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L’ultimo Consiglio comunale (16/7/2020)

Approvato il Documento del sindaco sulla pianificazione urbanistica di Verona per gli anni dal 2020 al 2022. L’assessore Segala ha illustrato la delibera all’aula.

Approvato il Documento del sindaco sulla pianificazione urbanistica di Verona per gli anni dal 2020 al 2022. L’assessore Segala ha illustrato la delibera all’aula. 24 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti.

Approvato, con 24 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti, il Documento del sindaco sulla pianificazione urbanistica strategica e operativa per gli anni dal 2020 al 2022. Atto amministrativo iniziale per dar vita alla prossima Variante e disegnare lo sviluppo urbano di Verona nei prossimi vent’anni. La delibera è stata illustrata all’aula dall’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala.

Attraverso il nuovo strumento urbanistico, senza il consumo di nuovo suolo, si punta alla realizzazione di piazze, residenziale e uffici di nuova concezione, spazi per gli anziani e luoghi di aggregazione per tutti i quartieri. La pianificazione sarà caratterizzata da minor consumo del suolo, dalla rigenerazione urbana, dal recupero delle aree dismesse e dalla tutela del verde.

Tra gli obiettivi il contenimento del consumo del suolo. L’obiettivo è quello di limitare le nuove costruzioni, a vantaggio del recupero delle esistenti. Una scelta in linea con la legge regionale n.14 del 2017: per lo sviluppo urbano partire dalla riorganizzazione e dalla riqualificazione del tessuto insediativo esistente.

La rigenerazione urbana è alla base della pianificazione urbanistica dell’Amministrazione, da applicare negli ambiti urbani degradati. Laddove per degrado non si intende solo quello edilizio (in presenza di un patrimonio architettonico di scarsa qualità o obsoleto), ma anche urbanistico (dove vi sia un impianto urbano disorganico o incompiuto), socio-economico (immobili in condizioni di abbandono o utilizzati impropriamente), ambientale (dove le condizioni naturali risultano compromesse).

Il recupero delle aree dismesse, in linea con il contenimento del consumo del suolo, punta a dare nuova vita a fabbricati dismessi o utilizzati solo in parte, edifici di varia natura disseminati su tutto il territorio. Sono i ‘Vuoti a rendere’, oggetto nei mesi scorsi di una campagna di indagine in cui l’Amministrazione ha coinvolto associazioni di categoria, ordini professionali e investitori.

Gli interventi di riqualificazione urbana possono essere attuati mediante Piani urbanistici attuativi e comparti o Permessi di costruire convenzionati. Cinque le fasi previste per dare corso al procedimento tecnico amministrativo, che si concluderà a metà 2021. Dopo l’approvazione della giunta e un primo passaggio in Consiglio comunale, parte la fase della concertazione per l’individuazione degli ambiti degradati, con incontri e confronti con gli stakeholder, le associazioni di categoria ma anche i cittadini. Stabiliti gli ambiti di degrado su cui intervenire, ne verrà affidata la coprogettazione ad un advisor, che seguirà la stesura del masterplan con le linee guida per le manifestazioni di interesse. Quindi la redazione vera e propria della Variante, e i successivi passaggi di valutazione fino all’adozione finale in Consiglio comunale. Ancora una volta viene scelto il confronto e la partecipazione della cittadinanza, che sarà coinvolta con lo strumento del GeoBLOG/questionario e con l’attività dell’ArsLab.

«Il comune, quale precondizione per programmare interventi di nuova urbanizzazione – spiega l’assessore Segala – deve preliminarmente verificare le possibilità di riorganizzazione e riqualificazione del tessuto esistente. Dalla Zai storica fino a Montorio, non c’è quartiere in cui non siano presenti ex aree industriali o produttive in stato di abbandono o degrado, che hanno bisogno di nuova identità per integrarsi con il tessuto circostante. Il percorso intrapreso, rispetto alle varianti precedenti, va nella direzione del recupero di questi spazi, senza ulteriori consumi di suolo, come previsto dalla legge. Oggi lo sviluppo cittadino si realizza andando a riqualificare gli edifici dismessi e le zone degradate. Già con l’indagine effettuata, denominata ‘Vuoti a rendere’, è stato riscontrato che molti di queste aree sono concentrate sì a Verona Sud, ma non solo. Agiremo quindi in tutti i quartieri, nessuno escluso. La scelta è quindi di intervenire complessivamente su tutto il territorio con una specifica variante di riconversione degli spazi degradati della città».

«Si tratta – dichiara il sindaco Federico Sboarina – di un documento che detta le linee d’indirizzo sulle quali saranno strutturati, nella specifica variante, i futuri interventi urbanistici programmati sulla città. Il testo, da me redatto con il supporto degli uffici, è stato illustrato questa sera dall’assessore competente Segala su mia specifica richiesta. Ringrazio i consiglieri che, attraverso una critica politica costruttiva, hanno dato spunti positivi su cui lavorare. Incomprensibili, invece, alcuni attacchi giunti da esponenti della minoranza che, senza offrire contenuti concreti, continuano solo a criticare l’operato di questa Amministrazione».

Michele Bertucco (Sinistra in Comune): «Un documento del sindaco presentato dal suo assessore è alquanto originale. Si attendeva di sentire in aula l’audizione del primo cittadino su questo documento, che nella sostanza non dà molti spunti su cui ragionare. La delibera doveva essere meglio articolata, invece non c’è nulla. Una variante che decide di non decidere. In ambito urbanistico vengono confermati tutti i contenuti della variante 23, senza effettivi interventi in ambito ambientale».

Stefano Vallani (Pd): «Riteniamo che un documento strategico come questo del sindaco, che pianifica l’urbanistica dei prossimi anni, così come presentato ai consiglieri anche nelle commissioni non ha dato la possibilità di comprendere bene la visione futura della città. Una mancanza che non ci consente di condividere un percorso urbanistico poco partecipativo».

Marta Vanzetto (Movimento 5 stelle): «Un documento che dimostra tutta l’invisibilità dell’attuale sindaco e la forza della passata Amministrazione. È stato tradito il mandato elettorale, con una delibera che non presenta nulla di nuovo rispetto alla variante 23 Tosi».

Marco Zandomenegli (Verona domani): «Ci auguriamo sia dato modo ai consiglieri di esprimersi in merito al documento di variante. È importante la velocità con la quale si intende procedere, servono risposte urgenti ad un tessuto economico in difficoltà. Spero sia portato avanti un piano urbanistico che concretizzi una svolta effettiva agli interventi e alla necessità di un uso più conservativo e attento del territorio».

Tommaso Ferrari (Traguardi Verona): «Benissimo una variante urbanistica per la rigenerazione urbana e il miglioramento del verde, serve però anche una pianificazione di come dovranno tornare a vivere gli ambiti degradati. Bisogna costruire una visione della città futura, che non accontenti gli appetiti del mercato, ma le richieste dei cittadini».

Paola Bressan (Battiti per Verona): «Ringrazio il Sindaco e l’Assessore per aver redatto il documento che prevede una precisa visione di pianificazione strategica ed operativa. Il processo di censimento di immobili da rigenerare, denominato Vuoti a Rendere, è iniziato a marzo 2019 dove è stato promosso, con la collaborazione delle associazioni di categoria. Sono stati individuati gli ambiti urbani degradati in collaborazione con le circoscrizioni. Non è assolutamente un documento generico. Il problema è che alcuni consiglieri non sono in grado di accettare il nostro operato, che prevede il coinvolgimento della cittadinanza e il confronto con le categorie e da qui decisioni che tengono conto anche della loro opinione».

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