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Cattolica assicurazioni, venduta nel cuore della notte

Dal punto di vista politico, morale e dell’identità della società si tratta di uno schiaffo all’intera Assemblea dei soci e di una sua clamorosa delegittimazione. Verona merita ben altro.

Dal punto di vista politico, morale e dell’identità della società si tratta di uno schiaffo all’intera Assemblea dei soci e di una sua clamorosa delegittimazione. Verona merita ben altro.

Dopo che il 24 giugno i soci di Cattolica hanno espresso il voto sui temi dell’Assemblea del 27, nel cuore della notte il gruppo dirigente di Cattolica ha reso noto quanto evidentemente aveva deciso in precedenza. Cioè un’intesa con Generali per l’ingresso di quest’ultima nella società, con l’aumento di capitale tramite un investimento di 300 milioni di euro, che corrispondono a 54.054 milioni di azioni al prezzo unitario di 5,55 euro, con un significativo premio rispetto all’attuale quotazione del titolo in Borsa, che corrispondono al 24,4% del capitale.

In tal modo Generali diviene il maggior azionista, e già da questa possibile condizione ha dettato tassativamente le condizioni dell’operazione che prevedono la convocazione di una Assemblea straordinaria da parte di Cattolica entro il 31 luglio per deliberare la trasformazione della società in Spa e conseguente cambio dello Statuto. Tutto ciò come condizione preliminare dello stesso investimento. Il cda di Cattolica ha anche deciso l’aumento del capitale di altri 200 milioni da proporre agli attuali soci, anche se Generali mantiene la possibilità di sottoscrivere in parte o tutta tale ulteriore quota in modo da arrivare alla cifra di 500 milioni entro il 30 settembre, indicata dall’Ivass per adeguare il coefficiente di solvibilità. Condizioni capestro rispetto all’identità di Cattolica, frutto anche di una condizione finanziaria e patrimoniale che non era stata esplicitata.

Alberto Minali, Paolo Bedoni

Alberto Minali, Paolo Bedoni

Il presidente di Cattolica Bedoni ha naturalmente approvato l’intesa come rafforzamento del capitale della società. Dietro la cruda realtà di questa conclusione emerge, nel suo drammatico significato, la vera finalità delle vicende di Cattolica da ottobre in poi. Un gruppo di potere che era entrato ai vertici della società con l’esplicito intento di valorizzare e preservare la sua identità delle origini, di cooperativa diffusa come segno di partecipazione sociale all’attività assicurativa, prima, per tutelare se stesso, ha cacciato un valido amministratore delegato che aveva inserito uno spirito nuovo nella compagine societaria, poi, con una serie di giustificazioni non credibili e incapacità gestionali, ha minato la credibilità di Cattolica come dimostra il crollo del titolo.

Da ultimo, sempre per salvare se stesso, questo gruppo non ha esitato a vendere la società a Generali. Il tutto con la più sfacciata umiliazione dell’assemblea dei soci, convocata a ratificare decisioni divenute finte e prive di valore reale. Non conoscendo i dettagli tecnici di questa operazione non sono in grado di individuare eventuali reati, ma spero che si creino le condizioni per un’indagine della Magistratura al fine di arrivare ad un adeguato livello di trasparenza e di attribuzione delle responsabilità in un colpo di mano di segno oscuro.

Ma dal punto di vista politico, morale, e dell’identità della società, si tratta di uno schiaffo all’intera Assemblea dei soci e di una sua clamorosa delegittimazione. Una fine ingloriosa di un gruppo dirigente che ha tradito la fiducia dei soci per imboccare una strada obliqua della difesa del proprio interesse. Un’altra bruciante sconfitta di Verona provocata da una classe dirigente inadeguata, che la città non merita, e che andrebbe definitivamente superata.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    28/06/2020 at 10:51

    CRONACHE DALLA PERIFERIA DELL’IMPERO.
    Due considerazione e mezza.
    La prima: scordiamoci l’angioletto: quando Generali entra per comandare, comanda. Per fortuna quella autentica corte dei miracoli che era divenuta Cattolica sparirà.
    Generali ha fatto valere l’articolo V e questo darà certezze di managerialità e di gestione.
    Generali conosce i numeri e li conosce bene.
    Postilla: i titoli tossici in pancia a Cattolica negli anni scorsi e i giri di valzer con Zonin lasceranno degli strascichi?
    La magistratura ha scienza e conoscenza per chiarire.
    Da ultimo ma non ultimo: qualcuno in Vescovado capirà che cosa sono le élites e chi sono, ma soprattutto dove sono, i poveri?
    Uomini di dura cervice.

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