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Parere favorevole per l’ampliamento della Cava Bertacchina

CROCE BIANCA, SAN MASSIMO – Non è bastato il parere contrario al progetto, presentato dalla Biondani TMG SpA, espresso sia dal Consiglio che dalla Giunta Comunale.

CROCE BIANCA, SAN MASSIMO – Non è bastato il parere contrario al progetto, presentato dalla Biondani TMG SpA, espresso sia dal Consiglio che dalla Giunta Comunale.

Con Decreto del Direttore della Direzione Ambiente Regione Veneto n. 491 del 20 maggio 2020 è stato rilasciato il parere favorevole di compatibilità ambientale per il progetto presentato dalla società Biondani TMG SpA dopo l’approvazione espressa dal Comitato Tecnico Regionale VIA nella seduta del 22 aprile 2020, relativo alla coltivazione in ampliamento della cava di sabbia e ghiaia denominata Bertacchina (Croce Bianca, SanMassimo), nel Comune di Verona.

Non è bastato il parere contrario all’intervento di ampliamento espresso con Delibera del Consiglio Comunale di Verona n. 40 del 17 luglio 2019, confermato peraltro dalla Delibera di Giunta comunale n.124 del 20 aprile 2020. Il Comitato Tecnico Regionale VIA con il parere n. 110 dell’8 aprile, dopo aver preso atto e condiviso le valutazioni del gruppo istruttorio incaricato della valutazione del progetto ha espresso, all’unanimità dei presenti parere favorevole al rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento della cava di ghiaia alla società Biondani TMG SpA, subordinatamente al rispetto di alcune prescrizioni/condizioni ambientali, dando atto della non necessità della procedura per la valutazione di incidenza

Ricordiamo che le motivazioni del parere contrario addotte dal Settore Ambiente del Comune di Verona sono, in sintesi, le seguenti:
a. “(…) la condizione di devastazione in cui verserebbe il quartiere di San Massimo / Croce Bianca a seguito dell’opera di escavazione per l’approvvigionamento di sabbia e ghiaia, che ha lasciato profonde ferite ancora aperte sul territorio;

b. la mancanza di uno studio del traffico, con particolare riferimento al passaggio dei mezzi pesante da via Bacilieri, che necessariamente dovrà essere utilizzata nel primo periodo dal momento che il trasferimento degli impianti di lavorazione dalla Cava Casona (sempre di proprietà della società Biondani TGM) alla Cava Bertacchina non avverrà prima di due anni; e pertanto il materiale estratto in Cava Bertacchina verrà trasportato presso cava “Casona” per essere lavorato nonché in fase di trasferimento stesso degli impianti di lavorazione inerti e di bitumaggio;

c. la mancata valutazione nello Studio di Impatto Ambientale (SIA) dell’impatto sulle matrici ambientali nella fase che precede il trasferimento degli impianti di lavorazione da Cava Casona in Cava Bertacchina che produrrà un incremento del traffico pesante lungo il tragitto che collega le due cave nonché dell’impatto prodotto in fase di trasferimento stesso degli impianti di lavorazione inerti e di bitumaggio;

d. l’uso agricolo a fondo scavo come da progetti di ricomposizione autorizzati sia difficilmente attuabile ed economicamente svantaggioso in ragione dell’approfondimento degli scavi a -20 metri dal p.c. in quanto, ad una profondità simile, il microclima che si verrebbe a creare, la difficile regimazione delle acque meteoriche e di irrigazione nonché la scarsa ventilazione renderebbero problematica ed antieconomica la coltura di essenze erbacee e arboree. Viene altresì auspicato, per la parte già autorizzata, il ripristino della funzione di connessione naturalistica dell’area attraverso un miglioramento della qualità ecologica ed ambientale dei luoghi.                                                                       ‘

L’area in cui insiste la Cava Bertacchinasi colloca a Verona tra la S.S. 11 Bresciana a Sud, la S.P. 5 Gardesana a Nord e via Bacilieri a Est, i terreni che saranno interessati dall’ampliamento, sono attualmente dedicati all’uso agricolo e irrigati.

Cava Bertacchina, Croce Bianca

Cava Bertacchina, Croce Bianca

Il progetto di coltivazione presentato e successivamente integrato, rappresenta l’ampliamento (il secondo) in estensione dell’esistente Cava Bertacchina attualmente autorizzata con provvedimento  n. 17 del 06.02.2019, anche se la parte progettuale fa riferimento alla situazione esistente in vigenza della precedente autorizzazione alla coltivazione di cava (DGRV n. 4099/2009). L’intervento, la cui superficie complessiva di scavo ammonterà a circa 112.700 mq, dei quali circa 47.000 mq rappresentano la reale superficie di nuovo scavo e di nuovo terreno agricolo interessato dall’attività estrattiva, si sviluppa ad una profondità che rimane invariata rispetto a quella attualmente autorizzata, ed alla quale si raccorda, ossia -15 metri dal piano campagna.

Le modalità di coltivazione sono quelle classiche di questa tipologia di cava e consistono nell’iniziale asporto del cotico (terreno superficiale) vegetale di copertura che verrà accantonato per le successive operazioni di ricomposizione ambientale e successivamente nell’estrazione vera e propria del giacimento per step successivi. Nel caso specifico, la ditta ha previsto di sviluppare l’estrazione in tre lotti da estrarsi in successione partendo dalla zona meridionale di intervento e spostandosi progressivamente verso Nord. Complessivamente quindi verranno movimentati circa 698.350 mc di materiale, dei quali 675.000 mc rappresentano la volumetria di materiale utile totale estraibile secondo il progetto presentato e successivamente integrato.

Per quanto riguarda i mezzi in uscita, la ditta trasporterà il materiale agli impianti di lavorazione presso la cava denominata Cava Casona posta, sempre in territorio del Comune di Verona, a Sud della Cava Bertacchina. La ditta ha altresì previsto, al progredire dei lavori di coltivazione in ampliamento, di riallocare gli impianti di prima lavorazione attualmente esistenti in Cava Casona, all’interno della Cava Bertacchina.

La durata dei lavori di coltivazione, stimata dalla ditta è di 8 anni, dei quali 7 anni verranno impiegati per estrarre il giacimento ghiaioso e l’ultimo anno per terminare le residuali opere ricompositive rispetto a quanto già realizzato contestualmente alla fase estrattiva. Il materiale di scotico e il materiale di riporto destinato alla ricomposizione morfologica (terre da scavo), ove non reimpiegabile direttamente nelle opere di  ricomposizione  ambientale  eseguite contestualmente ai lavori di coltivazione, verrà depositato in cumuli sul fondo della cava.

Alberto Speciale

Redazione2
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