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Ex Scalo Merci, Verona Sud (foto Verona In)
Ex Scalo Merci, Verona Sud (foto Verona In)

Opinioni

Central park, padroni a casa nostra ma con i soldi dello Stato

Il sistema finanziario locale non esiste più, siamo sempre più dipendenti da Roma e i registi di queste trasformazioni mantengono il consenso.

A Verona tra i numerosi progetti rimasti per tempo nell’elenco dei desideri non realizzati c’era, fino a poco tempo fa, anche quello del Central Park che doveva sorgere dietro la Stazione di Porta Nuova, nell’area adibita allo scalo merci delle Ferrovie dello Stato. Un progetto pensato e ideato dalla giunta Zanotto di centrosinistra, nei primi anni del nuovo secolo, e rimasto poi sulla carta per la scarsa fiducia sulla sua realizzabilità da parte dell’Ente di Stato. 

Dopo oltre un decennio, il quadro si è modificato in occasione della realizzazione della Tav sulla Linea Verona-Venezia per cui, grazie anche alle pressioni veronesi, le Ferrovie, tra le opere di contorno dell’alta velocità, hanno aderito anche alla realizzazione del Parco nell’area dello Scalo merci. Il progetto è stato presentato, con grande spolvero propagandistico dal Sindaco Federico Sboarina, dal presidente delle Regione Luca Zaia, e dall’ad Sistemi Urbani  delle Ferrovie Umberto Lebruto.

Ex scalo ferroviario

Ex scalo ferroviario

Gli amministratori veneti, in particolare, si sono profusi nella illustrazione delle caratteristiche del tutto eccezionali dell’iniziativa che dovrebbe diventare “cerniera tra il centro storico e i quartieri residenziali di Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia”. Dovrebbe trattarsi di un grande Parco di 450 mila metri quadrati, del quale l’86% dell’area sarà destinata completamente a verde, un ulteriore 7% destinato a infrastrutture funzionali alla Stazione e al Parco, e il restante 14% a non meglio precisate “strutture turistico-ricettive, direzionali e residenziali”.

Il progetto, a cui è stato dato il nome di “Porta Verde” avrebbe una dimensione maggiore di quella dei parchi esistenti in diverse città europee, e dovrebbe essere completato entro le metà del 2025, per poter contribuire alla conclusione nella nostra città delle Olimpiadi invernali previste in Veneto per quell’anno.

Il sopralluogo all’ex Scalo Merci.

 

 

A parte l’oggettiva rilevanza dell‘iniziativa, che consentirà di poter usufruire di un grande polmone verde nel cuore della città, e che quindi speriamo vada effettivamente in porto alle condizioni e nei tempi stabiliti, l’occasione si presta ad alcune considerazioni di prospettiva sulle fonti di finanziamento disponibili per la realizzazione di progetti di sistema, aventi peso e valore sul futuro del nostro territorio.

Questo progetto del Parco risulta pressoché completamente finanziato dalle Ferrovie, cioè dalle risorse dello Stato, tranne forse qualche investimento marginale privato, tutto da verificare. Una condizione del tutto nuova rispetto al passato, quando Verona seppe realizzare progetti infrastrutturali che hanno segnato lo sviluppo successivo della città, con mezzi propri, tramite il sistema creditizio e finanziario locale, senza chiedere un soldo a Roma.

Masterplan Central park, Verona

Masterplan Central park, Verona

Oggi la situazione è diversa e probabilmente quell’autonomia finanziaria completa non sarebbe possibile. Ma in ogni caso quel sistema finanziario locale non esiste più, essendo la Banche trasmigrate a Milano, Cattolica Assicurazione se ne sta andando verso Generali, la Fondazione Cariverona risulta notevolmente ridimensionata nel suo patrimonio e quindi nella sua funzione a servizio del nostro territorio.  

Questo in parte era destinato ad accadere nell’indispensabile processo di fusione che ha interessato il sistema bancario del nostro Paese. Ma a Verona questo processo ha assunto quasi sempre la forma della svendita, da parte di una classe dirigente che non ha saputo gestire questa trasformazione con una visione strategica, contrattando puntigliosamente le condizioni di garanzia circa il rapporto futuro con il nostro sistema economico.

Così i sostenitori dello slogan “padroni a casa nostra” nei fatti l’hanno coniugarlo nei termini di “sempre più dipendenti da Roma” mantenendo, nello stesso tempo, la maggioranza dei consensi. Evidentemente qualcosa non funziona nella nostra politica e, per cercare di cambiare, è tempo di farsene una ragione.

Luigi Viviani
Written By

Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    Filippo Cassetta

    07/09/2020 at 19:58

    Gentile Luigi Viviani due cose:

    – 86% + 7% +14% fa 107% e questo non è possibile. È come se lei avesse detto che aveva 100 euro con 50 euro ha acquistato una camicia e con i restanti 57 ha acquistato un maglione… Qui siamo all’abc (o forse dovrei dire all’123?)

    – seconda cosa: lei e Michele Bertucco avete pubblicato in queste pagine praticamente in contemporanea due interventi su questo argomento del Central Park. Ma sembra che parliate di due argomenti completamente diversi. I gravi rilievi e importanti osservazioni fatti da Bertucco per lei non sembrano esistere. Ha letto il contributo di Bertucco e soprattutto cosa ne pensa? Voi siete due importanti rappresentanti dell’opposizione a questo governo della città. Non pensate sia importante coordinarsi anche a partire da un preliminare scambio di informazioni con magari poi un successivo lavoro in collaborazione in cui l’amministrazione possa essere incalzata e messa davanti alle proprie responsabilità?
    Non credete che il minimo che possa fare una opposizione credibile sia unire le forze soprattutto quando si tratta di argomenti così gravi che riguardano il benessere di tanti concittadini?

    Insomma l’impressione è che tra voi (importanti esponenti) dell’opposizione non ci sia granché di comunicazione e questo per noi semplici cittadini risulta essere abbastanza irritante.

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