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Voucher agricolo, un sistema che aiuta l’occupazione

Secondo Coldiretti Verona, nell’ultimo anno prima dell’abrogazione, «sono stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati».

Secondo Coldiretti Verona, nell’ultimo anno prima dell’abrogazione, sono stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa.

«Almeno 5.300 posti di lavoro occasionali tra le vigne nella provincia veronese, potrebbero essere disponibili per la vendemmia alle porte con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà».

Questa la previsione di Coldiretti Verona in base ai dati delle assunzioni relative all’anno scorso nel periodo di settembre dedicato ai lavori nei vigneti. In prevalenza si tratta di manodopera stagionale straniera (60%), e italiana per la restante parte.

«Dopo essere stato snobbato per decenni – sottolinea la Coldiretti –, si registra un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici che va accompagnato con misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro che consenta di competere con Paesi come Francia e Spagna che godono di situazioni più favorevoli. Con l’abrogazione della disciplina del voucher il sistema agricolo è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi è irrimediabilmente andato perduto. Un danno pesante per il vino, dove a partire dalla data del 19 agosto 2008 è iniziata, sotto il pressing della Coldiretti, per la prima volta in Italia, la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia nei vigneti e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati».

Dopo una rapida crescita iniziale nel tempo si è verificata una sostanziale stabilizzazione dei voucher venduti a livello nazionale dove la Coldiretti stima che nell’ultimo anno prima dell’abrogazione siano stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa.

«L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia –, afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini –, Parlamento e Governo hanno il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e, dall’altra, generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati».

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