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Il muro trasparente, il tennis come metafora della vita

Paolo Valerio, intenso protagonista del monologo scritto a sei mani con Monica Codena e Marco Ongaro, si getta in una performance che lo porterà allo sfinimento fisico e mentale.

Il muro trasparente - Paolo Valerio
Il muro trasparente - Paolo Valerio

Paolo Valerio, intenso protagonista del monologo scritto a sei mani con Monica Codena e Marco Ongaro, si getta in una performance che lo porterà allo sfinimento fisico e mentale.

Paolo Valerio ne Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale installa sulla scena del Teatro Nuovo  un muro di plexiglass contro il quale Max, un tennista professionista, si allena con la sua racchetta lanciando la palla per più di 800 volte e recitando un monologo intenso ed espressivo in cui parla di sé e del suo rapporto con il tennis e del suo rapporto con la vita e l’amore.

I due piani si intersecano e si intervallano accompagnati da proiezioni e brani musicali diversi: quando pensa a Giulia la musica diventa più intima, ma è la voce di Max che si fa più  affannosa e passionale; quando il tennista si accanisce contro il suo avversario la musica è ritmata, elettronica e pulsante a scandire l’ossessione che il protagonista subisce per questo sport che dentro di sé però detesta. L’odio verso il tennis in realtà è l’odio verso se stesso, e ciò si evince quando si entra nell’altro piano che riguarda la sua vita privata: un rapporto con la moglie ripetitivo e monotono; una moglie che si è trasformata in madre e che lo accudisce come un bambino e l’amore per Giulia, una giovane conosciuta per caso della quale il protagonista si innamora perdutamente. Ben presto l’amore si trasforma in un vero e proprio rapporto di passione, ma il protagonista è incapace di superare il suo avversario, superare se stesso e abbandonarsi alla vittoria del dono totale di sé nel nome della felicità. Giulia è dei gemelli, Max del capricorno: l’oroscopo promette un rapporto difficile perché il capricorno e incapace di evolvere come un Oblomov dei tempi nostri che usa il cellulare e dipende dalle chat.

Lo spettatore viene colpito metaforicamente dalla palla che rimbalza contro il muro e ascolta con le cuffie le parole dell’unico attore dello spettacolo, rimanendo profondamente coinvolto nella sua vicenda personale. La fine è chiara: Max giocherà a tennis per tutto il resto della sua vita, condannato alla follia. Lo spettacolo si apre e si chiude in perfetta corrispondenza nella danza del tennista che alla fine invita anche il pubblico a cimentarsi con la racchetta e a lanciare la palla contro il muro.

In scena per tutta questa settimana e anche nella prossima al Teatro Nuovo Il muro trasparente è veramente singolare, originale e avvincente. Paolo Valerio riesce perfettamente a darci l’idea del sacrificio di uno sportivo e della sua incapacità di vivere. Il monologo è stato scritto con l’aiuto di Monica Codena e Marco Ongaro mentre la scena è di Antonio Panzuto ed è nato da un’idea che Paolo Valerio ha avuto tanti anni fa. Doveva andare in scena nel mese di marzo e ora finalmente è stato rappresentato con grande successo di pubblico.  Repliche anche questa settimana, da martedì 23 a venerdì 26 giugno 2020 alle 21.
Si ricorda che i biglietti vanno acquistati sulla piattaforma Geticket per tempo.

Giulia Cortella

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