaparte era in Egitto, si formò una seconda coalizione di stati europei, composta da Gran BretagnaAustriaRussia, Regno di Napoli e Impero ottomano, che attaccò la Francia. Un potente esercito austro-russo cancellò tutte le conquiste fatte da Napoleone in Europa, minacciò la stessa nazione transalpina e provocò la caduta della Repubblica Cisalpina, assieme alle altre repubbliche sorelle presenti in Italia.

Napoleone, dovette lasciare segretamente il suo esercito in Africa e rientrare in patria. Il 14 giugno del 1800, a Marengo, Bonaparte affrontò e sconfisse l’esercito della coalizione ed il 3 dicembre, il generale Moreau, ottenne una seconda vittoria a Hohenlinden.

L’Austria, con quelle sconfitte, si trovò in grande difficoltà e fu costretta, con gli altri stati, esclusa la Gran Bretagna, ad accettare, il 9 febbraio 1801, la pace di Lunéville, dove furono confermate le clausole del trattato di Campoformio, che non erano mai state completamente attuate, con l’aggiunta della divisone in due parti di Verona: la riva destra dell’Adige passò alla Repubblica Cisalpina, mentre la parte sinistra rimase all’Austria. Furono sbarrati i ponti, fortificate le rive e interrotte le comunicazioni. Così Napoleone, dopo poco più di tre anni di occupazione austriaca, si prese metà del territorio cittadino. Il 13 giugno, sui ponti Navi, Nuovo e Pietra, furono posti cancelli di confine, colorati di giallo e nero sul lato austriaco e di bianco, rosso e blu su quello francese.

Nella zona governata dagli austriaci l’ordine era rigidamente mantenuto; l’aristocrazia ed il clero conservarono gli antichi privilegi; la religione venne rispettata e la chiesa dei Santi Nazaro e Celso divenne la Cattedrale di quella parte di città. Fu anche istituita la leva obbligatoria, che non piacque ai giovani veronesi, non abituati alla severa disciplina militare e che provocò la fuga di molti di loro nella riva opposta.

Nella parte francese, la situazione era assai diversa. Furono ribaditi i principi della Rivoluzione: tutti i cittadini erano uguali e godevano degli stessi diritti e doveri; per la prima volta anche gli ebrei furono considerati cittadini come gli altri ed il ghetto venne aperto; fu proclamata la libertà delle professioni e dei mestieri; si abolirono i privilegi, i titoli nobiliari e le funzioni religiose.

Ma i francesi ripresero a profanare i luoghi sacri e, poco prima di lasciare la zona collinare a sinistra Adige, che avevano temporaneamente occupata, compirono un’ulteriore sfregio al patrimonio architettonico di Verona, demolendo i castelli viscontei di San Felice e gran parte di quello sul colle San Pietro, oltre ad abbattere gli edifici interni, compresa la chiesa e il mastio.

Nella parte occupata da loro, a destra fiume, smantellarono i bastioni delle mura sanmicheliane, ad eccezione di quelli di “Spagna” e di “San Francesco“; capitozzarono le torri di Castelvecchio; distrussero il torrione che chiudeva il ponte scaligero ed eliminarono tutte le testimonianze veneziane. I francesi, chiamarono, dispregiativamente Veronetta, la parte governata dagli austriaci.

Le conseguenze sociali, economiche e giurisdizionali di quella divisione procurarono non pochi disagi ai veronesi che, per attraversare l’Adige, avevano gli stessi obblighi di un passaggio di confine tra stati.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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