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Territorio

Il Veneto e Verona in pole position per consumo di suolo

Il Rapporto Ispra mostra come la provincia scaligera abbia 253 ettari cementificati in più in 12 mesi nel 2019. Montagna ed entroterra gardesano non vanno meglio.

Il Rapporto Ispra mostra come la provincia scaligera abbia 253 ettari cementificati in più in 12 mesi nel 2019. Montagna ed entroterra gardesano non vanno meglio. Bertucco: «Territorio sacrificato per il profitto di pochi». Benedetti: «Urge un cambiamento».

Giovedì 23 luglio – Verona nel 2019 è risultata la provincia che ha edificato di più in valori assoluti, 253 ettari cementificati in più in 12 mesi nel 2019, seguita da Brescia +184, Roma +183 e Treviso +182. A dirlo è il Rapporto Ispra, Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, elaborato grazie al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), intitolato Il consumo di suolo in Italia 2020. Il lavoro analizza le trasformazioni del suolo negli anni e in questa edizione è arricchito dai contributi dei 12 Osservatori di Regioni e Province autonome.

I dati risultanti da analisi e rilevazioni incrociate, mostrano come la provincia scaligera abbia bruciato 41.112 ettari (l’intera provincia si estende su 309.639 ettari, la città ne occupa 20.660), +13,3%, nel 2019 in cui si sono consumati 19 ettari in più (quarto posto in Veneto). San Giovanni Lupatoto è nella top ten (ottavo posto) dei Comuni con percentuale di suolo più consumato in assoluto: 37,03%. Su montagna ed entroterra gardesano il consumo procapite segnala come secondo San Mauro di Saline con 57,8 metri quadrati per abitante, sesto Costermano sul Garda 19,27, settimo Nogarole Rocca 16,36, nono Vigasio 14,02, decimo Affi 13,89.

«Altro che “impegno per il consumo zero di suolo” come affermava trionfante qualche anno fa Zaia – dichiara il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco –. Il Veneto, con 785 ettari cementificati nel 2019, è la regione d’Italia che ha consumato più suolo. Il punto politico è dunque presto detto: la Legge regionale sul Consumo di suolo non funziona, mentre il Comune di Verona è andato nella direzione sbagliata con la Variante 23 e continua a camminare lungo la strada sbagliata con la Variante 29. A fare le spese di questa politica, che sacrifica il bene al profitto di pochi, continuando a costruire case e negozi dove non servono, sono i cittadini, sempre più esposti agli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici che questa continua e pervasiva impermeabilizzazione del suolo non fa altro che accentuare».

Simile l’opinione di Silvia Benedetti, Gruppo Misto, che ironicamente afferma che «se non fosse un dato drammatico, potremmo inserire quest’evento nella busta paga dei lavoratori come festività non goduta». Secondo Benedetti, infatti, è proprio l’avanzata di centri commerciali e dei grandi insediamenti della logistica «che per guadagnare qualche migliaio di posti di lavoro consuma ettari di suolo e danneggia incalcolabilmente l’ambiente. Occorre  cambiare radicalmente il modo di rapportarsi con il territorio ed occorre farlo ora. Mi auguro che dalle prossime elezioni regionali arrivi un forte segnale di discontinuità rispetto alle politiche del cemento finora perseguite».

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