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Post Covid, gli scenari peggiori sono attesi per l’autunno

Dall’assemblea di Confagricoltura iltimore che il peggio debba ancora arrivare. Il presidente Ferrarese: «Il Governo ci ha lasciati soli. L’agroalimentare non sarà più lo stesso».

Dall’assemblea di Confagricoltura il timore che il peggio debba ancora arrivare. Il presidente Ferrarese: «Il Governo ci ha lasciati soli. L’agroalimentare non sarà più lo stesso».

Stili di vita modificati, lo spettro di una crisi economica sulla capacità di spesa delle famiglie e i contraccolpi sui flussi d’esportazione e il commercio globale che, secondo il Fmi (Fondo monetario internazionale), incasseranno una contrazione del 11,9%. Sono questi i timori emersi dall’assemblea di Confagricoltura Verona, incentrata sugli scenari post Covid e il futuro dei vari settori colpiti dalle misure restrittive.

«L’emergenza Coronavirus ha messo in discussione molte cose che sembravano assodate – dichiara Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona –, come la deregulation causata dalla globalizzazione e l’Unione europea, che ha disvelato la propria incapacità di essere rappresentativa delle necessità e delle istanze delle imprese. Dopo la crisi Covid il mondo agroalimentare non sarà più lo stesso. Alcuni settori hanno sofferto molto, altri hanno addirittura migliorato il loro fatturato. Staremo a vedere come reagiranno i mercati nei prossimi mesi e in che modo le aziende agricole riusciranno a riguadagnare terreno. Purtroppo siamo soli. Ci manca un importante alleato in questo momento, che è il governo».

Silvia Marchetti, funzionario di Confagricoltura Veneto, ha presentato il report I numeri dell’agroalimentare dal 28 febbraio ad aprile 2020 con un’elaborazione dei dati di Ismea dei mesi che vanno dal lockdown alle prime riaperture dei decreti Conte. Dai numeri emerge che le limitazioni nei movimenti durante la chiusura hanno condizionato le scelte negli acquisti, puntando su prodotti a lunga conservazione per effetto scorta e penalizzando fortemente il settore delle bevande e dei vini legato alla ristorazione, ma già dalla prima settimana di allentamenti vini e spumanti sono tornati a salire, registrando un + 16%.

Giuseppe Pan e Paolo Ferrarese.

Continua a perdere posizioni, invece, il latte fresco, che tra lockdown e ripresa segna un -10% su base annua. Il latte a lunga conservazione, che nel periodo di confinamento aveva segnato un + 23%, nella prima settimana di ripresa segna solo un +7%. Tutti i prodotti confezionati, dopo la ripresa, subiscono un rallentamento nelle vendite: le carni passano da + 27% a + 15%; gli ortaggi da + 19% a 7%; i salumi da 16% a 19%.

Calo delle vendite anche per le uova fresche: da + 36% a+ 17%. Bene invece la frutta, a partire dalle fragole, perché la minor pressione competitiva del prodotto spagnolo legata alla chiusura delle frontiere ha determinato un netto miglioramento delle condizioni di mercato, che in un primo momento sembrava particolarmente problematico a causa della carenza di manodopera.

Ospiti dell’assemblea l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan e l’europarlamentare Sergio Berlato. «I danni legati a questa emergenza sanitaria sono ben poca cosa rispetto all’emergenza economica, occupazionale e sociale – ha sottolineato Berlato –. Molte aziende non sono riuscite a superare il lockdown, mentre altre sono ripartite ma stanno boccheggiando in attesa di aiuti concreti, e non delle elemosine che stanno arrivando come i famosi 600 euro. O noi facciamo delle scelte forti e diamo liquidità alle nostre imprese o tra settembre e ottobre il 50% sarà costretto a chiudere, lasciando a casa i propri dipendenti, con conseguenze devastanti. Il dramma è che l’unica certezza che ci danno le istituzioni è l’incertezza: dalla politica agricola comune in Europa agli investimenti sulla ricerca e sulla sperimentazione, che non si fanno».

L’assemblea si è aperta con la consegna delle riconoscenze e l’aggiornamento dell’Albo d’Oro di Confagricoltura Verona. Il riconoscimento 2020 è stato assegnato a Mario Pezzotti, ordinario di Biotecnologie dell’Università di Verona, per le sue ricerche sulle tecniche per accrescere la capacità di resistenza alle malattie delle piante e la sua capacità di divulgazione. Per i giovani è stato premiato Matteo Scandola, per le innovazioni introdotte nella sua azienda agricola di piccoli frutti sia nelle varietà che nella raccolta e nella lavorazione.

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