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Festival della Bellezza (Teatro Romano, Verona)
Festival della Bellezza (Teatro Romano, Verona)

Opinioni

Per Idem non solo la bellezza ma anche l’eros si coniuga solo al maschile

Proposte eccellenti se non fosse che all’interno degli eventi organizzati negli anni sistematicamente sono pressoché assenti  le donne.

Finalmente qualcosa è successo. Ci voleva proprio la tempesta mediatica di proteste che in questi giorni coinvolge Idem, influente associazione culturale cittadina promotrice ogni anno di un Festival della Bellezza, per riportare il focus sulla scandalosa vicenda culturale di discriminazione di genere che da anni umilia la città di Verona.

In questione è dunque Idem che, alleandosi con l’Amministrazione comunale, organizza da anni un importante calendario di eventi culturali godendo dei più prestigiosi spazi pubblici, quali l’Arena, il Teatro Romano, il Filarmonico, Giardino Giusti. Tutto encomiabile, di qualità eccellente, se non fosse che, all’interno di queste manifestazioni, sistematicamente sono pressoché assenti le donne. Quasi non avessero pensiero, creatività, conoscenza.

Neppure su Eros e Bellezza che quest’anno tematizzano il Festival e vedono a trattarne 22 presenze maschili e 2 sole donne. Eppure a Verona la nostra assessora alla Cultura è donna, ci sono altre 4 assessore donne in giunta, nello stesso direttivo di Idem si annoverano presenze femminili. Possibile non abbiano mai colto questa discriminazione di genere? Non sappiano che cultura vuole trasversalità, ricchezza di differenti contenuti di pensiero, confronto tra visioni diverse di mondo? 

Festival della Bellezza 2019

Festival della Bellezza 2019, incontro in Municipio degli organizzatori, il Sindaco Sboarina e l’assessore Briani

Non si dimentichi poi che già a partire dal 2017 gruppi di donne veronesi si sono mobilitate sollevando tale contraddizione attraverso articoli sui giornali locali (in particolare Verona In), raccolta di firme, volantinando davanti ai teatri, sollecitando incontri con Idem, cercando di sensibilizzare gli sponsor, tentando perfino di coinvolgere sulla questione, ma purtroppo senza udienza, il senatore veronese Vincenzo D’Arienzo e la consigliera regionale Orietta Salemi. Nulla. E soprassediamo per carità di patria sulle rozze uscite di Federico Benini, addirittura capogruppo PD a Verona.

L’arroganza di un potere declinato al maschile, che si manifesta anche nelle scelte di un programma, ha imperversato negli anni sia ad Idem, che ha guadagnato spazi sempre prestigiosi, sia nella stessa amministrazione comunale, che non si astiene neppure per pudore dal plaudere questa estate alla presenza in città di un Placido Domingo, nonostante le accuse e le ammissioni in fatto di molestie sessuali contro le donne. Sconcertante.

Ora però, a fronte di tanto putiferio mediatico che mette anche in discussione la legittimità dell’icona scelta da Idem per rappresentarsi, la stessa associazione sente il bisogno di giustificarsi adducendo però, ahimè, a sua discolpa, patetiche giustificazioni quali, udite udite, la pavidità delle donne ad esporsi in epoca di pandemia.

Lo dicano alle infermiere che hanno affrontato il rischio più alto in termini di salute. Insomma da anni Idem va ripetendo che le donne non ci sono o sono indisponibili. Eppure basta poco per scoprire che nella nostra città a livello accademico si è fondata ed è fiorita a livello internazionale Diotima, importante comunità filosofica femminile, che qui a Verona ogni anno rinnova da oltre vent’anni il proprio “Grande Seminario”.

Come è possibile? Queste filosofe sono mai state invitate? Coinvolte? Un attimo di riflessione dunque e magari, per il momento, almeno noi donne più consapevoli, disertiamo questa manifestazione. Rifuggiamo da un pensiero a una dimensione. Mostriamo che Verona solo per pensare di candidarsi a Capitale della cultura debba cancellare ogni paradossale discriminazione.

Corinna Albolino 


Il comunicato stampa del Festival della Bellezza

L’organizzazione del Festival della Bellezza è molto dispiaciuta per le polemiche in una stagione che ha richiesto un particolare impegno per tenere viva la cultura e ritrovare la condivisione tra le persone. L’attuale programma non riflette quello originario che avrebbe previsto eventi ideati per il Festival da artiste come Charlotte Rampling, Ute Lemper, Jane Birkin e Patti Smith, che sono state impossibilitate a partecipare per le problematiche relative al Covid. Molte altre figure femminili sono state invitate, ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l’Arena di Verona. Chi conosce il Festival sa qual è lo spirito che lo anima e le riflessioni che vengono proposte. Da Catherine Deneuve a Lella Costa, da Patti Smith a Laura Morante, da Fanny Ardant a Melania Mazzucco, le donne sono sempre state protagoniste, invitate per il loro pensiero e il loro talento, elementi distintivi nel mondo della cultura e dell’arte in cui è indifferente l’appartenenza a un genere. 

Alessandra Zecchini
Coordinamento generale 
Alcide Marchioro
Direttore artistico 
Marilisa Capuano
Programmazione editoriale

Corinna Albolino
Written By

Originaria di Mantova, vive e lavora a Verona. Laureata in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è poi specializzata in scrittura autobiografica con un corso triennale presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo). In continuità con questa formazione conduce da tempo laboratori di scrittura di sé, gruppi di lettura e conversazioni filosofiche nella città. Dal 2009 collabora con il giornale Verona In. corinna.paolo@tin.it

15 Comments

15 Comments

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    silvana framba

    13/09/2020 at 09:50

    Concordo con l’articolo di Corina Alboino. Sono tra le firmatarie della lettera inviata nel 2018 dal Gruppo Caceres. Abbiamo sempre dimostrato di voler “APRIRE” non di “CHIUDERE” il Festival della Bellezza. Ha ragione Stella Cernecca quando scrive “Verona ha un pubblico prevalentemente femminile ovunque si faccia cultura”, ma Verona con la sua mentalità ottocentesca è ancora fedele al detto: Che la piasa, che la tasa che la staga a casa. AMEN

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    Miria Pericolosi

    12/09/2020 at 17:38

    Bene si è fatto a chiamare in causa i relatori maschi che, anno dopo anno, sono stati invitati nella rassegna, diciamo pure “di soli maschi”, qual è questa di Verona, accettando di partecipare, indifferenti alla questione di genere.
    Questo evidenzia come anche nella grande maggioranza degli intellettuali maschi non sia ancora sufficientemente presente, nonostante il grande lavoro dei movimenti locali, nazionali, mondiali delle donne e delle loro associazioni, il principio della parità di genere e della necessità, per una società migliore, di evidenziare i talenti delle donne e, ricordiamoci, delle minoranze.Barrico parla nell’intervista di “una marcia lunga da fare”!! Sono indignata!!!!

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    Orietta Fioraso

    12/09/2020 at 16:36

    o forse …

    COME SE LE DONNE NON AVESSERO LA COMPETENZA DI PARLARE DI EROS E DI BELLEZZA… IN SOSTANZA DI AMORE… IL FATTO DI SVOLGERE IL FESTIVAL SENZA LA LORO PRESENZA DENOTA UNA DISCRIMINAZIONE DI GENERE… D’ALTRA PARTE COSA ASPETTARSI DA UNA VERONA BIGOTTA CHE NON SI È MAI EVOLUTA AI TEMPI…

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    Cristina Piva

    12/09/2020 at 16:13

    Concordo pienamente con l’analisi proposta e ritengo indispensabile rendere pubblico questo dissenso per far conoscere a livello europeo con quali credenziali l’amministrazione della citta’di verona si propone come capitale della cultura.

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    Carla Pase

    11/09/2020 at 17:39

    Non è novità di quest’anno la significativa mancanza di donne a questa manifestazione ma mai come ora è assordante. Solo uomini, sempre gli stessi, esperti in tutti i campi mentre le donne non conoscono gli argomenti. Ritengo che chi detiene il potere e può influenzare le masse dovrebbe valorizzare al massimo la donna, il suo lavoro, la sua abnegazione, la sua cultura e la sua intelligenza. In tempo di femminicidi quasi giornalieri la politica, la cultura, la società devono capire il valore del mondo femminile e farsene portavoce in ogni ambito. Eros e bellezza è proprio coniugato al femminile. Ogni relatore uomo parlerà della donna in questo festival. Ma dove le abbiamo lasciate?

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    paolo ricci

    11/09/2020 at 12:39

    Il comportamento di una amministrazione comunale che annovera tra i propri adepti certi personaggi, così come dei loro sodali che dalla stessa traggono vantaggi francamente non mi sorprende. Ciò che invece mi colpisce e mi rammarica profondamente è il silenzio assordante di chi a livello locale aveva ruolo e titolo per farsi carico del problema già nel 2017 e invece…..

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    Emanuela

    11/09/2020 at 08:26

    Sono pienamente d accordo

    • Avatar

      Chiara Sorio

      13/09/2020 at 21:53

      Concordo pienamente, complimenti Corinna

  8. Marcello

    Marcello

    10/09/2020 at 21:02

    Concordo chiaramente con codesta ultima proposta: la Bellezza ovviamente non è solo femminile ma il genere deve e doveva contare ben di più.

    • Avatar

      Nunzia

      13/09/2020 at 12:04

      Subito un ringraziamento alla dott.ssa Albolino Corinna per l’impegno a sensibilizzare le nostre coscienze su avvenimenti che altrimenti passerebbero inosservati o passivamente accettati. Le riflessioni da lei esposte sul Festival della Bellezza 2020 a Verona, ci hanno dato l’opportunità di parlare di chi nella nostra “moderna civiltà ” è più accreditato a parlare di “Cultura” su argomenti come Eros e Bellezza. Tutti “Personaggi” maschili. Sul perché di questa scelta ho notato risposte molto superficiali da parte degli organizzatori. Forse se si fosse tenuto un evento sulla cura delle persone avrebbero invitato solo donne!!! Sicuramente è necessario fare delle inflessioni in merito a quale spazio viene dato alle donne di Cultura nel nostro tessuto sociale e culturale. Parlare delle contraddizioni della nostra Moderna Società. Personalmente sono grata alle persone che essendo più fortunate di altre perché in possesso di strumenti privilegiati come appunto la Cultura o una posizione di potere si spendono per dare voce alle donne prive di altrettanti privilegi e spesso vivono le le scelte fatte da altri con accettazione passiva. Non mi dilungo in ulteriori commenti perché condivido molte riflessioni e commenti già ben esposti da altre. Grazie ancora anche a nome di altre donne con le quali in questi giorni ho condiviso il pensiero critico sollevato dalla dott.ssa Albolino in merito alla nn presenza femminile a questo grande Evento a Verona..

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    Paola piva

    10/09/2020 at 20:50

    Mi è sembrato grave ed omertoso il silenzio della donna Asessore alla Cultura del Comune…

  10. Avatar

    Paola piva

    10/09/2020 at 20:47

    “Quanto valore aggiunto si avrebbe in termini di conoscenza, di confronto, di sensibilità, se fossero egualmente inseriti pensieri, testimonianze ed esperienze dell’universo femminile! Ogni riduzione al solo maschile o al solo femminile costituisce una forma insidiosa di non cultura perché rafforza pregiudizi e stereotipi!”.
    (Inviato nel 2018 dal Gruppo veronese Berta Caceres ad Idem e agli sponsor della manifestazione senza ricevere risposta).

  11. Avatar

    Annamaria

    10/09/2020 at 20:12

    Una volta di più l’arroganza maschile si é manifestata. Eppure sarebbe bastato soltanto un po’ di buonsenso (peculiarità femminile) per evitare a Verona questa pessima e grama figura.

  12. Redazione2

    Redazione2

    10/09/2020 at 19:34

    Un modo per riparare ci sarebbe: proporre per il 2021 un festival della bellezza con sole donne. E gli anni a seguire impegnarsi per avere più equilibrio. Difficile? Forse addirittura conveniente giunti a questo punto.

    • Avatar

      Stella Cernecca

      11/09/2020 at 01:22

      Verona ha un pubblico usufruitore femminile molto folto ovunque si proponga cultura. Io resto sempre enormemente stupita come la cultura piaccia molto più alle donne che agli uomini. Gli spettacoli di questo Festival della Bellezza che richiamano maggiormente il grande pubblico si contano sulla punta delle dita, e i relatori sono sempre immancabilmente gli stessi: Recalcati, Cacciari, Sgarbi, Galimberti, Baricco, padre Bianchi e pochi altri. Questi nomi sono grandi oratori nazionali che muovono le folle.

      Il festival della filosofia di Modena ha messo in luce la fame di cultura più elevata non soddisfatta dai programmi offerti dalla televisione, nonché un bisogno di uso del tempo libero con cultura dal vivo. Nei vari appuntamenti programmati negli anni scorsi in settembre accorrevano migliaia di persone, come dire che c’è un bisogno che solo i festival riescono a soddisfare.

      Quello che a mio avviso manca a Verona è lo spazio per relatrici femminili e relatori/relatrici giovani. Sappiamo quanto il pensiero muti in relazione al genere e all’età, perché la società è un elemento vivo in continua trasformazione ed adattamento e non ha motivo di bloccarsi in stereotipi di pensiero legati esclusivamente ad una certa fascia di età avanzata e maschile. Sappiamo pure che il concetto stesso di bellezza muta a seconda di chi lo definisce. I giornali nazionali si sono fatti carico di evidenziare le discriminanti. Anche Michela Murgia sulle pagine di Repubblica ha evidenziato l’esclusione delle donne dal Festival della Bellezza.

      Verona è rimasta ferma ad un’ottica ottocentesca della donna relegata nelle retrovie del successo, ma il mondo va avanti e parla di “manels” (collaborazione di soli maschi), termine coniato per segnalare gli eventi di monogenere. Il quotidiano l’Arena, in un articolo non firmato, segnala che le donne invitate sul palco hanno rinunciato a causa del covid e della difficoltà di muoversi a livello internazionale. Erano infatti state chiamate donne di altri Paesi, ma il tabellone mostra relatori tutti maschili e tutti italiani, non si vede la necessita per cui le donne avrebbero dovute essere delle straniere.
      Fatto sta che in Italia non mancano presenze femminili di riguardo. Il Corriere della Sera promuove alla Triennale di Milano il festival “Il tempo delle donne” (7a edizione), come possibile marchio da proporre negli eventi di massa.

      Se in natura esiste un equilibrio tra maschi e femmine per tutte le specie animali, non si capisce come mai l’uomo si trovi fuori da questa logica e si ponga all’esterno del paradigma della natura stessa con un atteggiamento misogeno. Ormai sappiamo che la cultura avanza a livello mondiale e non è più possibile muoversi in un’ottica esclusivamente locale e antiquata. I Paesi più progrediti si muovono in un’ottica di promozione del pianeta donna. Sgarbi ha deciso di rinunciare alla sua presenza e cede il posto a sua sorella Elisabetta, donna di grande talento. Intanto la consapevolezza di detta discriminante di genere si muove e chissà che negli anni futuri non ci siano più donne a salire sul palco a divulgare la propria intelligenza e visione di pensiero.

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