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Cattolica Assicurazioni
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Cattolica, il Tribunale respinge la richiesta di sospensiva dell’Assemblea dei soci

Occorre ripristinare il potere decisionale di una società che ha fatto della partecipazione diffusa un tratto essenziale della sua identità.

La vicenda di Cattolica Assicurazioni si è arricchita di un nuovo fatto destinato a non risolvere il necessario processo di chiarimento di quanto è accaduto nell’ultimo anno di vita della società.  Il Tribunale di Venezia, con una ordinanza, ha respinto la richiesta di sospensiva dell’assemblea del 26 giugno, inoltrata da 34 soci con l’intento di avere il tempo necessario per chiarire l’insieme de fatti che hanno determinato l’attuale situazione della società.

Le motivazioni dell’ordinanza ruotano attorno a due elementi. La regolarità della convocazione e della definizione dell’ordine del giorno della suddetta assemblea, garantite dalla pubblicazione sul sito della società anche se la comunicazione cartacea a molti soci è arrivata in evidente ritardo, e la necessità di una decisione rapida sulla ricapitalizzazione dati i tempi stretti indicati dall’Ivass.

Su tale necessità nessuno dei proponenti ha obiettato nel merito, anche se rimangono del tutto oscure le cause che l’hanno determinata. Tuttavia, nel testo dell’ordinanza non è condivisibile la valutazione del limitato numero dei ricorrenti e del relativo capitale rappresentato che nella specifica situazione aziendale non ha alcun significato data l’attuale struttura della società fondata sulla piena parità dei soci.

In ogni caso, la portata dell’ordinanza, limitata alla sola richiesta di sospensione, lascia del tutto irrisolto il problema del chiarimento dei fatti, e delle relative responsabilità, che hanno determinato l’improvviso e immotivato allontanamento dell’amministratore delegato, la caduta del valore del titolo e del grado di solvibilità della società, non addebitabili ai soli effetti della pandemia, all’improvviso accordo con Generali con la condizione decisiva della trasformazione della società in Spa.

In tutti questi accadimenti l’insieme dei soci non è stato adeguatamente informato e soltanto chiamato a decidere senza la consapevolezza necessaria su fatti di particolare rilevanza, attinenti alla vita presente e futura di Cattolica. Una grave lesione dei diritti e del potere dei soci, che ha messo in crisi il rapporto tra attività finanziaria e democrazia.

Per questo il problema Cattolica è tutt’altro che risolto, e va ripreso con adeguate iniziative tese a ripristinare il corretto potere decisionale di una società che ha fatto della partecipazione diffusa un tratto essenziale della sua identità.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. mario allegri

    mario allegri

    31/08/2020 at 12:08

    Caro Senatore, personalmente penso che sia stata cosa buona e giusta togliere Cattolica dalle mani di chi l’ha gestita nel modo che sappiamo, prima di distruggere del tutto il suo valore. La gestione veronese del patrimonio finanziario della città ha portato alla perdita delle due banche storiche. Meglio consegnare Cattolica alle Generali, magari liberandosi anche di Bedoni, il cui doppio carpiato in soli pochi mesi lascia senza parole.

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