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Inchieste

Mi avete rotto i timpani. Il rumore a Verona è sempre più insopportabile

INCHIESTA. Borgo Venezia, Santa Lucia, Borgo Trieste, Borgo Trento, Borgo Roma, Verona Sud, Borgo Milano, Stadio, Centro le zone più esposte

INCHIESTA – I documenti ufficiali per la tutela dal rumore ci sono, però bisogna metterli in pratica mentre a Verona più della metà della popolazione residente è esposta a livelli di inquinamento acustico che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) reputa dannosi per la salute umana. Succede a Borgo Venezia, Santa Lucia, Borgo Trieste, Borgo Trento, Borgo Roma, Verona Sud, Borgo Milano, zona Stadio e nel  Centro storico.

L’inquinamento acustico è il più rilevante problema ambientale dopo quello atmosferico e Verona ne subisce l’effetto soprattutto a causa del traffico stradale, la fonte predominante di rumore. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha ribadito l’importanza del rispetto delle soglie di esposizione, che non dovrebbero superare i 65 Decibel durante il giorno e i 55 Decibel durante la notte.

La Mappa acustica strategica della città di Verona del 2017, commissionata all’Arpav dal Comune di Verona e approvata dalla Giunta comunale il 2 febbraio 2018, determina l’esposizione globale al rumore diurno (6:00-22:00) e notturno (22:00-6:00) delle diverse aree urbane. Nelle zone in rosso i cittadini sono esposti a una rumorosità pari o superiore ai 70 Decibel, che, se costante, risulta potenzialmente dannosa per la salute. Le zone verdi invece sono quelle in cui il livello sonoro risulta accettabile. 

L’Agglomerato di Verona, ovvero il territorio preso a riferimento da Arpav per la mappatura acustica, si estende su una superficie di 198 kmq e conta 258.000 abitanti. L’obiettivo è quello di rilevare e prevedere il rumore esistente in una certa zona, il numero di persone coinvolte, le abitazioni e gli edifici esposti e indicare il superamento dei valori limite vigenti, definiti dal DPCM 14 novembre 1997.

Il Piano di azione per la gestione dell’inquinamento acustico, approvato dalla Giunta comunale il 4 febbraio 2020, definisce le criticità generate dal traffico stradale, la sorgente di rumore predominante, ovvero di rilevare quelle particolari zone in cui il numero di persone esposte e il livello sonoro sono elevati e quindi necessitano di un intervento tempestivo. A Borgo Venezia, Santa Lucia, Borgo Trieste, Borgo Trento, Borgo Roma, Verona Sud, Borgo Milano, zona Stadio e Centro storico alcuni tratti stradali superano durante il giorno i 70-75 dB(A).

Via Fincato, Verona

Via Fincato, Verona

In via Fincato, ad esempio, strada compresa nelle criticità di Borgo Venezia, secondo i rilievi fonometrici richiesti dal Decreto legislativo 194/2005, e necessari per le strategie di intervento, il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata (LAeq(A)) ha raggiunto nell’aprile 2019, in 24 ore di analisi acustica temporale, i 63,5 dB(A) nel periodo diurno, i 61,2 dB(A) nel periodo serale (20:00-22:00) e i 56,5 dB(A) in quello notturno.

In corrispondenza della postazione di rilievo un operatore ha eseguito anche il conteggio manuale del traffico registrando ogni ora un passaggio di 548 veicoli leggeri e 24 pesanti.

Le zone dell’Agglomerato sono 79, come riportato nel Documento di zonizzazione acustica del 1998 per il Comune di Verona . Per ognuna delle 79 zone è stata calcolata la classe di appartenenza, da I a VI, in base a criteri come la densità di popolazione, la densità di attività commerciali, artigianali o industriali e la tipologia e intensità del traffico (stradale e ferroviario).

Inquinamento acustico, limiti di immissione per classe

Inquinamento acustico, limiti di immissione per classe

Secondo la zonizzazione del 1998, risultavano presenti 6 zone classe II, 37 zone classe III e 36 zone classe IV, ma come mostrato dalle mappe dell’Arpav del 2017, utilizzate poi nel Piano d’Azione del Comune, in alcune aree del territorio i valori rilevati non corrispondono a quelli previsti per le classi, con zone della città che superano i 70 Db(A) sia durante il giorno che la notte.

Il Piano d’Azione mostra anche i risultati di quantificazione dell’esposizione della popolazione e degli edifici derivante dalla somma di tutte le possibili sorgenti di rumore, stradale, ferroviario e industriale. Secondo l’elaborazione della Mappatura acustica, la popolazione che durante il giorno è esposta a intervalli pari o maggiori di 65 dB(A) ammonta a 136.062 persone, mentre la notte, le persone esposte a un livello pari o maggiore a 55 dB(A) sono 160.055. Oltre agli abitanti, anche i ricettori sensibili, come scuole e ospedali, considerati zone protette (classe I) indipendentemente dalla loro posizione, ricevono una rumorosità maggiore di quella consentita.

Verona, sintesi di esposizione a tutte le sorgenti di rumore

Verona, sintesi di esposizione a tutte le sorgenti di rumore

Secondo gli studi epidemiologici presi a riferimento per il documento di zonizzazione, i livelli di rumorosità superiori al limite della classe IV (65 dB(A) di giorno e 55Db(A) la notte) sono considerati altamente disturbanti da oltre il 90% della popolazione. E secondo quanto riportato anche dall’OMS un’esposizione prolungata a una rumorosità troppo elevata potrebbe aumentare la possibilità di infarto, provocare disturbi del sonno, stress e problemi all’udito.

Leonilde Arietti abita in via Euclide a Borgo Nuovo e ci spiega che la vicina via Archimede è molto trafficata, anche perché invita gli automobilisti a una velocità sostenuta. Il rumore che ne deriva è per lei estremamente fastidioso: «non vedo l’ora che arrivi l’inverno per poter chiudere le finestre: per leggere devo indossare o le cuffie o i tappi di cera».

Soffiatore

Soffiatore

«Siamo perennemente immersi nel rumore ed è un danno per la salute perché causa stress» dichiara ancora Arietti, che indica come possibili soluzioni quelle dell’utilizzo dell’asfalto fonoassorbente e dei limiti di velocità: «più le auto vanno veloci più sono rumorose ma se ci fossero limiti più bassi e più controlli potrebbe esserci un miglioramento». Un altro problema risultano essere le auto e soprattutto i motorini vecchi ancora in circolazione, i mezzi pubblici rumorosi e poi c’è la difficoltà nell’utilizzo della bicicletta in situazioni pericolose.

Valentina Dell’Aura abita in viale Sicilia, una strada secondaria ma molto trafficata e quindi rumorosa perché collegata a Corso Milano, prolungamento della Statale 11. «La zona altamente popolata, la vicinanza dei supermercati e le fermate dell’autobus rendono il rumore del traffico costante, insopportabile dalle 7.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 19, le ore di punta. Non c’è giorno che si possa stare tranquilli. È un’esposizione che mi innervosisce. Durante il lockdown un aspetto positivo è stato proprio il fatto di essere meno esposti al’ inquinamento acustico».

Pista ciclabile, Corso Milano, Verona

Pista ciclabile, Corso Milano, Verona

Ai rumori del traffico stradale si aggiungono quelli del ristorante vicino che ogni sera, in quattro viaggi, butta il vetro trasportandolo con un carrello, i camion dell’Amia la mattina presto e quelli di tagliaerba, falciatrici, scope a motore utilizzati dai vari condomini anche durante le ore di riposo. «I rumori sono aumentati negli ultimi anni – afferma Dell’Aura – e un modo per risolvere la situazione potrebbe essere l’utilizzo di altri dispositivi di trasporto per il ristorante e l’incentivo nell’utilizzo di mezzi pubblici, bici, monopattini elettrici per ridurre il rumore. Inoltre, la pista ciclabile di Borgo Milano è poco praticabile perché piena di ostacoli e molto stretta e non esistono semafori appositi per i ciclisti».

«L’importante – dice Dell’Aura – è lavorare sull’educazione del cittadino, importante per la prevenzione. Se manca quella è tutto inutile, come per le zone 30, se poi il limite non viene rispettato e i controlli scarseggiano. Ma oltre all’impegno del cittadino ci deve essere quello dell’Amministrazione».

Una partecipazione attiva dei cittadini in tema di inquinamento acustico è avvenuta nel contesto del LOOPER Living Lab (LLL), un progetto europeo del 2017, di impronta ambientale, che aveva l’obiettivo di analizzare la qualità dell’aria e del rumore nelle zona di Verona Sud e valutare le possibili situazioni mitigative. Durante il progetto in sei punti della zona di riferimento sono state lasciate delle noisebox, dei sensori per il monitoraggio acustico.

Tra i coordinatori del progetto, oltre alla IUAV di Venezia e il Comune di Verona, anche Legambiente. Chiara Martinelli, presidentessa di Legambiente Verona, in merito al LOOPER e al tema inquinamento ha specificato che l’attenzione è più concentrata su quello atmosferico, «ma che inquinamento atmosferico e acustico sono collegati: più veicoli a motore comportano inevitabilmente una rumorosità più elevata. Le persone – continua – devono potersi spostare. Spesso il problema risiede nella mancanza di una circolazione alternativa, come una pista ciclabile idonea». (1-segue).

Cristiana Ceccarelli

DOCUMENTI
DPCM 14 novembre 1997
Piano di zonizzazione acustica della città di Verona
Decreto legislativo 194/2005
Mappa acustica strategica
(Relazione)
Mappa acustica strategica (Grafico)
Piano d’azione dell’agglomerato di Verona (Sintesi tecnica)
Piano d’azione dell’agglomerato di Verona (Sintesi non tecnica)
Normativa rumore

Cristiana Ceccarelli è toscana, nata in provincia di Pisa nel 1995. Attualmente è residente a Verona ma il dialetto è per lei ancora un po' ostico. Ha vissuto a Londra e adesso studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. cristianaceccarelli311@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. bruno nicolis

    08/09/2020 at 10:54

    Non capisco perchè non si parli di via Unita d italia a S Michele. Costante passaggio in strettoia di tutti i camion oltre al traffico da paesi limitrofi. È insostenibile da anni ma nessuno ha mai pensato di attuare una variante o dei divieti. Avete misurazioni al riguardo?

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