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Territorio

Verona pianifica un Protocollo antimafia per le imprese

Mai successo che 23 persone venissero arrestate in una mattinata: “veronesi DOC”, liberi professionisti. Camera di Commercio e Avviso Pubblico pensano ad una Consulta della Legalità.

Entro fine estate Camera di Commercio e Avviso Pubblico daranno il via a una Consulta della Legalità.

La mafia parla anche veneto, non ci sono più dubbi. Lo conferma la lista di nomi coinvolti nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’operazione antimafia “Isola Scaligera”, che a inizio giugno ha coinvolto 58 persone, di cui 17 nate e cresciute a Verona. Il risultato: 15 milioni di beni immobili sequestrati, 23 ordinanze di custodia cautelare e tre indagati obbligati presentarsi alla polizia giudiziaria.

Ora Verona potrebbe diventare la prima città italiana a dotarsi di un protocollo antimafia a disposizione delle imprese e delle categorie professionali: la “Consulta della Legalità”, frutto della collaborazione della Camera di Commercio di Verona con l’associazione Avviso Pubblico, coinvolge tutte le categorie economiche e potrebbe rappresentare una novità assoluta a livello nazionale.

La presenza nel settore economico locale di persone collegate a gruppi criminali di tipo mafioso è stata la motivazione che ha portato alla realizzazione del progetto di prevenzione, come spiega il Presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello.

«Abbiamo raccolto gli appelli delle categorie imprenditoriali e in particolare del presidente di APIndustria Renato Della Bella, che ha dato la spinta maggiore per arrivare a questo strumento», ci dice il coordinatore provinciale di Avviso Pubblico Mirco Frapporti. In effetti, durante il convegno “Mafie e economia” del marzo 2019 fu proprio Della Bella a rendere esplicita la preoccupazione per la possibilità di radicamento mafioso nell’economia legale veronese.

Poi, in seguito all’operazione “Isola Scaligera”, coordinata a giugno 2020 dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Venezia e condotta dalla prima divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia e dalle Squadre Mobili di Verona e Venezia, la città di Verona è ritornata sulle prime pagine dei giornali per legami strettissimi tra ‘ndrangheta, economia e politica.

Un legame non nuovo, che durante un incontro Facebook organizzato dalla Consigliera Regionale Anna Maria Bigon (PD) su “Mafia e legalità” il Viceministro dell’Interno Matteo Mauri descrive come un vero e proprio radicamento: «In Veneto e Lombardia la mafia c’è, qui si è trasferita armi e bagagli e fa i soldi con connivenze di tanti tipi. Qualcuno pensa però che è meglio che non si sappia e questo ha conseguenze gravissime. Per difendere l’onorabilità del territorio, invece, va tolto il velo».

Parole usate durante la diretta della Consigliera PD Bigon anche dal coordinatore provinciale di Avviso Pubblico e consigliere comunale del Comune di Fumane Mirco Frapporti: «La mafia opera efficacemente da vent’anni sul nostro territorio e parte della stampa locale tenta di tenere sottotono la discussione».

«Si tratta di una scommessa importante sulla necessità di tutelare le imprese veronesi che si stanno comportando in modo corretto da quella minoranza che opera illegalmente e danneggia la concorrenza», commenta il Segretario Generale della Camera di Commercio Cesare Veneri.

I dettagli operativi del progetto non sono ancora svelati completamente ma, come anticipato a Verona-In dal coordinatore provinciale di Avviso Pubblico Mirco Frapporti, si tratterà di incontri formativi riservati alle aziende del territorio e alle associazioni di categoria, che potranno accedere a un protocollo specifico e capire come segnalare contatti sospetti o proposte anomale. Il percorso formativo si concluderà dopo 12 mesi con l’organizzazione di un convegno.

In questo progetto di prevenzione sono coinvolti anche i sindacati e gli ordini professionali veronesi, così come auspicato da sempre sia da Avviso Pubblico sia dallo stesso Viceministro Mauri, che durante la diretta Facebook della consigliera Bigon ha parlato di connivenze di alcuni avvocati e commercialisti con aziende criminali.

Annalisa Mancini

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Annalisa Mancini è nata il 25 dicembre 1979, frequenta l’istituto tecnico per corrispondenti in lingue estere. Dal lago di Garda, dove vive fino al 1998, si trasferisce prima a Trieste per gli studi in Scienze Politiche e poi a Berlino. Completa il suo sguardo sul mondo viaggiando, leggendo e scrivendo, è interessata soprattutto al giornalismo d’inchiesta, alla politica nazionale e internazionale e alle questioni ambientali. Tornata a Verona, fonda una sezione di Legambiente e lavora anche come editor e correttrice di bozze. Ha collaborato con Il Piccolo di Trieste, ilveronese.it, ilgardesano.it, Il Corriere del Garda, Radio Garda FM, RuotaLibera di FIAB, corriereditalia.de. mancini.press@gmail.com

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