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Rassegna Open, la tecnologia cambierà anche le aziende

Luoghi e orari di lavoro e la sfida degli uffici del futuro, con la possibilità per le imprese di utilizzare lo smart working riducendo così traffico e smog.

Smart working

Luoghi e orari di lavoro sempre più diversi e la sfida degli uffici del futuro, con la possibilità per le imprese di utilizzare lo smart working riducendo così traffico e smog. L’iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri cerca di spiegare i nuovi ponti della comunicazione.

I cambiamenti delle abitudini e del modo di comunicare, la sicurezza informatica e lo smart working. Sono questi i temi principali di cui si è parlato nel secondo evento della rassegna Open. I ponti della comunicazione  organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e che si è svolto oggi con il webinar Social Media, Iot e Sicurezza Informatica.

«I Social Media stanno diventando strumenti istituzionali – dichiara il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo –, come abbiamo constatato chiaramente in questa periodo di emergenza sanitaria in cui il presidente del consiglio li ha utilizzati per comunicare con i cittadini».

«A fine febbraio avevamo 800 scrivanie fisiche in Comune con solo 5 webcam applicate al pc –, sottolinea l’assessore all’Innovazione tecnologica, Francesca Toffali –. Siamo partiti praticamente dall’età della pietra e in solo 10 giorni sono stati messi in smart working 750 postazioni. Se con i dipendenti il cambiamento ha ben funzionato e si è persino notato un aumento di efficienza e più flessibilità negli orari di lavoro, per molti cittadini, specie di una certa età, la dimestichezza con il virtuale è pari a zero e abbiamo ricevuto per questo parecchie richieste di aiuto. Credo che l’esperienza debba però continuare, per il benessere dei dipendenti e per la maggiore efficienza del sistema».

Secondo Stefano Quintarelli, fondatore e membro del consiglio di amministrazione di Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, l’anno prossimo si raggiungerà il limite fisico della tecnologia. «La corsa cambierà e si dirigerà verso la riduzione al prezzo – commenta Quintarelli –. Stiamo andando verso un secolo dominato dal popolo cinese che renderà l’elettronica pervasiva, in ogni ambito, dai giochi da tavolo, agli utensili in casa. Inoltre nel mercato avrà sempre più presenza un terzo fattore che favorisce le negoziazioni individuali, basti pensare ad applicazioni come Booking ormai indispensabili per chi è nel settore della ricezione turistica. Oltre alla perdita del lavoro, si assisterà soprattutto alla compressione dei salari, a meno di interventi regolatori e di una politica meno distratta».

Francesco Marcheluzzo, coordinatore della Commissione Industria 4.0 dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, ritiene che per fruire delle nuove tecnologie «ormai dobbiamo consegnare i nostri dati alla rete, dalla carta di credito alla dichiarazione dei redditi fino alla cartella sanitaria. Ci sono le Best Practices, ma serve soprattutto fare più cultura informatica visto che dai sondaggi l’Italia, all’interno dell’UE, risulta agli ultimi posti tra la Romania e Cipro per prestazioni digitali».

Ivan Gobetti, sales manager e coordinatore commerciale di Vecomp Webagency, sottolinea la necessità di migliorare l’approccio e la conoscenza delle tecnologie e per le aziende propone una decentralizzazione di dati e applicazioni «abilitando imprese e studi professionali al vero smart working, il che rappresenterà un sollievo anche per la diminuzione di traffico e smog».

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