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Verona, Bastione delle Maddalene

Opinioni

Il bastione delle Maddalene rovinato dalla riqualificazione urbana

Anziché prevedere il recupero delle migliaia di appartamenti sfitti a Veronetta, il Comune ha individuato una zona verde e libera su cui costruire alle ex caserme Passalacqua e Santa Marta.

Anziché prevedere il recupero delle migliaia di appartamenti sfitti a Veronetta, il Comune ha individuato una zona verde e libera su cui costruire alle ex caserme Passalacqua e Santa Marta.

Tra il 1863 e il 1865, in un’area difesa dalle mura cittadine, gli austriaci realizzarono la provianda di Santa Marta, su progetto di Andreas Tunklen, dotata di enormi silos, di mulini a vapore e di 14 forni, di cui due a fuoco continuo, in grado di produrre ogni giorno 52 mila razioni di pane da 750 grammi e 20 quintali di gallette. Si può considerare sia stato il primo vero impianto industriale di Verona.

La struttura architettonica austriaca, si trova all’interno del bastione delle Maddalene.  Fu Ezzelino III da Romano che, dopo l’alluvione del 1239, ampliò la cinta muraria di Verona. In seguito, nel 1278, Alberto I della Scala, estese le fortificazioni di Campo Marzo, sino a Porta Vescovo, sulla riva sinistra dell’Adige. Cangrande I della Scala, intervenne, rafforzando ulteriormente la cinta muraria. Dopo la fine della signoria scaligera, la Repubblica di Venezia costruì, su progetto di Pier Francesco da Viterbo, il bastione triangolare e pentagonale delle Maddalene, che si collegava a Porta Vescovo.  Durante la dominazione austriaca, il feldmaresciallo Josef Radetzky incaricò l’architetto militare asburgico Franz Von Scholl di modificare le postazioni superiori per artiglieria a cielo aperto, sostituendole con un secondo ordine di casematte, sistemate ai lati e sopra quelle esistenti.

Bastione delle Maddalene, Verona

Bastione delle Maddalene, Verona

In questa zona si possono leggere 600 anni di storia veronese. Infatti, al bastione delle Maddalene e alla provianda di Santa Marta, si respira un atmosfera pregna di storia e di tragedia. In quel luogo, nel 1860, venne fucilato un giovane patriota, Luigi Lenotti di 18 anni, che aveva avuto il solo torto di aiutare un concittadino, poi rivelatosi una spia degli austriaci, ad evitare la leva militare.

L’interno del bastione è stato magistralmente restaurato ed ora ospita un interessante museo sulla storia delle nostre mura. Il Bastione delle Maddalene è un esempio di come potrebbe diventare la nostra cinta fortificata, se adeguatamente recuperata. Il nostro centro storico sarebbe circondato da un meraviglioso parco storico-monumentale, in un contesto verde di impareggiabile bellezza. Ma, all’interno del bastione, a ridosso della Provianda di Santa Marta, ora sede universitaria, è stata costruita una serie di edifici che ha irreparabilmente, rovinato l’equilibrio estetico, storico e paesaggistico dell’intera zona.

Bastione delle Maddalene, Verona

Bastione delle Maddalene, Verona

La speculazione edilizia, sostenuta dal rapporto malato tra il potere politico-amministrativo e quello economico-affaristico, ha voluto segnare, con un intervento dissennato, il grado di cultura e di sensibilità che caratterizza la nostra epoca. La rovina di un luogo magico come quello del bastione delle Maddalene è stato giustificato come “riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”, realizzati con fondi pubblici. Anziché prevedere il recupero delle migliaia di appartamenti sfitti a Veronetta, il Comune ha individuato una zona verde e libera su cui costruire all’interno dei contesti delle ex caserme Passalacqua e Santa Marta, grazie ai finanziamenti regionali, corrispondenti a 10 milioni di euro, metà dei quali sono stati erogati al Comune.

Il meccanismo, che ha permesso l’autorizzazione per la costruzione di quegli edifici, è stato impugnato dalla Procura della Repubblica, che ha individuato e condannato alcuni colpevoli. Ma lo sfregio è stato compiuto ed mi chiedo: con oltre 10.000 appartamenti sfitti, proprio in quel luogo magico dovevano costruire? La Soprintendenza non aveva nulla da eccepire?

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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