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Nuove aule per una Scuola da rinnovare prima di settembre

Sono almeno due i punti di un programma che dovrebbero essere affrontati: il ridimensionamento dei locali scolastici e il problema dell’accesso e del rilascio degli alunni.

Sono almeno due i punti di un programma di rientro a scuola che dovrebbero essere affrontati in questo periodo da parte dei presidi e delle autorità: il ridimensionamento dei locali scolastici e il problema dell’accesso e del rilascio degli alunni, con la possibilità di dover assumere personale ausiliario.

Fa piacere sapere che il sindaco Federico Sboarina abbia non solo disposto interventi per circa 800.000 euro allo scopo di rivedere, adeguare e migliorare aule ed arredi delle scuole di competenza comunale e che abbia anche accolto le richieste dei dirigenti scolastici di togliere o aggiungere alcune pareti divisorie nelle aule, in modo da poterne modulare diversamente gli spazi, fino a consentire l’uso di stanze attigue alle aule comunali, anche se di proprietà di altri enti. Nutro però qualche dubbio che possa farcela.

Manca infatti poco più di un mese all’apertura dell’anno formativo e scolastico e, francamente, non sembra un intervallo così grande, considerando i tempi medi d’intervento delle Amministrazioni coinvolte (Comuni e Provincia), ma potrebbe anche bastare. Per Verona si è impegnato il sindaco Sboarina, e negli altri Comuni? E per le Scuole di pertinenza provinciale?

A mio parere sono almeno due i punti di un programma di rientro a scuola che dovrebbero essere affrontati in questo periodo da parte dei presidi e delle autorità: il ridimensionamento dei locali scolastici che imporrà scelte dispendiose fino a trasferimenti di classi in sezioni staccate (laddove non sia possibile per tutte le classi il riutilizzo dei soliti locali) e il problema dell’accesso e del rilascio degli alunni, con la possibilità di dover assumere personale ausiliario, almeno negli Istituti comprensivi (elementari e “medie”).

A mio parere è da escludere la divisione delle classi in due sottoclassi (metà per la didattica ordinaria e l’altra metà con la teledidattica), e questo per motivi formativi e didattici. In due parole, l’unità della classe nel processo formativo non può essere distrutta o camuffata e d’altra parte abbiamo visto in questi ultimi 4 mesi che la didattica “a distanza” è servita solo a tamponare quella ordinaria, con evidenti danni, sul medio periodo, allo sviluppo integrale dell’azione didattica, oltre che del programma svolto.

Pertanto, negli spazi consueti non potranno più trovarsi tutte le classi di prima, e certamente non le classi “pollaio” di 30 alunni alle Superiori, di 27 alle medie e 26 in elementari e materne, finora consentite ed accettate. Quindi, in ogni plesso ci saranno buona parte delle classi dello scorso anno ma forse non tutte ed occorrerà allora cercare altri spazi (sezioni staccate?) per dare alla fine una destinazione a tutti gli alunni/studenti. Da questo punto di vista la pandemia da Covid potrebbe rivelarsi anche “positiva”: avremmo, almeno nelle prime classi di ogni ciclo, meno alunni per classe. Così, ciò che non s’è fatto per libera scelta educativa lo si accetterà per necessità sopraggiunta.

Ovunque siano situate le classi occorrerà prevedere, a mio parere, dei rinforzi di personale ausiliario, quanto meno per consentire la ricezione e la riconsegna degli alunni in due turni: si tratta infatti di evitare l’accentramento di molte persone adulte, soprattutto al ritiro dei bambini. Anche considerando gli alunni in buona salute generale (attestabile da un controllo elementare della temperatura da parte della famiglia), saranno individuati per tempo quelli appartenenti al primo gruppo e gli altri che entreranno in orario leggermente spostato. Nello stesso ordine i gruppi potrebbero essere riconsegnati alla fine.

Questo lavoro di comunicazione e di organizzazione toccherà ovviamente ai presidi/direttori didattici, che potranno farlo se potranno contare sull’aiuto di apposito personale aggiuntivo, almeno nelle sezioni staccate. Sarà più facile alle superiori, dove non ci sarebbero i genitori ad aspettare gli studenti. Come si vede, da queste due considerazioni non basterà offrire uno stock di banchi, sedie e lavagne per affrontare seriamente il problema posto dalle conseguenze del Covid-19 anche se è lodevole ed auspicabile la buona volontà dei sindaci e delle Autorità scolastiche di competenza, nell’affrontare il problema del distanziamento sociale.

Con riferimento agli arredi scolastici, hanno preso posizione a livello nazionale anche i dirigenti scolastici: ci servono 2,5 milioni di banchi monoposto, hanno detto, mentre le richieste del banchetto innovativo, quello del Comitato tecnico scientifico (CTS), avrebbero riguardato, pare, soltanto 440.000 alunni, il 17%. Sempre ammesso che i banchi monoposto tradizionali non possano essere utilizzati. Cosa discutibile se fosse assunta a priori, anche perché il normale banchetto con sedia autonoma appare molto più solido e quindi più duraturo nel tempo dei banchetti (con sedia mobile incorporata) mostrati dal ministro dell’Istruzione. Comunque, a risolvere la questione ci penserebbe il Commissario Arcuri del CTS, estendendo la gara d’acquisto a tutte le scuole interessate.

Alla fine, arredi adeguati e nuove aule serviranno a promuovere il diritto allo studio anche in tempi di Coronavirus, e permetteranno alla scuola di provare ad assumere un ruolo di “ascensore sociale” per i suoi utenti, ruolo cui accennava qualche giorno fa anche il noto giornalista e scrittore, Corrado Augias quando, alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro all’Istruzione Lucia Azzolina, auspicò: «L’aula scolastica torni a essere l’ascensore sociale del Paese».

Marcello Toffalini

Marcello Toffalini
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Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

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