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Clitennestra - Isabella Caserta, Jana Balkan

Spettacoli

Clitennestra: «Ora vi spiegherò tutto, Signori della Corte»

TEATRO ROMANO. Isabella Caserta ammalia nello spettacolo che incarna la fusione dei due progetti del Teatro Scientifico dedicati al femminile e all’amore.

TEATRO ROMANO. Isabella Caserta ammalia nello spettacolo che incarna la fusione dei due progetti del Teatro Scientifico: Femminiletrapassatopresente e #amorlietomalatonegato.

Clitennestra di Marguerite Yourcenar nella trasposizione scenica firmata da Isabella Caserta e Jana Balkan, venerdì 7 agosto 2020, al Teatro Romano conclude magistralmente la prima parte dell’Estate Teatrale Veronese , che riprenderà a settembre. La nuova produzione del  Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio di Verona, in prima nazionale, ha regalato al pubblico veronese una serata di passione, incarnando la fusione dei due progetti del Teatro Scientifico Femminiletrapassatopresente#amorlietomalatonegato
Regia ineccepibile, senza sbavature. L’ordito musicale a cura di Cristina Mazza (sax alto), Bruno Marini (sax baritono – flauto)e Andrea Cortelazzo (pianoforte digitale) ha sapientemente esaltato la potenza delle parole che come un fiume in piena ha travolto il pubblico. Sul palco Isabella Caserta ammalia, confermandosi  grande mattatrice. In scena con lei la Balkan che ne raddoppia il personaggio, aggiungendo spessore, profondità e sapienza.

La scena si apre con Clitennesta, donna terribile, fedifraga e assassina in piedi davanti ai guidici: «Ora vi spiegherò tutto, Signori della Corte». La donna inizia così a rivendicare le ragioni del suo delitto attraverso un’autodifesa che chiama in causa i fantasmi più profondi. Il pubblico diventa la corte che la giudica, ma diventa anche il popolo di tutte donne in attesa del ritorno del marito soldato. È l’amore, carnale, folle, disperato, irraggiungibile nella sua compiutezza che condanna Clitennestra: «Lottavo di giorno contro l’angoscia, di notte contro il desiderio, sempre contro il vuoto».

Clitennestra - estate eatrale veronese

Clitennestra

«Signori della Corte, esiste un solo uomo al mondo: il resto, per ogni donna, non è che un errore o un malinconico surrogato. E l’adulterio non è sovente che una forma disperata della fedeltà», così il tradimento perpetrato per anni nei confronti del marito diviene strumento per capire fino a che punto sia insostituibile Agamennone. Le sue parole rivendicano la dignità vilipesa e calpestata, rivelano un cuore ferito, sanguinante ma sempre vivo e pieno di desiderio: «Ma volevo almeno obbligarlo, in punto di morte, a guardarmi in faccia: soltanto per questo lo ammazzavo, per costringerlo a rendersi conto che io non ero una cosa senza importanza che si può lasciar cadere o cedere al primo venuto».

Il ritratto tinteggiato da Yourcenar e magnificamente reso da Isabella Caserta è quello di una donna trafitta da un dolore talmente acuto da travalicare la morte: «Quell’uomo io lo ritroverò in qualche angolo del mio inferno: ricomincerò e gridare di gioia sotto i suoi primi baci. Poi mi abbandonerà: andrà a conquistare una provincia della Morte. Se il Tempo è il sangue dei vivi, l’Eter­nità dev’essere il sangue delle ombre. L’eternità che mi riguarda si consumerà nell’attesa del suo ritorno, e così ben presto io sarò la più sfinita di tutte le ombre. Allora lui ritornerà, per beffarsi di me, per accarezzare davanti e me la sua gialla strega turca abituata a giocare con le ossa delle tombe. Che cosa fare? Non si può proprio uccidere un morto».
Spario. Applausi!

Cinzia Inguanta

Cinzia Inguanta
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Nasce a Firenze il 4 giugno 1961, sposata con Giuliano, due figli: Giuseppe e Mariagiulia. Alcuni grandi amori: la lettura, il cinema, il disegno, la fotografia, la cucina, i cinici, le menti complicate e le cause perse. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive al corso di laurea in medicina e chirurgia per poi diplomarsi in design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel 2009 s’iscrive alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Giornalista pubblicista dirige Radio Popolare Verona, già direttrice del magazine online Verona-IN con il quale continua a collaborare coordinando la redazione spettacoli e scrivendo di libri. Nel 2006 ha curato la pubblicazione di La Chiesa di Verona in Sinodo e di Il IV Convegno Ecclesiale Nazionale, nel 2007 di Nel segno della continuità. Nel 2011 ha ricevuto la segnalazione della giuria del Premio Letterario Ibiskos per la raccolta inedita di poesie Parole nel vuoto, sempre con una silloge poetica, è tra i classificati del premio letterario Opera Uno, a giugno dello stesso anno l’esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo Bianca per la casa editrice Bonaccorso. Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi (dicembre 2011), altre sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. href="mailto:cinzia.inguanta@email.it">cinzia.inguanta@email.it

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