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Opinioni

Immigrazione, meglio governarla nell’interesse del Paese che subirla 

Non si capisce perché chi governa, e in modo particolare tra i 5 stelle, ci siano ancora resistenze a non discriminare tra settori di lavoro.

 
A conclusione del periodo della sanatoria, terminato il 15 agosto,  le domande di emersione di lavoro nero in Italia sono risultate essere oltre 207.000, riferite a lavori domestici e di assistenza alle persone (colf e badanti) per circa l’85% e alla agricoltura e pesca. Così avremo non solo più regolari, iscritti all’anagrafe, cui viene riconosciuta dignità con diritti e doveri di cittadinanza, ma anche più contribuenti. L’Inps ne trarrà beneficio percependo nuove  periodiche e regolari contribuzioni (prima evase) a sostegno del pagamento delle attuali pensioni e un piccolo ma sensibile passo in avanti viene fatto nel recupero, in parte, della grande evasione fiscale che nel nostro paese è stimata ad oltre 110 miliardi di euro annui.
 
Perché non essere d’accordo nel ridurre il lavoro nero  e la stessa evasione fiscale e contributiva? Non pochi sono rimasti delusi per il numero di domande modesto raggiunto in questa sanatoria. Si attendevano molte più richieste di emersione. Ma l’applicazione era rivolta solo a colf e badanti e alla agricoltura e pesca. Coloro che lavorano in nero in tutti gli altri settori non hanno potuto usufruirne. 
Al punto che qualche imprenditore pur di regolarizzare almeno un suo dipendente in nero l’ha contrattualizzato come colf, salvo assumerlo poi, ottenuto il permesso di soggiorno, come dipendente della ditta.
 
Non è facile capire perché all’interno del governo (in modo particolare tra i 5 stelle) ci siano ancora resistenze a non discriminare tra settori di lavoro. Perché si può regolarizzare chi lavora nell’agricoltura e nella pesca  e non chi opera nell’edilizia, nella ristorazione, nell’artigianato, nel commercio, nei servizi e nelle molteplici attività produttive?! Si faccia un passo ulteriore, si riduca ulteriormente il lavoro nero e conseguentemente l’evasione fiscale e contributiva. Non può essere il masochismo, il farsi del male, il faro nelle scelte politiche.
 
Va inoltre  ricordato che i decreti sicurezza salviniani, ritenuti dalla Corte Costituzionale in alcune parti incostituzionali, trasformano di fatto nel tempo in clandestini coloro che hanno avuto permessi per motivi umanitari e di asilo politico, tra questi solo coloro che sono emersi in questa sanatoria si salvano, tutti gli altri sono condannati alla marginalità ed esclusi  dalle opportunità di lavoro (anche se l’hanno trovato, ma, in base alla legge, in nero).
 
Urge, per ovvi motivi di ragionevolezza e nell’interesse del Paese, abrogarli varando una nuova e diversa legislazione nell’interesse di tutti, immigrati e italiani. 
 
Giorgio Gabanizza

Redazione2
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