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Ilaria Segala
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Briani, Neri, Segala, tre donne in bilico nella maggioranza

Da Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, riceviamo e pubblichiamo.

Mentre tutte le grandi partite amministrative sono ferme – dal rafforzamento di Agsm alla realizzazione del filobus, dalla riorganizzazione della mobilità post Covid al rilancio di Fondazione Arena e aeroporto – e nel bel mezzo della più grave crisi che abbia investito la città dal dopoguerra ad oggi, il principale pensiero della maggioranza e dell’amministrazione Sboarina sono le nomine negli enti in scadenza a fine mese e il rimpasto di giunta.

Francesca Briani (foto Verona In)

Francesca Briani (foto Verona In)

Questo significa che tutta l’attenzione politica è concentrata a trovare un nuovo posto ad Antonio Lella, in scadenza nel cda Amt, il quale, essendo passato dalla Lista Tosi a Fratelli d’Italia, ha diritto, secondo le logiche del manuale Cencelli in uso nell’ufficio del Sindaco, di essere piazzato in qualche altra azienda partecipata. Significa che tutti sono concentrati a trovare un posto anche per Anna Leso e per Gigi Pisa, meritevoli soltanto di avere compiuto l’ennesima piroetta nella loro carriera politica abbandonando Tosi. Per ironia della sorte, o nel disperato tentativo di correre ai ripari, questo avviene proprio nel giorno in cui l’ex Sindaco Tosi, reduce da due mandati disastrosi, annuncia di volersi ripresentare anche nel 2022.

Edi Maria Neri

Edi Maria Neri

Siamo evidentemente di fronte ad una politica malata e incapace, che punta soltanto ad auto-riprodursi a spese delle risorse pubbliche che sarebbe chiamata a gestire. Un virus alimentato da partiti diventati degli alberghi a ore dove non si chiedono i documenti a nessuno. Non a caso a fare le spese di queste manovre sono tutte le assessore donne, due delle quali rimaste senza copertura politica come Briani e Neri, con Segala accusata di essere venuta a patti con i 700 emendamenti presentati dal sottoscritto in occasione della Variante 23 che hanno consentito di respingere tanti degli impresentabili emendamenti proposti da consiglieri di maggioranza, da Daniele Perbellini allo stesso Zandomeneghi che ora aspira al posto di Segala.

Ma se Segala viene considerata troppo rigida rispetto agli appetiti speculatori dei consiglieri di maggioranza, non osiamo pensare al sacco della città che si prepara con il prossimo assessorato.

Michele Bertucco
Consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune

Redazione2
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4 Comments

4 Comments

  1. Avatar

    Enrico

    13/06/2020 at 15:22

    Non si può certo dire che il consigliere Bertucco non abbia dipinto, con pochi tratti ben posati sulla tela, un ritratto assai realista del panorama politico veronese.

  2. Avatar

    A.S.

    13/06/2020 at 21:57

    Che vergogna

  3. Avatar

    Maurizio Danzi

    13/06/2020 at 23:49

    Premetto che ho della stima per le Assessore in questione.
    Ma sinceramente mi stupisco del vostro stupore: in un suk è normale che si vendano cammelli,datteri e articoli in genere.
    Chi arriverà non ha certamente brillato nei precedenti incarichi per intelligenza e capacità
    Eppure nessun dottore ha mai prescritto a qualcuno di avere incarichi.
    Le regole sono altre e tutto questo con UN TERZO dei cittadini elettori.
    So What

  4. Avatar

    Giulia Cortella

    27/08/2020 at 16:18

    Avevo scritto questo articolo l’anno scorso ma ora torna attuale
    UN MUNICIPIO AL FEMMINILE

    A Verona ci siamo dimenticati di aver trascorso anni senza un assessore alla cultura, proprio in una città che si deve fondare sulla cultura e che deve riscoprire la propria storia per dare valore alle innumerevoli e straordinarie testimonianze che il passato ci ha trasmesso, e che noi, fortunatamente abbiamo saputo, anche se non sempre, conservare.
    Purtroppo nei precedenti dieci anni non abbiamo saputo conservare moltissimi palazzi del nostro centro storico, passati di mano ai privati che ora trasformano i beni del Comune, i beni di tutti i cittadini, secondo il volere testamentario di lasciti generosi di famiglie ricche e facoltose, in sedi di nuovo private, in un giro a ritroso, quasi una beffa del tempo che fa perdere identità al Municipio, che significa “munus capere” ovvero ricevere un dono, i doni per distribuirli a tutti.
    Certo le ristrettezze economiche, il patto di stabilità, (la crisi innescata dal virus oggi) non aiutano le città, non aiutano le amministrazioni. Ma noi possiamo vantare a Verona nel cuore del Municipio e del Comune una presenza tutta al femminile di assessori coraggiosi che incidono con il loro lavoro nel tessuto organizzativo ed economico della città e si siedono accanto a noi metaforicamente, perché tale è il significato di assessor -oris, propriamente “che siede accanto”.
    Alludo a Edi Maria Neri, assessore all’anticorruzione, trasparenza, semplificazione, patrimonio, demanio, affari legali, programmazione e approvvigionamenti; Ilaria Segala, assessore alla pianificazione urbanistica, programmazione interventi per abbattimento barriere architettoniche, edilizia privata, edilizia economica e popolare, ambiente; Francesca Briani, assessore alla cultura, turismo, politiche giovanili, pari opportunità e infine Francesca Toffoli, assessore bilancio e tributi, politiche della casa, relazione internazionale, fondi Ue, Veronesi nel mondo, politiche demografiche, Smart city e innovazione tecnologica, rapporto con Unesco.
    La sensibilità e la professionalità di queste giovani donne hanno offerto a tutti la possibilità di accedere alla cosa pubblica in trasparenza. Possiamo vedere finalmente alla cultura una persona di spessore e valore qual è l’avvocato Francesca Briani, che sa in ogni circostanza, con eleganza e savoir-faire e, nello stesso tempo con approfondita semplicità, rappresentare tutti noi. Progetti rivolti ai giovani, conferenze, nuove iniziative culturali e la rete dei MUV, musei civici di Verona, sono stati sviluppati con un lavoro notevole di organizzazione, sempre aperto alle proposte del cittadino, nel segno di vera democrazia. Ugualmente spicca il lavoro indefesso di Ilaria Segala che sta affrontando con coraggio e determinazione una situazione difficile dopo dieci anni della precedente amministrazione. Anche le iniziative per la conoscenza del territorio quali le visite ai forti cittadini “Verona fortificata” sono indice di sensibilità culturale. Infine Edi Maria Neri e Francesca Toffoli, con ruoli importanti quali l’anticorruzione e bilancio e tributi, ogni giorno con forza affermano il rispetto delle regole, la trasparenza e l’innovazione, in una città in cui sono cresciute moltissimo negli ultimi anni le infiltrazioni della ‘ndrangheta.
    Insomma Verona ritrova nelle donne i propri doni, le manifestazioni culturali e il controllo del territorio, nel segno del ritorno del cittadino protagonista del recupero e della valorizzazione delle bellezze straordinarie che gli appartengono e che deve tutelare seduto al fianco di chi lo rappresenta al meglio.

    Giulia Cortella
    Settembre 2019

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