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Territorio

L’ultimo Consiglio comunale (02/07/2020)

La cronaca delle sedute del Consiglio comunale di Verona attraverso le veline inviate ai giornali dall’Ufficio stampa di Palazzo Barbieri

Rengo, Consiglio comunale

Il futuro di Fondazione Arena al centro della discussione del Consiglio straordinario di giovedì 2 luglio, convocato su richiesta dei consiglieri di minoranza con una mozione a firma dei capigruppo Michele Bertucco (Sinistra in Comune) e Federico Benini (Pd). Il documento, respinto con 23 voti contrari e 13 favorevoli, sottoscritto dai gruppi Movimento 5 stelle, Fare Verona, Lista Tosi e Traguardi Verona, impegnava l’Amministrazione a richiedere alla Regione un aumento dei contributi in favore della Fondazione Arena e al ministero per i Beni e le Attività culturali e per il turismo un aumento del Fus e contributi straordinari per questa realtà culturale veronese. Inoltre, chiedeva il ripristino dei corretti rapporti con le rappresentanze sindacali e la relazione trimestrale in sede della conferenza di capigruppo sulla situazione di gestione di Fondazione Arena. Infine, la presentazione al Consiglio, entro la fine del mese di settembre, del Piano di rilancio della Fondazione.

Sono interventi alla seduta anche i rappresentanti sindacali Elena Carla Mazzoni per Fistel – Cisl – Rsu e Ivano Zampolli di UIL-COM e per le sigle CGIL, UIL e FIALS.

Sindaco Federico Sboarina e presidente di Fondazione Arena: «È da ricordare che la Fondazione è uscita dal commissariamento l’8 gennaio 2018 e che, già nell’anno successivo, siamo stati in grado di chiudere un bilancio molto importante, con risultati positivi frutto di un piano di rilancio di alta qualità. Non è però un percorso che si risolve in pochi mesi, anche se siamo immediatamente partiti acquisendo ottimi risultati. Poi è arrivata la pandemia, uno situazione di crisi che ha destabilizzato tutto. In particolare la Fondazione Arena che, più delle altre, viene colpita nella sua programmazione legata alla stagione estiva e nella sua capienza di pubblico che, per nuove ragioni di sicurezza e distanziamento, è fortemente contratta, con soli 3.500 posti autorizzati a serata. Come è successo in tutti gli ambiti economici e sociali della nostra città, anche per Fondazione questa pandemia è stato un danno di enormi proporzioni.
Anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria non sono mai mancati i confronti con il Consiglio di indirizzo di Fondazione, proprio per continuare un lavoro di progettazione in grado di offrire, anche nel più peggiore degli scenari, un cartellone per la stagione 2020. La richiesta delle minoranze di una presentazione al Consiglio, entro la fine del mese di settembre, del Piano di rilancio della Fondazione è in questo momento un punto di difficile concretizzazione. Siamo ancora in una fase di incertezza, capire quali saranno gli scenari su cui lavorare nel breve periodo è ancora difficile».

Sovraintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia: «Il percorso di rilancio è solo all’inizio. Impensabile che si possa uscire in poco tempo dal disastro economico ereditato. I positivi risultati ottenuti nel 2019 hanno rappresentato un punto di partenza importante. Anche durante il periodo di pandemia abbiamo continuato a lavorare per strutturare più piani di rilancio che potessero, quando fosse stato possibile, portare alla realizzazione della stagione estiva 2020. Ricordo che le Fondazioni italiane e europee hanno chiuso la programmazione 2020 e rinviato tutto al 2021, mentre noi abbiamo proposto un’alternativa capace di mettere in scena un cartellone di alta qualità anche in un post Covid pieno di incertezze e limitazioni. Anche la programmazione del Teatro Filarmonico è rimasta sostanzialmente invariata. Un risultato per nulla scontato. Frutto di una volontà condivisa orientata ad offrire un effettivo rilancio di Fondazione, il cui futuro non è mai stato messo in discussione».

Michele Bertucco, per illustrazione della mozione: «È data finalmente l’occasione, al Consiglio e alle rappresentanze sindacali collegate questa sera alla seduta, di discutere sul futuro di questa importante realtà culturale della nostra città. Vi è la necessità di risposte chiare ed urgenti in termini economici e di programmazione di eventi per un concreto rilancio di Fondazione. Serve l’apporto di tutti, con una maggiore interazione dell’Amministrazione con le diverse realtà economiche della città che traggono beneficio dalle attività di Fondazione Arena. Questa mozione non ha alcun intento di strumentalizzazione, ma l’unico obiettivo di intervenire in favore dei lavoratori e del futuro della Fondazione. La richiesta di una corretta e puntuale informativa sul Piano di rilancio non aveva alcuna intenzione di mettere in difficoltà l’Amministrazione».

Gruppo Movimento 5 stelle, Alessandro Gennari e Marta Vanzetto: «Il core business deve tenere al centro l’opera, con spettacoli frutto di produzioni internazionali, e non l’extra lirica. Imbarazzante il Piano di rilancio proposto e il fatto che, in questo momento di difficoltà, i livelli dirigenziali non si siano ridotti gli stipendi».

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Pd, capogruppo Federico Benini: «Occorre collegialità nelle scelte e concertazione. Sbagliato il segnale della maggioranza di chiedere un confronto semestrale anziché mensile, come chiesto nella mozione di cui sono cofirmatario. Attenzione alla precarietà dei lavoratori stagionali che l’anno prossimo saranno costretti a fare le verifiche artistiche senza considerare la straordinarietà dell’anno in corso».

Traguardi Verona, capogruppo Tommaso Ferrari: «Il Covid ha rappresentato per tutti un cambio di prospettiva importante. Questo però non giustifica il programma di sole dieci serate che è stato proposto per la stagione Areniana 2020».

Verona Domani, consigliera Daniela Drudi: «Il Comune contribuisca al pagamento degli stipendi dei lavoratori di Fondazione Arena».

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