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Sono i 1036 bambini dell’asilo nido i primi a tornare a scuola

Si parte con i più piccoli: nelle classi controllo temperatura e ingressi separati. Perplessità sui posti disponibili e capienza bus.

Dopo sei mesi di chiusura hanno riaperto 23 nidi comunali e 9 in convenzione, che ospitano nelle classi i bimbi dai 3 mesi e ai 3 anni. Gli spazi sono rimasti gli stessi ma vigono i nuovi protocolli per la sicurezza sia dei bambini che degli educatori.

Nel rispetto delle nuove regole ogni mattina viene misurata ai bambini, ma anche ai genitori, la temperatura, sia in entrata che in uscita. I genitori, inoltre, se entrano nelle strutture, devono indossare appositi soprascarpe. Per quanto riguarda i piccoli invece, per evitare assembramenti, è prevista l’entrata scaglionata in gruppi e ingressi diversi a seconda della struttura, protocollata ad hoc secondo la tipologia di edificio. L’unico spazio ad essere condiviso è il bagno, per il quale però è prevista la sanificazione dopo ogni utilizzo: ai servizi igienici accede una classe alla volta.

“Oggi è una giornata importante perché segna il ritorno alla normalità per famiglie e bambini. Si tratta di una nuova quotidianità, con tante regole in più e abitudini cambiate, ma tutto questo non ha tolto un aspetto sempre valido: l’emozione del primo giorno.” ha commentato il sindaco Federico Sboarina, presente, con il il neo assessore all’Istruzione Daniela Maellare, all’ingresso dei bambini al nido La Filastrocca di Santa Lucia, che conta 68 iscritti.

I protocolli sanitari mirati prevedono anche, nei nidi, una zona rossa per i bambini che presentano, nella giornata, sintomi influenzali o febbre. Una zona, quella rossa, pensata a misura di bambino e in modo che sia accogliente. In caso invece di temperatura superiore ai 37,5 gradi vengono avvertite le famiglie e i referenti Covid, preposti dal Comune in aiuto al personale scolastico.

vaccini - asili nido - scuole materne

«I genitori da oggi potranno organizzare le loro giornate e il loro lavoro sapendo di lasciare i figli in ottime mani» ha continuato il sindaco, concludendo poi con i ringraziamenti agli uffici di settore e agli educatori e operatori per la loro vicinanza ai bambini.

A commentare la ripartenza anche il neo assessore: «So con quanto impegno e passione lavorano i nostri educatori, ausiliari scolastici e operatori per il bene dei bambini e delle loro famiglie. Abbiamo ideato protocolli ad hoc e nuove regole affinché la scuola possa riprendere in totale sicurezza e i genitori possano stare tranquilli. È stato messo in piedi tutto quello che serviva per ripartire, ora cercheremo di fare del nostro meglio, giorno dopo giorno, per garantire come sempre un servizio di qualità.»

Sul primo giorno di nido e sulla gestione degli orari e dei posti disponibili si è espressa Elisa La paglia, consigliera comunale Pd e candidata al consiglio regionale: «Oggi per molti bambini è il primo giorno all’asilo. Se è comprensibile l’iniziale limitazione di orario dovuta alla pandemia in atto, non lo è che 3 bambini su 4 non abbiano un posto.  Garantire la copertura di asili nido è fondamentale per combattere la povertà educativa e costruire benessere: i posti in Veneto però sono solo per 1 bambino su 4, e il Comune di Verona ha le rette tra le più care d’Italia. Anche sommando i servizi integrativi (assenti) e i bambini anticipatari il Veneto rimane fanalino di coda del nord Italia. La mancanza di servizi per l’infanzia incide negativamente sulla natalità e sull’occupazione femminile. Finora la politica in Veneto ha delegato ai nonni: più posti e minori costi questa è una delle mie priorità.»

Nell’ambito della ripartenza scolastica un altro nodo da sciogliere era quello dei trasporti, sulla loro capienza e frequenza. «Le linee guida per i bus in vista dell’inizio della scuola che prevedono la capienza massima all’80% sono una decisione incompleta, che scarica sugli enti locali la responsabilità di trovare una soluzione alternativa per il restante 20% dei ragazzi che non possono salire sui mezzi pubblici» ha commentato Luca Zanotto, assessore comunale ai trasporti e candidato alle elezioni regionali per la Lega, in merito alla decisione del Governo e delle Regioni. Le perplessità dell’assessore riguardano i preposti al controllo del raggiungimento della capienza massima, del rispetto del distanziamento e l’eventuale salita dei ragazzi alle diverse fermate.

«La capienza è una disposizione che mette tutti in difficoltà. In assenza di un contapersone è pressoché impossibile stabilire quando è raggiunta la massima portata prevista. Infine, i separatori delle sedute possono essere utilizzati per i bus extraurbani i cui allestimenti sono fatti di posti a sedere in fila divisi da un corridoio centrale. Ben diversa è la situazione per i mezzi pubblici urbani per cui risulta difficile inserire tali separatori. Dovendoci attenere a queste disposizioni abbiamo la consapevolezza, al momento, che i controlli sono pressoché impossibili», ha concluso Zanotto.

Redazione2
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