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Alcune trasformazioni cariche di interrogativi per il futuro

Scelte come quelle che Cattolica si è trovata costretta a dover compiere rappresentano per molti, soprattutto per i soci storici, serie incognite e altrettante preoccupazioni.

Il management di Cattolica dovrebbe rispondere ai diversi interrogativi che in molti si sono posti negli ultimi mesi. La classe politica veronese, le forze istituzionali non potranno fare finta di niente.

Il futuro delle società e dei loro assetti viene spesso deciso nelle ristrette stanze dei bottoni e comunicato dai vertici ai soci quando le scelte sono già state fatte. La conferma di ciò è data dalla imminente operazione finanziaria che riguarda la veronese Società Cattolica Assicurazioni, nei confronti della quale Assicurazioni Generali  ha manifestato la disponibilità a sottoscrivere una parte rilevante dell’aumento del capitale sociale, nella misura di 300 milioni di euro rispetto ad un aumento previsto e preventivato di 500 milioni del capitale sociale.

Su queste scelte si sono espressi sinora diversi soggetti del mondo della finanza e della politica, tecnici del settore, enti, istituti, ognuno con proprie posizioni spesso contrastanti ed anche fortemente polemiche per le cause o le possibili conseguenze, con giudizi di ordine finanziario inseriti in un sistema regolato da logiche capitalistiche. In una economia di libero mercato queste operazioni rappresentano scelte rivolte a supportare strategie finanziarie tipiche delle società di capitali.

Nel caso della Società Cattolica Assicurazioni, invece, credo che queste scelte rappresentino una trasformazione radicale ed una modifica sostanziale delle sue origini, degli scopi e finalità per la quale venne costituita, nonché delle sue strutture operative e di rappresentatività nei confronti della sua compagine societaria formata da 1376 soci. Vediamo il perché.

La Società Cattolica di Assicurazioni venne costituita a Verona sotto forma di Cooperativa il 27 febbraio 1896 (all’epoca il sindaco a Verona era Antonio Guglielmi). Lo scopo principale era quello di tutelare i proprietari terrieri, e in particolare coloro che disponevano di piccoli appezzamenti, dai danni che potevano essere provocati dalla grandine e dagli incendi. La scelta della forma societaria cooperativistica nasceva dalla volontà di voler offrire ai soci servizi ispirati dal principio della mutualità, della solidarietà e della partecipazione democratica nella gestione della società, attraverso il diretto coinvolgimento dei singoli e della loro responsabilizzazione nei momenti decisionali.

Questo in alternativa a quanto veniva offerto per simili scopi da compagnie aventi altre forme societarie. Nel corso degli anni, la Società Cattolica Assicurazioni ha assunto dimensioni di estremo interesse nel mondo assicurativo, mantenendo però sempre la sua originaria struttura e forma cooperativistica. Dai dati pubblicati sul sito internet è possibile individuare le caratteristiche della Società: il capitale sociale versato risulta di 522.889.778 euro; i soci iscritti nei libri sociali risultano essere alla data dell’ultimo bilancio 1.376; il fatturato e il valore della produzione nel 2019 è risultato di circa 5.793.000.000 euro; i dipendenti risultano 1.692. La Società, nel corso di oltre un secolo di attività, ha costituito e controlla attualmente, al proprio interno, altre 21 altre società operanti in diversi comparti specifici, per offrire ai soci una vasta gamma di prodotti e di servizi.

Cattolica Assicurazioni

Con l’aumento deliberato del capitale sociale di ulteriori 500 milioni, richiesto dalle autorità di controllo delle società di assicurazione, necessari per garantire il coefficiente di solvibilità, Cattolica potrebbe attestare il proprio capitale in circa 1.023.000.000 di euro. Ma, purtroppo, sarà costretta a mutare la propria forma giuridica dopo circa 125 anni dalla fondazione, con una apposita assemblea specifica, per poter consentire l’ingresso al suo interno di altri soggetti e in particolare, come nel caso attuale, una società di capitali. Ma non solo.

L’ ipotizzata sottoscrizione da parte di Generali, con una quota di 300 milioni dei 500 previsti, consentirà a questa compagnia di esercitare un controllo sostanziale nei confronti di Cattolica e di poter disporre all’interno dell’organismo di gestione, e in particolare nel prossimo Consiglio di Amministrazione, di alcuni componenti, oltre a rappresentanti di fiducia all’interno degli organismi di controllo.

Questa operazione, per la quale i soci di Cattolica Assicurazioni dovranno deliberare sia la trasformazione che la modifica statutaria e della forma societaria da cooperativa a società di capitali, a mio parere dovrà misurarsi con i parametri e le caratteristiche della prossima società partner, Assicurazioni Generali, e con le regole e i sistemi di gestione di questa società.

Dai dati pubblicati sul sito di Assicurazioni Generali risultano immediatamente delle caratteristiche societarie tali da permettere una posizione fortemente dominante all’interno della futura compagine societaria. Infatti, il capitale sociale di Generali è di 1.618.000.000, circa tre volte quello di Cattolica; il fatturato del 2019 è stato di 69.785.000.000 euro, oltre 10 volte quello di Cattolica, e il numero di dipendenti risulta di circa 71.350.000. Infine, Generali vantano partecipazioni in decine di istituti bancari, compagnie di assicurazioni, società collegate e per la gestione del risparmio sia in Italia che in molti altri stati europei. E questo potrebbe confliggere con talune situazioni simili presenti in entrambe le compagini societarie.

Fare scelte come quelle che Cattolica si è trovata costretta a fare rappresenta per molti, soprattutto per i soci storici, serie incognite e altrettante preoccupazioni per il futuro. Anche per questo il management di Cattolica dovrebbe fornire delle risposte ai diversi interrogativi che in molti si sono posti negli ultimi mesi. E la classe politica veronese, le forze istituzionali non potranno fare finta di niente.

Giuseppe Braga

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Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Ha lavorato alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. È stato dirigente e membro della segreteria FIMCISL di Verona; dirigente e Segretario generale Federchimici CISL di Verona; Segretario generale SICET CISL di Verona e Responsabile organizzativo Confederazione; consigliere di terza Circoscrizione in Borgo Milano. Durante l’attività sindacale ha ricoperto varie cariche. giuseppe.braga@gmail.com

1 Comment

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  1. Maurizio Danzi

    30/06/2020 at 10:43

    Leggendo l’articolo, e trovando spesso la richiesta al management di Cattolica di sollecite risposte ai molti quesiti, mi è tornato alla mente un vecchio sketch di Gianni e Pinotto poi ripreso nel film Rain Man: un magistrale Dustin Hofmann messo alle strette dal fratello minore (nel film un indimenticabile Tom Cruise) con continue domande dirette si rifugia nella domanda: «Chi gioca in prima base?». Nel film Raymond (il maggiore) è affetto da autismo. Abbott e Costello in origine danno vita a un ritornello che non porta a nulla. Quello è il significato. La Finanza nelle varie eccezioni non credo assegnerà Oscar. Chissà se riuscirà a scoprire almeno chi gioca in prima base.

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