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OFI, Orchestra Filarmonica Italiana

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R-Estate, le Otto Stagioni di Vivaldi e Piazzolla chiudono la rassegna

TEATRO RISTORI. Orchestra Filarmonica Italiana e Antonio Aiello in un’esecuzione ponte musicale tra due secoli: dal Settecento al Novecento, da Buenos Aires a Venezia.

TEATRO RISTORI. Orchestra Filarmonica Italiana e Antonio Aiello in una speciale esecuzione ponte musicale tra due secoli: dal Settecento al Novecento, da Buenos Aires a Venezia.

La rassegna del Teatro Ristori,  R-Estate, il suono dopo il silenzio, si conclude venerdì 31 luglio 2020 alle  20, con Le Otto Stagioni che vedono l’Ensemble Orchestra Filarmonica Italiana e il violino solista Antonio Aiello in una speciale esecuzione delle stagioni di Antonio Vivaldi e di quelle di Astor Piazzolla.
Le Otto Stagioni sono un ponte musicale tra due secoli; un viaggio che, partendo da Venezia e passando dal cuore dell’impero asburgico, conduce fino alla Buenos Aires del Novecento. Da Antonio Vivaldi a Astor Piazzolla: un concerto in cui tradizione e modernità si incontrano grazie ai virtuosismi dell’Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana. Le stagioni di Vivaldi verranno alternate alle quattro stagioni Porteñas, o di Buenos Aires, scritte da Piazzolla negli anni Settanta.
Un grande violinista, Gidon Kremer, ha avuto l’idea di far ri-arrangiare le composizioni di Piazzolla secondo la strumentazione delle stagioni di Vivaldi, arrivando a ottenere un risultato straordinario, che rivela l’anima «pop» di Vivaldi. Si tratta di un accostamento audace. Vivaldi era sicuramente un grande musicista «pop» del suo tempo.

L’accostamento tra le due partiture, scritte a circa 250 anni di distanza (quella di Vivaldi fu pubblicata nel 1725, le Estaciones di Piazzolla furono composte tra il 1965 e il 1970) mette in contatto due concezioni diverse dei ritmi circolari con cui si muove il mondo. Nella spettacolare invenzione del veneziano prendono forma le voci e i suoni della natura che da soave in primavera si fa aspra d’inverno e si immaginano le attività umane che si organizzano secondo le quattro parti dell’anno.
Semplificando, si può dire che Vivaldi descriva la realtà oggettiva, la natura e l’uomo in essa, mano a mano che le stagioni compiono il ciclo. Piazzolla non lo segue sulla stessa strada. Anche se le sue Cuatro Estaciones sono nella stessa tonalità dei quattro concerti vivaldiani (mi maggiore per la primavera, sol minore per l’estate, fa maggiore per l’autunno e fa minore per l’inverno) e anche se accolgono riferimenti espliciti alle partiture del Prete rosso, secondo Giorgio Appolonia, nei lavori dell’argentino “il descrittivismo meteorologico viene risparmiato, anche per una certa monotonia dei climi sudamericani, a vantaggio di una profonda rivisitazione emotivo-psicologica di ogni parte dell’anno”.

Dalla descrizione oggettiva si passa all’interpretazione soggettiva. Così il viaggio dal Settecento veneziano al Novecento porteño rappresenta quasi un percorso di introspezione, con lo sguardo che si sposta dalla natura circostante ai paesaggi dell’animo umano. Le Quattro Stagioni di Vivaldi appartengono da tempo alla ristrettissima cerchia delle composizioni “colte” diventate “pop”. La loro fortuna è costante, diffusa, autenticamente globale, oltre le mutazioni dettate dai diversi gradi di consapevolezza storica negli approcci interpretativi. Perché come avviene solo per ciò che è autenticamente “classico”, affermano il loro valore a prescindere dal fatto esecutivo. E lo conservano anche se sono diventate sempre di più uno “sfondo” sonoro nella vita di tutti i giorni, una musica – come suole dirsi – d’ambiente.
Il repertorio di Piazzolla si presta perfettamente a un’esecuzione classica poiché è molto difficile, pieno di virtuosismi. I suoi pezzi vanno rigorosamente suonati in modo classico. Lo stesso Piazzolla non era molto amato tra i «tanghèri», poiché scriveva musica troppo complessa rispetto ai canoni tradizionali del tango argentino.

le otto stagioni- antonio aiello

Antonio Aiello

Antonio Aiello Diplomatosi presso il Conservatorio di Firenze sotto la guida di Alberto Bologni, ha poi studiato con Giuliano Carmignola presso il Centre de Musique Hindemith di Blonay, l’Accademia Chigiana di Siena e la Musikhochschule Luzern, ove ha conseguito sia Konzertdiplom che Solistendiplom con il massimo dei voti.

Ha inoltre seguito i corsi del “Trio di Trieste” presso l’Accademia Internazionale di Musica da Camera di Duino. Ha iniziato lo studio della musica e del violino all’età di quattro anni, vincendo a soli sei anni il 1° premio al Concorso Nazionale “Vincenzo Galilei” di Firenze. Da allora, ha collezionato oltre una dozzina di premi vinti in concorsi nazionali ed internazionali e, invitato da prestigiose istituzioni, ha suonato come solista in importanti sale da concerto in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Romania, Spagna e Stati Uniti.

Parallelamente all’attività solistica, è membro stabile dei Virtuosi Italiani e ha al suo attivo numerose collaborazioni con importanti orchestre da camera e sinfoniche, quali Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Festival Strings Lucerne e Mahler Chamber Orchestra. In tale ambito ha avuto modo di lavorare con direttori di fama internazionale, quali C.Abbado, J.E.Gardiner, T.Pinnock, R.Muti, Z.Metha e L.Maazel, anche in occasione di registrazioni per autorevoli case discografiche come Deutsche Grammophone e Sony Music. Da oltre dieci anni si è dedicato alla prassi esecutiva della musica barocca su strumenti originali, fondando nel 2004 il gruppo filologico dei Sonatori Fiorentini, di cui è primo violino e concertatore. In tale ruolo è stato invitato dai principali festivals europei dedicati alla musica antica. Ha registrato dal vivo come solista d’orchestra per la RAI e varie emittenti private; in duo con pianoforte, per la radio tedesca Mitteldeutsche Rudfunk. Ha inoltre inciso per le case discografiche OnClassical, Modus ed Edizioni Plus.

Orchestra Filarmonica Italiana è un organismo esistente da oltre un trentennio, operante in Italia ed all’estero che possiede un’attività di tutto rispetto e polifunzionale nell’impiego di proposte melodrammatiche, sinfoniche, cameristiche e coreutiche. Orchestra conosciuta ed apprezzata non solo nei “circuiti teatrali” italiani, vanta una produzione sinfonica e lirica assai corposa e vasta comprendente il più consolidato repertorio popolare italiano e quello di aspetto meno consueto riguardante opere rese marginali, o esecuzioni di titoli contemporanei anche in prima mondiale.
L’Orchestra Filarmonica Italiana ha inoltre preso parte a molte manifestazioni musicali teletrasmesse dalle reti nazionali Rai, Mediaset e dalla rete vaticana in più occasioni anche in mondovisione. Nel Novembre del 2008 viene scelta per rappresentare l’Italia (insieme all’orchestra Nazionale della RAI di Torino) dalla London Symphony Orchestra, per la formazione di un’orchestra di utenti della community di YouTube che vede l’OFI, insieme alle più grandi orchestre di 23 paesi del mondo, partecipare in Internet come teacher tramite i filmati dei propri musicisti d’orchestra.

Raccogliendo lo spirito di questa vivace realtà, le prime parti che la compongono hanno voluto creare un Ensemble che permetta di continuare l’approfondimento della loro passione anche al di fuori dal “solito” lavoro Lirico e Sinfonico.
L’Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana è una formazione di grande duttilità nell’affrontare un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento e che si è specializzata, soprattutto, nell’esecuzione, in forma ridotta, dei più importanti brani del repertorio lirico accompagnando grandi solisti.

I biglietti per la rassegna R-Estate – Il suono dopo il silenzio, sono acquistabili dal 29 giugno 2020 alla biglietteria del teatro, con i seguenti orari: dal 29 giugno al 2 luglio dalle 16 alle 19:30; la serata del 3 luglio dalle 17 alle 20. Per gli spettacoli successivi l’apertura biglietteria è prevista sempre 2 giorni prima dello spettacolo dalle 16 alle 19:30. Le sere di spettacolo dalle 17 alle 20.
Per maggiori informazioni visitare il sito del Teatro Ristori: www.teatroristori.org

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