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Mele e ciliegie rovinate dal maltempo ma l’olio promette bene

Secondo Confagricoltura le piogge hanno fatto perdere circa l’80% delle ciliegie mentre la grandine nel Basso veronese ha colpito i meleti e le albicocche. Olio in fioritura abbondante.

La recente grandinata nel basso veronese
La recente grandinata nel basso veronese

Secondo Confagricoltura Verona le piogge violente hanno fatto perdere circa l’80% delle ciliegie mentre la grandine nel Basso veronese ha colpito i meleti e le prime albicocche. L’olio, invece, è favorito da una fioritura generosa e abbondante.

Dopo la Valpolicella a fare le spese del maltempo è ora la Val d’Alpone, dove sono le ciliegie a subire i danni delle piogge violente e persistenti degli ultimi giorni.

Secondo Alberto Stoppele, agronomo di Confagricoltura Verona, le precipitazioni hanno causato la spaccatura dei frutti, facendo perdere circa «l’80% di ciliegie, vale a dire 50 quintali per quanto riguarda le nostre dodici aziende. Adesso speriamo che si salvino almeno le ciliegie medio-tardive, che sono circa 200 quintali, ma deve smettere di piovere, altrimenti perderemo anche quelle».

A confermare la situazione, la referente per il settore frutta di Confagricoltura Verona Francesca Aldegheri: «Speriamo che il tempo si sistemi. Sta diventando anche difficoltosa la raccolta, perché si lavora per poche ore e poi bisogna abbandonare il campo perché comincia a piovere. E anche quello aggrava la situazione, perché i frutti intanto maturano e, se non si raccolgono al momento giusto, si rischia di buttare via tutto. La cosa incredibile è che abbiamo passato aprile a irrigare, perché c’era troppo caldo e secco. Adesso è giugno, cioè l’inizio dell’estate in cui dovremmo avere 30 gradi, e invece fa freddo, piove a dirotto e con bombe d’acqua. È una situazione climatica insostenibile».

Ciliegie rovinate dalle piogge.

Sorte avversa anche nel Basso veronese, dove mercoledì 10 giugno una violenta grandinata ha colpito frutteti e seminativi in tutta la fascia agricola che costeggia la Transpolesana, da Oppeano a Legnago. Danneggiati in particolar modo le mele e le prime albicocche. Ancora presto, secondo i tecnici, fare una stima dei danni, anche se si ipotizza che per i meleti fuori rete si possa arrivare a danni del 100%, mentre quelli protetti potrebbero aver riportato un 30% di perdite.

«Se le mele riportano anche piccole botte non sono più commerciabili – spiega Paolo Bissoli, referente di Confagricoltura per la zona di Zevio –. Diversa sorte, per fortuna, hanno avuto i meloni, perché nel Veronese sono quasi tutti sotto tunnel. Invece ci sono danni anche per quanto riguarda i seminativi. Dove la grandine ha battuto forte, possiamo parlare di perdita quasi totale per mais, frumento e soia. Foglie bucate, piante scorticate. In alcuni terreni non è rimasto più niente; dove è andata meglio abbiamo comunque perdite del 20-30%».

Buona partenza, invece, per l’olio di oliva extravergine del veronese: le giornate calde e soleggiate di aprile e maggio hanno infatti favorito la fioritura che è stata, secondo Confagricoltura «generosa e abbondante».

«Ora siamo in attesa di vedere l’allegagione – dichiara il presidente degli olivicoltori di Confagricoltura e del Consorzio Olio Garda Dop Laura Turri –, cioè il passaggio dal fiore al frutto, da cui capiremo se le piogge di questi giorni hanno influito. Abbiamo però avuto così tanti fiori che, anche ne fossero caduti in parte, avremmo comunque la certezza di una produzione abbondante. Bisogna però che d’ora in avanti faccia il clima giusto. Con una partenza così dovremmo metterci alle spalle la stagione disastrosa del 2019, quando l’eccesso di piogge in primavera e i forti sbalzi termici compromisero l’intera annata. L’olio Garda dop perse il 96% della produzione. Molti olivicoltori non tirarono fuori neppure le reti per la raccolta, tanto la produzione fu decimata. Tutto il contrario dell’annata 2018, coronata da 220.000 quintali di olive in Veneto».

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