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Territorio

L’Adige va ripulito, per la manutenzione servono risorse adeguate

Webinar dell’Ordine degli Ingegneri di Verona su “Il nuovo Ponte di Genova: dalla tragedia alla realizzazione del progetto di Renzo Piano”

Simone Venturini, della commissione idraulica dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, interviene sullo stato dell’Adige l’indomani dei giorni di piena evidenziando che le pile particolarmente ingombranti del ponte Pietra e l’elevata energia della corrente in esterno di curva rischiano di asportare vegetazione che potrebbe incastrarsi tra le volte. «Ciò potrebbe far innalzare il livello dell’acqua a monte – spiega Venturini – con conseguenze negative anche sulla capacità di scarico di alcune zone depresse come Portoni Borsari e via Prato Santo».

«Il blocco della vegetazione contro le pile e gli impalcati dei ponti è un’evenienza molto pericolosa che può comportare anche il crollo dei ponti, l’esondazione o la tracimazione degli argini a monte» insiste Venturini, sottolineando che la fascia tra alzaia e fiume è sempre stata storicamente libera dalla vegetazione.

Ponte Pietra, Verona

Ponte Pietra, Verona

«Un paio di anni fa, proprio a causa della vegetazione incastrata è crollato un ponte sul fiume Adda a Cremona», ricorda il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona Andrea Falsirollo. «L’attività di manutenzione dell’alveo dell’Adige, talvolta a torto contrastata da chi denuncia un apparentemente ingiustificato taglio degli alberi, rappresenta di fatto un indispensabile strumento di prevenzione».

Qualche mese fa l’Ordine degli ingegneri aveva espresso il proprio apprezzamento per l’attività del Genio Civile di Verona che aveva provveduto a rimuovere una folta vegetazione di medio ed alto fusto lungo le rive dell’Adige, poco a monte della diga del Chievo. «Si trattava di essenze non di pregio, di recente sviluppo, che sarebbero state soggette a facile asportazione da parte della corrente» dice Venturini. «La piena di questi giorni ha messo in luce come quell’intervento sia stato tempestivo e opportuno. Alcuni grossi tronchi si sono bloccati comunque contro le pile dei ponti Risorgimento, Garibaldi e Scaligero, ma di certo la situazione avrebbe potuto essere ben peggiore».

Ponte Pietra, Verona

Ponte Pietra, Verona

Proprio di questo si parlerà il 4 settembre durante il webinar promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona dal titolo “Il nuovo Ponte di Genova: dalla tragedia alla realizzazione del progetto di Renzo Piano” che, a partire dalla tragica vicenda del ponte Morandi e dalla ricostruzione del nuovo viadotto a Genova, darà voce ai protagonisti dell’opera e agli amministratori locali per evidenziare la necessaria e indispensabile manutenzione. L’appuntamento è alle 14.30 previa iscrizione sul sito stesso dell’Ordine.

Conclude Venturini: «Facciamo un appello agli enti locali e regionali perché riservino alla manutenzione risorse adeguate, un tema addirittura prevalente rispetto a quello della costruzione di nuove opere. L’intervento di ripristino avviato di recente sul cavalcavia di viale Piave è un ottimo esempio di buona prassi e l’emergenza, oggi come oggi, è sempre più di adeguare le infrastrutture alle nuove esigenze, dotandole delle necessarie caratteristiche di adattamento ai cambiamenti climatici e all’inserimento ambientale».

Redazione2
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