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Il sopralluogo all'ex Scalo Merci.

CS

Ex scalo merci, un parco urbano senza ancora un masterplan

Dal consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, riceviamo e pubblichiamo.

Da ormai due anni e mezzo, con cadenza trimestrale, chiedo aggiornamenti su tutta la documentazione disponibile relativa al progetto di grande parco urbano all’ex scalo merci. La riposta è sempre la stessa: nessun documento protocollato. Così è stato anche per la richiesta di accesso agli atti del 19 giugno alla quale ha appena risposto il nuovo dirigente della Pianificazione Urbanistica Arnaldo Toffali. Non c’è ancora traccia, dunque, del masterplan annunciato dal Sindaco pochi giorni fa.

Ma di che cosa si tratta? L’unico documento protocollato sul Central Park in tre anni di amministrazione Sboarina, è l’intesa tra Comune, Regione e Ferrovie sottoscritta il 21 giugno 2019 e approvata dalla giunta comunale il 5 luglio 2019, per la costituzione di un tavolo tecnico finalizzato alla redazione di un masterplan “per la riconversione a parco urbano dello scalo merci e (congiunzione logica, nda) la creazione di una nuova polarità urbana”.

L’intesa prevedeva delle scadenze precise: 12 mesi dall’entrata in funzione del tavolo (dunque entro luglio 2020) per arrivare alla redazione di un masterplan urbanistico e di una analisi di sostenibilità tecnico-economica. Si diceva poi che se entro 15 mesi (dunque entro metà settembre 2020) le parti non fossero riuscite ad arrivare ad un accordo, il protocollo si doveva intendere sciolto. È dunque il momento della verità per Sboarina: non solo dovrà finalmente presentare uno straccio di progetto (il masterplan è poco più di una bozza), ma dovrà spiegare ai veronesi quali sono i reali termini del parco.

A differenza di quanto propagandato finora, il parco, se si farà, non si estenderà per tutta la superficie dello Scalo merci in quanto una parte considerevole degli spazi verrà messa a valore dalle Ferrovie (dunque edificata) per finanziare il trasferimento dello scalo merci e remunerare la parte ceduta. Si prevede inoltre che la realizzazione del verde del parco sia finanziata con gli standard urbanistici mancanti in altre zone della città. In pratica, le quote di verde pubblico collegate ai prossimi interventi edilizi non verrebbero realizzate in loco ma verrebbero trasferite e concentrate all’ex scalo merci.

Questo significa che il parco non andrà a compensazione del verde di cui i quartieri di Verona Sud sono storicamente in credito, ma verrà pagato da questi stessi quartieri con nuovi interventi edilizi. In breve, quartieri Sud si pagheranno il parco due volte: la prima l’hanno pagato con gli interventi edilizi passati in cui gli standard urbanistici sono stati monetizzati e incassati dal Comune, e una seconda volta lo pagheranno con interventi edilizi futuri dove gli standard non saranno monetizzati ma trasferiti all’ex scalo. Una mossa da azzeccagarbugli con cui l’amministrazione Sboarina prende in giro per l’ennesima volta (si spera sia l’ultima) i cittadini di Verona Sud.

Michele Bertucco
Verona e Sinistra in Comune

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