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Lavori in corso per evitare allagamenti a seguito del maltempo

Acque Veronesi sta valutando ulteriori opere di potenziamento del sistema elettrico a servizio delle pompe, che nel caso di Porta Borsari non hanno funzionato.

Da parte di Acque Veronesi sono già in fase di valutazione ulteriori opere di potenziamento del sistema elettrico a servizio delle pompe, che nel caso di Porta Borsari non hanno funzionato.

Tanti e tempestivi gli interventi messi in campo, sabato sera, da parte di Polizia locale, Vigili del Fuoco ed operatori Amia, a causa del violento nubifragio abbattutosi su Verona e provincia. Circa 60 le operazioni effettuate dagli agenti della municipale e 137 quelle compiute dai Vigili del Fuoco, tra cui la messa in sicurezza di piante, in via Velino e via Volturno.

Da parte degli operatori Amia, invece, effettuati interventi per lo svuotamento delle strade dall’acqua, con i mezzi autospurgo, in via XX Settembre, via San Nazaro, Lungadige Porta Vittoria, sottopasso stradone Santa Lucia. E, ancora, in via Curiel angolo via Gramsci e al sottopasso Porto S. Pancrazio, dove si sono generati importanti allagamenti, in via Della Meccanica alla Bassona, per grande allagamento. Infine, controllate da Amia anche la T4 e T9.

Porta Borsari. I lavori effettuati due anni fa a Porta Borsari hanno separato la rete nera da quella bianca, impedendo così nuove fuoriuscite di reflui fognari in caso di pioggia, e portato alla realizzazione di un pozzo per il deflusso delle acque piovane, composto da un sistema di pompe che, una volta raccolte, spingono l’acqua in eccesso in Adige. Sabato sera, per un sovraccarico della rete elettrica che alimenta le pompe, causato dalla forte perturbazione in atto, il sistema è andato in blocco. Immediato l’intervento degli operatori di Acque Veronesi che hanno provveduto al riavvio delle pompe e, con esse, al corretto deflusso dell’acqua. Purtroppo, vista l’importante quantità pioggia caduta in pochi minuti, la rapidità dello sblocco non è stata sufficiente per evitare allagamenti in alcuni esercizi commerciali presenti vicino alla Porta.

Interventi previsti. Per evitare il verificarsi di nuove situazioni di blocco, da parte di Acque Veronesi sono già in fase di valutazione ulteriori opere di potenziamento del sistema elettrico a servizio delle pompe. Inoltre, a partire dal prossimo autunno, prenderanno il via i lavori, finanziati dalla Regione Veneto per complessivi 500 mila euro, volti alla realizzazione di uno sfioratore, che andrà ad alleggerire il sistema fognario della zona. Le acque bianche raccolte della fognatura che passa sotto Corso Cavour, saranno intercettate all’altezza di Riva San Lorenzo e, attraverso lo sfioratore o “scarico di superfice”, riversate nell’Adige. Questo consentirà, in momenti di particolare pressione della rete, di alleggerire anche la zona di Porta Borsari, su cui confluiscono oggi tutte le acque di scolo, a causa del naturale avvallamento del terreno circostante.

Veronetta. L’ampio e complesso intervento di messa in sicurezza idraulica dell’area di Veronetta, in fase di realizzazione da circa un anno, non è ancora ultimato. Per questo, sabato sera non è stato possibile verificarne la piena efficienza. Da rilevare la buona risposta del bacino A a Santo Stefano, che ha funzionato correttamente evitando allagamenti. Diversa situazione a piazza Isolo e Santa Chiara, dove, invece, si sono verificati nuovi allagamenti. Per questo, con il completamento fra una ventina di giorni degli interventi nella zona, sarà anche valutato il potenziamento di alcuni passaggi in modo da evitare in futuro il verificarsi di nuove situazioni di criticità.

Nel mentre, l’allerta meteo secondo la Protezione civile proseguirà fino a giovedì, con rischio di fenomeni temporaleschi ad alta intensità. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha chiesto lo stato di crisi, sia per la zona veronese che per quella di Treviso, anch’essa colpita dal maltempo di questi giorni. Il decreto regionale sarà ora trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di richiedere l’eventuale dichiarazione dello “stato di emergenza”, che permetterebbe ai Comuni danneggiati dal maltempo degli ultimi giorni di avviare le relative procedure di richiesta danni.

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Anche il Comune sta facendo la conta dei danni,  già domani i tecnici di Acque veronesi e quelli degli uffici comunali saranno in grado di quantificarli, mentre venerdì sarà la volta di palazzo Barbieri, con indagini telescopiche per certificarne lo stato di salute e gli interventi eventualmente necessari. Per i cittadini privati colpiti dal nubifragio, l’avvertimento è di conservare la documentazione fotografica dei danni subiti e le eventuali fatture degli interventi già effettuati.

«Tale materiale – informa il Comune –, non deve essere per ora inviato a nessun ufficio ma sarà indispensabile qualora venisse emanato il decreto del Presidente del Consiglio sullo stato d’emergenza e quindi con il successivo stanziamento di fondi. Come già accaduto in occasione del nubifragio del 2018, il Comune darà le informazioni ai cittadini quali procedure seguire per la raccolta della documentazione e la richiesta di risarcimento».

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