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Dopo il nulla adesso è tempo di volgere lo sguardo a Venezia

Tra candidati cartografi (“voglio ridurre la distanza tra Verona e Venezia”), professori che non vogliono tornare a scuola e deputati che disperano nel terzo mandato, la mischia si è appena accesa.

Elezioni regionali: tra candidati cartografi (“voglio ridurre la distanza tra Verona e Venezia”), professori che non vogliono tornare a scuola e cambiano d’emblée casacca e deputati che disperano del terzo mandato nazionale, la mischia si è appena accesa.

In una gag dello storico varietà un due tre, Raimondo Vianello, nelle vesti di Mario Soldati, impegnato allora in un viaggio in Italia tra gastronomia e lavoro, intervistava un boscaiolo (Ugo Tognazzi) impegnato a lavorare un enorme tronco d’albero da cui, alla fine, avrebbe ricavato un solo stuzzicadenti.

La scena mi è tornata alla mente le settimane scorse quando il sindaco della Giunta Borotalco che governa Verona ha deciso di sospendere – non si sa se al momento o per sempre – la costruzione della ormai leggendaria filovia, più nota come “l’occasione storica per modernizzare il trasporto cittadino”. Un ripensamento improvviso, ancora in attesa di spiegazioni convincenti dopo mesi di viabilità stravolta, di cantieri sorti a macchia di leopardo al fine di procurare il maggior fastidio possibile ai cittadini, di migliaia di alberi abbattuti che gli sono valsi il titolo di Bolsonaro di Piazzetta Capretto, oltre che di soldi (tanti) forse inutilmente spesi. Un progetto costoso e già obsoleto sin dalla nascita made in Tosi (ancor più dieci anni dopo, con convincenti alternative a portata di mano e di portafoglio), che sta naufragando come tanti altri a Verona, dove un piano credibile per la città è come l’araba fenice di Metastasio: che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa. Opposizione compresa.

L’Arsenale? boh! Il rilancio della Fondazione Arena? boh! L’AGSM ingoiata da Milano, come le due banche cittadine? boh! Verona Capitale della cultura? boh! Le piste ciclabili? boh! Il Grande Stadio? boh! Per finire con quella irresistibile comica del Museo Casa di Giulietta, infinita, stucchevole tela di Penelope fatta e disfatta, senza nessun piano culturale, sulla base dei più disparati (o disperati?) appetiti economici e ora franata di fronte alle ovvie, prevedibilissime obiezioni della Sovrintendenza. Ma dice tutto la foto al celebre balcone del duo Sboarina/Briani con mascherina, più che no-Covid, ad occultare opportunamente la brutta figura.

Se vi aspettate però in tempi brevi un colpo d’ala, un sussulto di buona volontà da parte dei nostri amministratori, levatevelo dalla testa: tra poco più di due mesi si vota e ogni sforzo della politica è d’ambo le parti da tempo rivolto a quella data. Settembre, andiamo. È tempo di votare. Come i pastori dannunziani occhi tutti puntati non su Verona, ma all’Adriatico, selvaggio o meno, pronti a destra come a sinistra a lasciare gli stazzi (i seggi di Palazzo Barbieri) per pascoli più verdi (i ricchi gettoni di Palazzo Balbi in laguna).

È in questa chiave che va letto il prossimo rimpasto in Giunta, dove difficilmente (si spera) i nuovi potranno far peggio. Ma anche i movimenti (parola grossa per chi, d’abitudine, immobile sta’ come torre salda) dell’opposizione, dove tra candidati cartografi (“voglio ridurre la distanza tra Verona e Venezia”), professori che non vogliono tornare a scuola e cambiano d’emblée casacca e deputati che disperano del terzo mandato nazionale, la mischia si è appena accesa.

Una cosa, comunque, li accomuna oltre le distinzioni ideologiche (parola troppo grossa anche questa): nessuno di loro si dimetterà dal cadreghino che attualmente occupa prima di conoscere il verdetto. Salto della quaglia sì, salto nel vuoto manco per sogno. È la politica, bellezza! questa brutta, squalificata politica dei nostri grigi giorni. Senza mutamento è l’aria, verrebbe da dire ancora con D’Annunzio.

Mario Allegri

Mario Allegri
Written By

Mario Allegri ha insegnato letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere di Verona. Ha pubblicato vari saggi letterari in riviste, giornali e presso editori nazionali (Utet, Einaudi, La nuova Italia, Il Mulino). Ha partecipato come indipendente alle primarie 2011 per l'elezione del sindaco a Verona. marioallegri9@gmail.com

1 Comment

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  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    28/06/2020 at 10:34

    A Verona c’erano il Covid e la Giunta Sboarina .
    Poi il Covid è finito.
    Come si dice: se ne vanno sempre i migliori.

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