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Un aiuto agli anziani che vivono da soli i propri problemi

Il progetto vuole stare vicino a chi non ha nessuno e non è seguito dai Servizi sociali. Rimborsi alle famiglie per le rette delle mense scolastiche comunali e statali.

Il progetto sperimentale del Comune vuole stare vicino a chi non ha nessuno e non è seguito dai Servizi sociali. La giunta, inoltre, ha deliberato stamattina di restituire interamente quanto già pagato dalle famiglie sul fronte delle rette delle mense scolastiche comunali e statali, dalle materne alle medie.

Mercoledì 8 luglio – Contrastare gli effetti negativi di eventi critici e trovare nuove energie per tornare a vivere in relazione con gli altri, superando la fase di emergenza sanitaria legata alle restrizioni del Covid-19. Questi gli obbiettivi del nuovo progetto sperimentale Lo so che non sono solo, avviato dall’amministrazione e presentato stamane dal sindaco Federico Sboarina, per occuparsi degli anziani veronesi con più di 80 anni e che vivono da soli, cittadini che normalmente non vengono seguiti dai Servizi sociali ma che, soprattutto d’estate, rischiano di soffrire di solitudine e di non riuscire a risolvere i propri problemi.

Secondo i dati forniti da palazzo Barbieri, infatti, a Verona i nuclei familiari composti da una persona con un’età uguale o superiore a 80 anni, sono 10.147 di cui solo 1.451 sono già conosciuti dai Servizi Sociali. Rimangono pertanto 8.696 cittadini con età minima di 80 anni che vivono soli, molti dei quali necessitano di attenzioni per affrontare meglio la quotidianità o risolvere problematiche di vario genere, dalla spesa alle medicine, a quelle di natura sanitaria.

«A questi cittadini nei prossimi giorni verrà inviata una lettera che spiega il progetto e come vi possono aderire – dichiara il Comune –. Di fatto, gli operatori del Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Verona effettueranno un costante monitoraggio tramite telefonate periodiche agli anziani che richiederanno il servizio. Per mantenere la relazione con il territorio di appartenenza, gli operatori sociali saranno individuati uno per ogni Centro Sociale Territoriale, distribuiti su tutto il territorio comunale».

I cittadini che desiderano aderire all’iniziativa o avere maggiori informazioni, possono farlo telefonando al numero verde gratuito dello Sportello Sì del Comune di Verona (800085570) o chiamando le segreterie dei Centri Sociali Territoriali: Centro Territoriale n.1 (Città Antica, Veronetta, Cittadella, San Zeno) via Macello 2 Tel. 045 8034639; Centro Territoriale n. 2 (Borgo Trento, Avesa, Quinzano, Parona, Valdonega, Ponte Crencano), piazza Angelo Righetti 1 Tel. 045 8379673; Centro Territoriale n.3 (Borgo Milano, Stadio, Chievo, S. Massimo, Basson, Borgo Nuovo, Saval), via Marin Faliero 73 Tel. 045 8492102 – 045 8492101; Centro Territoriale n.4 (Santa Lucia, Golosine, Madonna di Dossobuono, Borgo Roma, Cadidavid), via Bacchiglione 8 Tel. 045 8238111 – 045 8238127; Centro Territoriale n.5 (Borgo Venezia, Borgo Trieste, San Felice, Porto San Pancrazio, San Michele Extra, Madonna di Campagna, Montorio, Mizzole, Quinto, Poiano, Marzana, Santa Maria in Stelle), via del Capitel 22 Tel. 045 8830809 – 045 8830801.

«Parliamo di una fetta importante della popolazione, che deve sapere che c’è chi pensa a loro non solo idealmente – sottolinea il sindaco Sboarina –, ma anche concretamente nei fatti. Con una parola, una telefonata, ma anche con piccole azioni per semplificare e rendere più piacevole la quotidianità. In pratica ogni circoscrizione ha un operatore sociale domiciliare dedicato proprio agli anziani, presente in ciascuno dei Centri Territoriali del Comune. Stiamo inoltre lavorando per dotare queste strutture di riferimento anche di educatori, persone formate per rispondere ai diversi bisogni in ambito educativo».

Sul fronte delle rette delle mense scolastiche comunali e statali, dalle materne alle medie, invece, la giunta ha deliberato stamattina di restituire interamente quanto già pagato per i mesi in cui i servizi scolastici sono rimasti sospesi a causa dell’emergenza Coronavirus. Per i Nidi comunali il rimborso della quota d’iscrizione di 76 euro verrà effettuato con il pagamento di settembre.

«La restituzione delle rette già pagate era stata decisa dalla giunta in marzo – dichiara il Comune –, ma il provvedimento è stato fatto oggi perché bisognava attendere il Dpcm che sancisse la chiusura definitiva delle scuole al 30 giugno senza rientro in classe. Nei quattro mesi di Covid, i genitori dei bambini dei Nidi non hanno pagato la quota mensile che comprende retta e refezione, quindi a queste famiglie non deve essere restituita alcuna cifra se non i 76 euro di iscrizione. Per chi invece frequenta tutte le altre scuole con servizio mensa saranno resi gli importi pagati in anticipo».

Due le modalità per recuperare le somme: i genitori con bambini già iscritti all’anno successivo dello stesso ciclo scolastico (coloro che ad esempio passano dal primo anno di materna al secondo, o dalla terza alla quarta elementare) si vedranno scalare l’intero importo a settembre, in automatico, senza fare nessuna richiesta. Per le famiglie i cui bambini passano al ciclo scolastico successivo (ossia dalle materne alle elementari o dalle elementari alle medie) o che non hanno rinnovato l’iscrizione a Verona, dal 20 luglio saranno disponibili i moduli per la domanda, per la quale c’è tempo fino al 30 settembre.

«Abbiamo mantenuto l’impegno preso verso le famiglie – conclude Sboarina –. La restituzione delle rette rappresenta uno sforzo economico importante, ma che riteniamo doveroso per andare incontro ai veronesi, tanti dei quali sono colpiti dall’emergenza economica e sociale. Una strada, quella del rimborso, che avevamo intrapreso già a marzo, ad inizio pandemia, quando sembrava che tutto si potesse risolvere nell’arco di qualche settimana. Poi, come ben sappiamo, le scuole non hanno più riaperto, con non pochi disagi per i genitori. Ecco perché abbiamo fatto tutto il possibile per riuscire a garantire le risorse per il rimborso, un provvedimento che non è per niente scontato e che tanti comuni non riusciranno a fare».

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