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Monitoraggi Arpav, la qualità dell’aria in zona Fiera e in provincia

Il report mostra quali inquinanti critici a Verona Sud gli ossidi d’azoto e le polveri sottili mentre a Selva di Progno sono poche le criticità

inquinamento da ozono

Lunedì 22 giugno – In Zona Fiera gli ossidi di azoto hanno valori superiori a quelli rilevati presso la centralina di traffico di Verona-Borgo Milano. Questi i risultati del monitoraggio di Arpav tra il 16 febbraio e il 16 aprile 2019, in via Udine, nel quartiere di Borgo Roma, in via Cacciatori Piemontesi vicino alla scuola elementare Massimo D’Azeglio e in via Scopoli sul lato nord dei padiglioni della Fiera.

«I risultati – dichiara Arpav–, confermano quanto già evidenziato dalle misure effettuate in zona Fiera negli anni compresi tra il 2016 e 2018, cioè le caratteristiche di un sito di traffico, in cui gli inquinanti più critici sono gli ossidi di azoto e il PM10».

Proprio riguardo alle polveri sottili, per Arpav la loro origine «è prevalentemente secondaria», cioè non sono emesse direttamente da una fonte emissiva, ma si formerebbero per reazione chimica di altri composti organici, come, ad esempio, gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. «Il loro tempo di permanenza in atmosfera è di diversi giorni – sottolinea Arpav –, per cui possono essere trasportate anche lontano dal punto di formazione. Per questo motivo, la concentrazione di polveri sottili mostra variazioni spaziali limitate, se confrontate con quelle di altri inquinanti di origine prevalentemente primaria, emessi cioè direttamente da una fonte».

Risultati senza grosse criticità, invece, Arpav li ha rilevati a Selva di Progno e più precisamente in via Trento, sita vicino ad una zona residenziale. Il monitoraggio, dal 18 aprile al 27 maggio 2019 per il periodo invernale e dal 30 agosto al 29 settembre 2019 per quello estivo, è stato secondo i risultati forniti «caratterizzato da una meteorologia che ha facilitato la dispersione degli inquinanti e non ha creato situazioni favorevoli per la loro formazione tramite reazioni chimiche secondarie: questo spiega le basse concentrazioni registrate sia a Selva di Progno, sia presso le centraline di riferimento della rete Arpav di qualità dell’aria».

A Cologna Veneta la campagna di misurazione della qualità dell’aria, svoltasi dal 1 novembre al 27 novembre 2019 e dal 24 luglio al 27 agosto 2019,  si è concentrata in piazza Capitaniato ed ha evidenziato quali inquinanti critici ozono e polveri sottili.

«Elevate le concentrazioni di ozono nel periodo estivo – conclude Arpav –, come in tutta la provincia. Per quanto riguarda il PM10, il periodo di monitoraggio non ha registrato superamenti del limite giornaliero di 50 μg/m3 (microgrammi per metro cubo ndr), grazie alle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Tuttavia, il confronto con le centraline fisse della rete Arpav ha permesso di stimare per l’anno un numero maggiore dei 35 superamenti del limite giornaliero consentiti dalla normativa».

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