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Il Vangelo

Ognuno di noi è come un passero che ha il nido nelle mani di Dio

La paura è una brutta malattia. Spesso la paura ci paralizza. Quando ci prende la paura, si vive male. Chi ha paura si rinchiude in se stesso, si difende, guarda solo al proprio interesse.

Dal Vangelo di Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Dunque, non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà  svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Matteo 10, 26-33

«Non abbiate paura voi valete più di molti passeri». In poche righe Gesù ripete “non abbiate paura” per ben 5 volte. Nella Bibbia questa espressione la troviamo per ben 365 volte. Questo brano fa parte del capitolo 10° di Matteo che gli studiosi hanno definito il “discorso missionario”. E’ una riflessione sulle difficoltà che hanno incontrato i primi annunciatori del Vangelo. Quello stesso invito “non abbiate paura” oggi è rivolto a noi.

La paura è un sentimento che proviamo tutti. Sono tante le paure, soprattutto in questi mesi di coronavirus, che ci attanagliano. La paura di una malattia. La paura della morte. La paura dello straniero. Dell’altro, del diverso. La paura di essere abbandonati, di rimanere soli. La paura del futuro. La paura di un esame. La paura di quello che pensano gli altri di me. La paura di cambiare. Perché Gesù insiste nell’invitare i suoi discepoli a non aver paura?

Perché la paura è una brutta malattia. Spesso la paura ci paralizza. Quando ci prende la paura, si vive male. Chi ha paura si rinchiude in se stesso, si difende, guarda solo al proprio interesse. La paura ci fa vedere l’altro come un nemico, come una minaccia. Si vive sempre con il sospetto. C’è anche chi usa la paura per i propri interessi, per il proprio potere.  Ci sono coloro che seminano ad arte la paura. Pensiamo a certi politici.

Ma c’è addirittura chi usa Dio per incutere paura, per manipolare le coscienze. C’è persino chi inventa il nemico di turno: ieri erano gli ebrei, oggi sono gli immigrati. Gesù invece vuole liberarci dalla paura. «Non abbiate paura! Fidatevi di Dio». Gesù ci dice che il Dio della Bibbia è il Dio della vita e non della paura. Gesù ci invita a passare dalla immagine di un Dio seminatore di paure a quella di un Dio creatore di speranze.

Infatti il Vangelo di oggi ci dice che la fede è imparare a fidarsi di un Dio che si prende cura perfino dei passeri. Vuol dire fidarsi di un Dio che ti dice: tu vali molto di più dei passeri! Non aver paura per Gesù vuol dire: tira sempre fuori il positivo che è in te. Non smettere mai di sognare, di lottare, di seminare, di sperare. Grida dai tetti la parte più bella di te, la parte più bella degli altri, la parte più bella di Dio.

In questi giorni cade l’anniversario della morte di don Lorenzo Milani, un grande profeta della scuola. A chi gli chiedeva un metodo per insegnare, don Milani ha risposto: «Non bisogna preoccuparsi di che cosa bisogna fare per fare scuola, ma di come bisogna essere per potere fare scuola». Applicandolo a noi oggi, che con fatica cerchiamo di uscire da questo periodo di crisi, potremmo dire: «Ciò che conta non è che cosa bisogna fare, ma come bisogna essere».

Ecco l’invito che oggi ci fa la parola di Dio. Imparare a trasformare la nostra paura in speranza. E il Vangelo di oggi ci regala una bella immagine che profuma di fiducia: ognuno di noi è come un passero, che ha il nido nelle mani di Dio.

Don Roberto Vinco
Domenica 21 giugno 2020

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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

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