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Animali

L’importanza della formazione per il volontariato animalista

Le volontarie che investono il proprio tempo nella formazione imparano, attraverso un processo di conoscenza, a salvaguardare un’altra specie con sguardo scevro da influenze antropocentriche.

Il mondo del volontariato animalista si sta dirigendo, anche se con fatica, a formare persone competenti. Le volontarie che investono il proprio tempo nella formazione imparano, attraverso un processo di osservazione  e conoscenza, a salvaguardare un’altra specie con uno sguardo scevro da influenze antropocentriche.

Il mondo del volontariato accoglie spesso persone che sono animate da buoni propositi, persone che hanno a disposizione tempo ed entusiasmo, voglia di aiutare; le buone intenzioni costituiscono indubbiamente un valido presupposto per entrare nel mondo del volontariato, ma ciò è sufficiente? Assolutamente no. Essere volontario richiede un dispendio importante di energie e di risorse.

Spesso il bagaglio di conoscenze che si possiede relativamente al mondo del cane e del gatto è costituito da ciò che viene tramandato acriticamente da altre persone, o anche da approcci o teorie che nel corso degli anni sono state riviste; da qui nascono una serie di errori che compromettono la qualità dell’aiuto che si può donare all’animale.

Nel momento in cui si è in grado di riconoscere l’errore, questo deve essere visto come la spinta per approfondire ciò di cui ci si occupa; l’errore deve aiutare a crescere, a stimolare la curiosità, a studiare e per questo la volontaria animalista (si parla al femminile perché gran parte di questo mondo è composto da ragazze e da donne) non deve subire il retaggio specista: “io umana ti salvo perché io che tu cane/gatto non sei capace di vivere senza il mio aiuto”.

Questa visione dell’agire e del pensare, tende a limitare la libertà di poter esprimere la propria natura da parte dell’animale, che finisce per essere privato di ogni sua capacità cognitiva, oltre che incapace di manifestare il suo aspetto emozionale. Il cane ed il gatto sono visti come dei “peluches”, incapaci di scegliere e di decidere, quindi sembra che solo l’aiuto di un essere umano possa salvarli da se stessi e dai pericoli che potenzialmente circondano tutti noi.

Il volontariato svolto in questo modo sembra più una ricerca di un appagamento personale, che un’offerta di aiuto genuino ed incondizionato. Per poter valutare il supporto adatto da dare all’animale (sempre ammesso che ne abbia bisogno), è necessario avere delle basi di etologia, di ecologia, conoscere i bisogni di specie, conoscere il linguaggio che utilizza.

Quali sono i vantaggi nella pratica di essere una volontaria formata? Alcuni esempi: svolgere dei pre-affidi più completi ed approfonditi; organizzare degli stalli casalinghi adeguati all’animale che si ospita; essere in grado di comprendere se il cane sta bene o è in difficoltà con l’ambiente esterno, mentre si passeggia con lui; imparare a rispettare i tempi di adattamento di un gatto impaurito (non selvatico) che si rifugia nella sua “tana” casalinga, senza costringerlo ad uscire perché deve per forza “socializzare” altrimenti non trova adozione.

Il mondo del volontariato animalista si sta dirigendo, anche se con fatica, a formare persone competenti (non necessariamente sono professionisti cinofili o esperti della relazione felina). Le volontarie che investono il proprio tempo nella formazione imparano, attraverso un processo di osservazione  e conoscenza, a salvaguardare un’altra specie con uno sguardo scevro da influenze antropocentriche.

Attualmente è possibile seguire seminari online, webinar organizzati sulle varie piattaforme di internet per cui il sapere è davvero alla portata di tutti. Molti di questi incontri sono gratuiti o hanno costi democratici e si possono trovare registrati, quindi si ha la possibilità di vederli con calma, quando e dove si vuole. Si tenga presente però, che tali incontri devono essere recepiti come stimoli per approfondire una didattica che abbracci innanzitutto un approccio cognitivo-relazionale.

Oggi, per merito, in questo caso si può dire, della pandemia è possibile seguire seminari on line, web in air organizzati sulle varie piattaforme di internet per cui il sapere è davvero alla portata di tutti. Molti di questi incontri sono gratuiti o hanno costi democratici e si possono trovare registrati, quindi si ha la possibilità di vederli con calma, quando e dove si vuole.

In conclusione non ci si può improvvisare volontarie: la formazione, le competenze sono le basi per un buon operato, ed è questa consapevolezza che il mondo del volontariato animalista deve interiorizzare per poter crescere e dare il sostegno adatto a chi ne ha bisogno.

Pagine da visitare consigliate
https://www.scuolacrea.it
https://www.siua.it/corsi/
http://www.marchesinietologia.it
https://www.thinkdog.it
https://stray-project.dog
https://robertobonanni.wordpress.com/bio/
http://soniacampa.it
http://www.pet-ethology.it

Valentina Dell’Aura
347.0405003
www.animalistiverona.org
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Valentina Dell'Aura
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Valentina Dell'Aura, Educatrice Cinofila I livello e volontaria Animalisti Verona. valentinadellaura@gmail.com

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