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Isola Scaligera, le reazioni dopo il blitz antimafia a Verona

L’operazione conferma quanto da tempo sostengono gli apparati investigativi, la magistratura e la Commissione parlamentare antimafia. Le interviste e le inchieste di Verona In degli ultimi mesi.

L’operazione conferma quanto da tempo sostengono gli apparati investigativi, la magistratura e la Commissione parlamentare antimafia. L’inchiesta di Verona In e le interviste a Nando Della Chiesa e Federico Varese. Le recenti dichiarazioni del Sindaco Sboarina e del Prefetto Cafagna.

4 giugno 2020 – 23 arresti, di cui 6 domiciliari e per altri 3 l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. I 26 indagati, tra cui compaiono anche l’ex Sindaco di Verona Flavio Tosi e l’ex Presidente di Amia Andrea Miglioranzi, sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti.

Questo l’esito dell’operazione Isola Scaligera svolta questa mattina in provincia di Verona che ha mobilitato 200 appartenenti alle forze dell’ordine e inferto un duro colpo a una “locale” di ‘ndrangheta riconducibile alla cosca degli Arena- Nicoscia di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Le indagini risalgono al 2017-2018 e sono state condotte dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalle Squadre mobili di Verona e Venezia.

L’operazione Isola Scaligera, che ha evidenziato attività di corruzione ed estorsione tipiche delle ramificazioni extra-regionali della ‘ndrangheta, ha portato al sequestro preventivo di un patrimonio immobiliare, aziendale e finanziario, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro. La presenza della criminalità organizzata in Veneto è testimoniata da numerose altre inchieste, tra cui At Last, Terry, Ciclope, Aspide, Valpolicella, Stige e Fiore reciso, tutte condotte negli ultimi cinque anni.

«L’operazione conferma quanto da tempo sostengono gli apparati investigativi, la magistratura e la Commissione parlamentare antimafia – dichiara Mirco Frapporti, Coordinatore provinciale di Avviso Pubblico e consigliere comunale di Fumane (Verona) –. Nella nostra provincia, e in Veneto, le mafie si sono radicate, corrompendo ed investendo ingenti capitali nel nostro sistema economico. Tutto questo è stato possibile grazie ai servizi e alla complicità fornita loro da alcuni liberi professionisti, esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale». Verona, come riportato nell’inchiesta pubblicata dal nostro giornale lo scorso 21 dicembre, risulta infatti essere al primo posto nella classifica veneta per numero di operazioni finanziarie sospette.

Da tre anni Avviso Pubblico opera un’azione di prevenzione contro le mafie e la corruzione organizzando iniziative pubbliche e realizzando percorsi di formazione dedicati ad amministratori locali, dirigenti e funzionari pubblici. «Segnalo – continua Frapporti – che è iniziata un’interlocuzione importante anche con la Camera di Commercio di Verona per organizzare un progetto di difesa dell’imprenditoria sana dai possibili attacchi mafiosi. Un progetto che, oggi più che mai, è urgente mettere in atto».

«Verona è il centro di smistamento del traffico di stupefacenti più grande dopo Milano» aveva dichiarato a Verona In lo scorso 20 gennaio Nando Della Chiesa, professore di Scienze politiche e presidente onorario di Libera. L’articolo, su un tema più volte trattato dal nostro giornale, indicava come anche nella provincia scaligera siano a rischio le imprese e tutti i settori dell’economia lecita, come l’edilizia, la logistica, i trasporti, la ristorazione e i locali notturni. «Al Nord senza i professionisti i mafiosi non fanno nulla – aveva aggiunto il figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso da Cosa Nostra nel 1982 –. Una provincia che voglia difendersi dalla mafia, con una buona Prefettura e una buona Procura, ce la fa».

Non più tardi di un mese fa, l’8 maggio, anche il Sindaco di Verona Federico Sboarina e il Prefetto Donato Cafagna avevano espresso preoccupazione per come la città di Verona prestasse il fianco alle infiltrazioni mafiose, anche a seguito dell’impatto sull’economia scaligera dell’emergenza sanitaria. «Le verifiche che stiamo facendo mi stanno dando purtroppo ragione – aveva detto Sboarina –. In un territorio ricco come il nostro in questi frangenti ci sono infiltrazioni di carattere criminale con soggetti che si “offrono in aiuto” a chi è in difficoltà. A caro prezzo».

Di una connessione tra mafia ed estrema destra ha parlato il 21 marzo Federico Varese, cattedra in Criminologia a Oxford: «Negli anni ’70 e ’80 i neofascisti erano la manodopera della ‘ndranghetaha dichiarato a Verona In il professore, attento osservatore della realtà veronese –. La ragione per quest’attrazione è legata a una certa capacità dei neofascisti di usare la violenza nonché alle tendenze politiche di estrema destra della ‘ndrangheta di allora».

Francesca Businarolo, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputata M5S: «Sapevamo che la ‘ndrangheta era presente a Verona ma mai avremmo pensato che il radicamento delle cosche fosse tale da poter costituire una “locale” autonoma e indipendente, come emerge dalle indagini della Dia di Venezia e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia. Preoccupano, in particolare,  i possibili collegamenti con la politica locale, in particolare con l’importante azienda del Comune di Verona, l’Amia, e con l’ex sindaco Tosi, che risulta indagato».

Gian Pietro Dal MoroVincenzo D’Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini del Partito Democratico: «Un risultato eccellente, che testimonia l’azione efficace dello Stato contro la criminalità. Una risposta forte per contrastare un fenomeno, quello mafioso, sempre più presente nel Veneto. 23 gli arresti, tra cui alcuni nomi di spicco in città, come l’ex presidente della municipalizzata dei rifiuti  Amia, Andrea Miglioranzi e l’ex sindaco Flavio Tosi, indagato.  Rimaniamo garantisti e ci auguriamo che la magistratura faccia quanto prima chiarezza definitiva su quanto emerso, perché al di là delle accuse, alcune molto gravi, quanto venuto alla luce sin d’ora dà l’immagine di una città sotto ricatto della malavita».

Orietta Salemi, Consigliere regionale Lista civica per il Veneto: «Sta emergendo un quadro altamente preoccupante  che conferma ancora una volta che c’è bisogno di un approccio nuovo e diverso alla gestione delle società specialmente quelle a partecipazione pubblica dove c’è impiego di denaro dei cittadini. La politica deve affrancarsi definitivamente da logiche clientelari perché queste non solo non fanno da argine, ma addirittura rischiano di costituire fianchi scoperti e appetibili per la longa manus della malavita organizzata».

Lista civica Traguardi: «Non possiamo accettare nemmeno il sospetto di torbide vicinanze tra la ‘ndrangheta e parti della nostra pubblica amministrazione, Verona reagisca subito con una massiccia operazione di trasparenza per ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni, partendo proprio dalle aziende partecipate, dove spesso si annidano clientelismi e opacità di ogni genere. Traguardi lo ha ripetuto dal giorno del suo ingresso in Consiglio Comunale, ma da oggi lo farà con vigore ancora maggiore. La criminalità organizzata è un parassita che si annida nelle pieghe più buie del nostro sistema, il primo modo per sconfiggerla è iniziare a fare luce».

Marta Vanzetto, Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle: «La precedente amministrazione  comunale non ha sicuramente brillato per trasparenza e legalità, la vicenda di Giacino aveva segnato le sorti di Tosi, ma la notizia di oggi su AMIA colpisce lui e anche indirettamente molti suoi figli politici, compreso l’attuale Sindaco. Ci si chiede per quale motivo Sboarina non abbia interrotto il sistema Verona messo in piedi da Tosi  scegliendo per AMIA persone competenti con procedure pubbliche. Questa indagine potrebbe travolgere la destra e il centro destra veronese, che hanno dimostrato quanto contino gli affari personali a discapito del bene della comunità. Speriamo che le condanne di questa indagine spazzino via tutti i politici e dirigenti che dovessero risultare collusi col sistema mafioso».

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2 Comments

2 Comments

  1. Alessandra

    05/06/2020 at 16:46

    Chissà perché non ne sono stupita. Ringrazio vivamente Polizia di Stato, Squadra mobile, Avviso pubblico, Verona-in e tutti coloro che, a vario titolo, si adoperano per riportare un minimo di legalità e trasparenza a Verona. Compito assai arduo. Grazie

    • Redazione2

      05/06/2020 at 18:04

      Grazie Alessandra. g.m.

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