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Alta affluenza di veronesi all’indagine epidemiologica sul virus

1.079 cittadini hanno aderito all’invito del Comune per lo studio sulla presenza del virus a Verona tramite tampone e prelievo di sangue. Sboarina: «Studio fondamentale per la Fase 2».

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1.079 cittadini hanno aderito all’invito del Comune per lo studio sulla presenza del virus a Verona tramite tampone e prelievo di sangue.

Giovedì 30 aprile – «Finora hanno aderito 1.079 cittadini veronesi, 859 dei quali sono già stati sottoposti a tampone naso-orofaringeo e a prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti CoViD-19. Di questi 51 hanno dai 10 ai 17 anni, 135 dai 18 ai 34 anni e 172 più di 70 anni. Ad oggi, solo 14 cittadini non hanno voluto aderire». Questi i dati forniti da palazzo Barbieri riguardanti lo studio epidemiologico Comune di Verona 2020, iniziato venerdì 24 aprile e volto a valutare la distribuzione del virus SARS CoV2 nella città.

Questa mattina al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco 121 a Verona, dopo un primo bilancio del reclutamento dei cittadini, si è svolta alla presenza del sindaco Federico Sboarina l’illustrazione del percorso predisposto per gli esami medici richiesti dall’indagine. I campioni biologici vengono prelevati al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco, l’area sanitaria a Verona dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, che ha promosso lo studio. Ad oggi, 23 delle 76 persone che per vari motivi non potevano muoversi sono state raggiunte a domicilio con un’unità mobile dello stesso ospedale di Negrar.

Per garantire il massimo distanziamento sociale, presso il centro è stato allestito un circuito ad anello e a senso unico: già all’ingresso viene misurata la temperatura corporea perché i soggetti con temperatura superiore a 37.5°C vengono inviati alla zona drive-in per l’esecuzione del solo tampone, mentre gli altri iniziano il percorso che prevede la compilazione e sottoscrizione di tutti i moduli della privacy, l’accettazione, la misurazione dei parametri vitali (frequenza cardiaca e respiratoria e saturazione di ossigeno) e il prelievo di sangue.

A seguire la persona uscirà dalla struttura per salire nella sua auto e portarsi quindi nella zona tamponi: l’esecuzione del tampone viene effettuata direttamente in auto e all’aperto. La fase operativa dello studio continuerà fino al 6 maggio. Poi il coordinatore dell’indagine, dottor Carlo Pomari, responsabile della Pneumologia di Negrar, e il biostatico Massimo Guerriero procederanno all’analisi dei dati.

«Prima del 17 maggio – dichiara il sindaco Sboarina –, avremo la possibilità di visionare i primi macro risultati dell’indagine che, in maniera più approfondita, ci mostreranno lo stato di salute della popolazione veronese a seguito del contagio da Covid-19. Importante la risposta di partecipazione ricevuta dalla cittadinanza. Per ripartire in questa nuova normalità, l’indagine rappresenta uno strumento essenziale per la gestione della Fase 2, offrendo nuovi punti di osservazione per iniziare ad elaborare soluzioni concrete in favore della realtà sociale ed economica del nostro territorio. Se da una parte chiediamo che le Regioni possano decidere in forma più autonoma sulle scelte da portare avanti nella fase di ripartenza, dall’altra dobbiamo avere, anche dal punto di vista sanitario, un’idea più chiara di come il virus si sia diffuso nella popolazione e in quale stato di salute sia oggi la comunità veronese».

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