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Cristina Caprioli

Interviste

«Non siamo più soli ma giustizia deve essere fatta»

INTERVISTA –  Oggi Davide Caprioli avrebbe 60 anni. La vittima veronese della strage di Bologna era uno studente di Economia e amante della musica. Abbiamo sentito la sorella Cristina.

INTERVISTA –  Oggi Davide Caprioli avrebbe 60 anni. La vittima veronese della strage fascista del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna era uno studente di Economia e amante della musica. Abbiamo sentito la sorella Cristina.

«Sono in stazione, sto andando a Bologna». Una frase apparentemente banale quella di Cristina, sorella di Davide Caprioli, cittadino veronese morto alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 in seguito ai traumi cranico-toracici conseguenti al più gravo attentato terroristico del secondo dopoguerra italiano.

− Cristina, quali sono i suoi sentimenti oggi, dopo 40 anni?

«Sono in stazione: aspetto il treno per Bologna per la manifestazione in ricordo delle vittime della strage, ho con me la chitarra di Davide. Quest’anno mi sento meno abbandonata. La festa per il busto che ritrae mio fratello alla biblioteca a lui intitolata in via Fratelli Rosselli a Borgo Milano è stata gioiosa, sono felice abbia partecipato anche l’assessore Francesca Briani. E domani l’assessore Francesca Neri parteciperà alla manifestazione per l’anniversario. Nei primi anni dopo la strage, a Verona io e la mia famiglia ci siamo sentiti isolati, soli. Abbiamo dovuto aspettare 25 anni perché venisse intitolata una strada alla memoria di Davide da parte del sindaco Paolo Zanotto e ora sono felice che esista una biblioteca civica che porta il nome di mio fratello (inaugurata nel 2019, ndr)».

− Perché è importante la biblioteca Davide Caprioli?

«È una biblioteca scolastica diventata civica grazie al dottor Alberto Raise che si è battuto perché rientrasse nel circuito del Sistema Bibliotecario Provinciale. Ormai Davide è morto, non serve a nulla piangerlo, però possiamo ridargli dignità esercitando memoria attiva, per esempio creando spazi pubblici come la biblioteca nella sua Borgo Milano, dove mancano spazi di aggregazione e verde pubblico. Il dolore deve essere costruttivo e per me è importante creare una rete dal basso; bisogna cominciare da noi persone comuni perché si tratta di rispetto per gli esseri umani: se avessero avuto rispetto per le persone, Davide non sarebbe morto».

Davide Caprioli

Davide Caprioli

− Che cosa si aspetta che accada ora?

«Mi aspetto giustizia. Sono più arrabbiata di prima perché mi chiamano amici dicendomi di aver visto i colpevoli Francesca Mambro e Valerio Fioravanti bere il cappuccino tranquilli e liberi a Roma… E allora mi chiedo, chi c’è in prigione ora? Ora bisogna trovare i mandanti e chiuderli in carcere. Se Massimo Carminati – implicato nella strage – ride e scherza tranquillo, siamo destinati a rivivere le stesse situazioni. Non devono rimanere impuniti sennò potrebbe accadere di nuovo: qualcosa nella giustizia deve cambiare! Non si sono mai pentiti di nulla ma so che hanno una figlia, che spero che faccia loro delle domande e li faccia vergognare».

− Che cosa potremmo fare e non stiamo facendo?

«Potremmo fare molta più rete, a partire dai bambini a cui dobbiamo proporre la cultura del rispetto, della dignità umana e della solidarietà, riprendendo per esempio lo studio della Costituzione a scuola. Anche i centri di aggregazione come la biblioteca sono importanti. Inoltre, mi piacerebbe che all’Università di Verona si ricordassero di Davide, che era uno studente di Economia e Commercio. Vorrei che i rettori capissero che non si tratta di politica ma di memoria attiva e invece è come se la bomba avesse discriminato tra persone di destra e persone di sinistra».

Annalisa Mancini

Annalisa Mancini
Written By

Annalisa Mancini è nata il 25 dicembre 1979, frequenta l’istituto tecnico per corrispondenti in lingue estere. Dal lago di Garda, dove vive fino al 1998, si trasferisce prima a Trieste per gli studi in Scienze Politiche e poi a Berlino. Completa il suo sguardo sul mondo viaggiando, leggendo e scrivendo, è interessata soprattutto al giornalismo d’inchiesta, alla politica nazionale e internazionale e alle questioni ambientali. Tornata a Verona, fonda una sezione di Legambiente e lavora anche come editor e correttrice di bozze. Ha collaborato con Il Piccolo di Trieste, ilveronese.it, ilgardesano.it, Il Corriere del Garda, Radio Garda FM, RuotaLibera di FIAB, corriereditalia.de. mancini.press@gmail.com

3 Comments

3 Comments

  1. Avatar

    franz

    03/08/2020 at 23:28

    Noi siamo contro i partiti politici: dagli attuali partiti politici appaiono solo posizioni al crepuscolo, che possono costituire il supporto per il successo di gruppi oligarchici non certo inseriti nel nostro modo generale d’essere. Noi siamo antidemocratici: sui feticci delle democrazie capitalistiche e bolsceviche ricade la responsabilità del crollo dei valori politici e del trauma morale che ha disintegrato gli individui alienandoli dalla vita organica dello Stato. Noi siamo contro certe esasperazioni del nazionalismo, che riteniamo aver frantumato nelle loro implicazioni storiche il substrato unitario della civiltà d’Occidente. Noi siamo antiborghesi: la borghesia, intesa come stato d’animo e prospettiva economicistica del mondo è la prima responsabile di questo clima dissolvente. Noi siamo per uno stile di vita che nessun partito può darci, ma solo un Ordine di idee, una Unità differenziata di istanze, il Cameratismo nella lotta contro un sistema sfaldato. Noi siamo per una Aristocrazia che è radicale rifiuto del modello egualitario. Noi assumiamo una prospettiva gerarchica e organica. Noi siamo per le civiltà d’Europa e d’Occidente, con i loro Miti e le loro Tradizioni, al di là degli egoismi e dei provincialismi sterili in cui si chiude l’odierna mentalità nazionalistica. Noi siamo per una concezione tradizionale dell’esistenza in cui le suggestioni esasperate e anormali della società e dell’economia cedano il posto ai valori eroici dello spirito intesi come Onore, Gerarchia, Fedeltà.

  2. Marcello

    Marcello

    04/08/2020 at 16:30

    Noi siamo contro i partiti politici … siamo antidemocratici … siamo contro certe esasperazioni del nazionalismo … siamo antiborghesi … siamo per uno stile di vita che nessun partito può darci … siamo per un’Aristocrazia … siamo per le civiltà d’Europa e d’Occidente … siamo per una concezione tradizionale dell’esistenza, basata su Onore, Gerarchia e Fedeltà. Bastava dire: noi siamo … per il Fascismo, mi pare!
    Ma usare il NOI a commento di un’intervista alla sorella di una vittima della strage di Bologna significa accettare e difendere la matrice fascista di quella strage ed insieme non voler fare i conti con la verità storica.

  3. Avatar

    Maurizio Danzi

    06/08/2020 at 06:48

    Noi no.

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