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Il bilancio operativo 2019 della Guardia di Finanza di Verona

659 interventi ispettivi e 570 indagini divise tra evasione fiscale, frodi e indebite compensazioni, traffico di stupefacenti, mafia e riciclaggio. Le Fiamme Gialle festeggiano la loro fondazione.

659 interventi ispettivi e 570 indagini divise tra evasione fiscale, frodi e indebite compensazioni, traffico di stupefacenti, Pubblica Amministrazione, mafia e riciclaggio di capitali illeciti. Le Fiamme Gialle scaligere festeggiano la ricorrenza della loro fondazione.

Martedì 23 giugno – Nel corso dell’anno 2019 la Guardia di finanza di Verona ha eseguito 659 interventi ispettivi e 570 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale. Questo il bilancio dell’attività delle Fiamme Gialle scaligere tracciato stamane alla caserma Martini, in occasione della ricorrenza della fondazione della Guardia di finanza.

I dati presentati, nello specifico, riguardano evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi. Riscontrati oltre 210 reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e denunciati 283 soggetti, di cui 5 tratti in arresto. Oltre 170 sono le indagini delegate dalla magistratura nel presente comparto.

Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di imposte dirette è di oltre 17 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità giudiziarie ammontano a 120 milioni di euro. I casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale, manipolazioni dei prezzi di trasferimento e illecita detenzione di capitali all’estero, sono in tutto 7.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 37 i casi scoperti di società «cartiere» o «fantasma» utilizzate per evadere l’I.V.A., anche mediante indebite compensazioni. Inoltre, sono stati verbalizzati 142 datori di lavoro per aver impiegato circa 800 lavoratori in «nero» o irregolari.

In materia di spesa pubblica, sono 149 gli interventi complessivamente svolti nel 2019 a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 38 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 9 deleghe svolte con la Corte dei conti.

Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 750.000 euro, mentre si attestano su oltre 19.000 euro quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 43. Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del «reddito di cittadinanza», gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare all’Autorità giudiziaria 2 soggetti per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore.

Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, sono 13 gli interventi che hanno segnalato all’Autorità giudiziaria 40 persone. I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, hanno fatto emergere tassi di irregolarità pari, rispettivamente, al 23,6% e al 94,2%, frutto di specifiche analisi di rischio in grado di evidenziare i nominativi di beneficiari già caratterizzati da elevati indici di anomalia.

Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 70 persone per reati in materia di appalti, corruzione contro la Pubblica Amministrazione. Con specifico riguardo al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a oltre 2,8 milioni di euro.

In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 52 soggetti, e ammonta a 10 milioni di euro circa il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità giudiziaria per il sequestro, mentre i provvedimenti di sequestro operati hanno raggiunto la quota di circa 25 milioni di euro. Sono stati eseguiti 452 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia, che hanno contribuito all’emissione di quattro interdittive antimafia.

In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state sviluppate 15 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità giudiziaria di 40 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 35 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per oltre 5,2 milioni di euro. Sul fronte della prevenzione, sono state analizzate 274 segnalazioni di operazioni sospette.

Riguardo alla lotta al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio veronese, i controlli e le indagini svolte hanno permesso di sequestrare 37,5 chilogrammi di stupefacenti (20 di cocaina, 12,5 di eroina e 5 tra hashish e marijuana) con la denuncia di 97 soggetti (di cui 50 tratti in arresto) e la segnalazione di 180 persone all’Autorità Prefettizia.

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