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Opinioni

Il Comune di Verona è stato superato dal ministero dell’Ambiente

Dopo 18 mesi di lavori, riunioni, conferenze stampa, palazzo Barbieri non è stato ancora in grado di rendere operativo un valido Regolamento del Verde a favore di tutta la cittadinanza

Dopo 18 mesi di lavori, riunioni, conferenze stampa, palazzo Barbieri non è stato ancora in grado di rendere operativo un valido Regolamento del Verde.

Sono in molti a ritenere che le amministrazioni locali, in quanto più vicine ai cittadini, siano più veloci ed efficaci nell’emanazione di provvedimenti normativi. Tuttavia almeno a Verona ciò non si è rivelato vero. Parliamo del Decreto 10 marzo 2020 del ministero per l’Ambiente con il quale ha emanato i Criteri Ambientali Minimi per il Servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde.

Con questo Decreto il Governo centrale, in piena emergenza Coronavirus, ha spiazzato il Comune il quale non è ancora stato in grado di approvare il Regolamento sul Verde Pubblico e Privato, nonostante siano già trascorsi 6 mesi dall’ultimazione dei lavori della Commissione appositamente istituita.

Ora a disciplinare la materia ci ha pensato il Ministero per l’Ambiente, il quale con questo provvedimento prescrive i criteri minimi per una corretta gestione del patrimonio verde. Ad esempio la necessità di affidare i progetti di una nuova area verde o la riqualificazione di una esistente a professionisti con competenze adeguate alla dimensione dell’area oggetto dell’appalto e alla complessità del progetto.

O di selezionare i candidati per la manutenzione del verde pubblico tra personale qualificato dotato delle abilitazioni professionali attestanti la formazione tecnica adeguata e specifica costantemente aggiornata. Prevede che  gli interventi sugli alberi siano realizzati solo da personale competente ed in periodi che non arrechino danni alla piante e all’avifauna nidificante. Vieta il ricorso alle nefaste capitozzature che creano danno agli alberi e pericolo per i cittadini.

Il Decreto è una buona notizia per l’ambiente e per le città in particolare, ma lascia perplessi che il comune di Verona dopo 18 mesi di lavori, riunioni, conferenze stampa non sia stato ancora in grado di rendere operativo uno strumento fondamentale per regolamentare un settore strategico della vita urbana.

A mio parere a questo punto, visto che gran parte di quanto è stato previsto per il Regolamento Comunale è già contenuto nel nuovo Decreto ministeriale del 10 marzo, e considerato che comunque sarebbe necessaria una revisione per rendere lo strumento comunale conforme alla direttiva Ministeriale sovraordinata, tanto varrebbe che il Comune passasse direttamente alla fase successiva.

Sarebbe quindi indispensabile che si dedicasse alla redazione del Piano del Verde che è lo strumento prevalente che consente di conoscere la quantità di verde a cui hanno diritto i cittadini nell’ambito di ogni circoscrizione. Il lavoro già svolto dalla Commissione per il Regolamento potrebbe essere integrato con i dati del censimento del patrimonio verde urbano, con le previsioni sui nuovi parchi e giardini, sulla cintura verde urbana, sui parchi agricoli, sui provvedimenti per rendere la città più resiliente ai cambiamenti climatici, allo scopo insomma di redigere un vero strumento urbanistico più completo e utile.

Il Decreto Ministeriale a questo proposito è molto chiaro: «Il Piano del verde rappresenta lo strumento necessario integrativo della pianificazione urbanistica generale, che stabilisce, in base alle priorità determinate dalle esigenze del territorio, gli obiettivi previsti in termini di miglioramento dei servizi ecosistemici, gli interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e periurbano a lungo termine, le risorse economiche da impegnare e le modalità di monitoraggio degli obiettivi raggiunti (previsti dal Piano stesso) e di coinvolgimento delle comunità locali».

Secondo le dichiarazioni dei nostri Amministratori con le ultime varianti urbanistiche il Comune è impegnato nel contenimento del consumo del suolo e nella realizzazione di aree verdi. Con il Piano del Verde avrebbe l’occasione di dimostrarlo concretamente ai cittadini attraverso una progettualità complessiva e unitaria.

Alberto Ballestriero
Verona Polis

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Marcello

    23/04/2020 at 18:00

    Grazie Alberto, mi sembra una civile e molto ben argomentata denuncia. Quanto dovremo ancora aspettare un Piano del Verde? Mi aspetto un significativo cambiamento sull’ex Parco Ferroviario a ridosso della Stazione di PN, ma conservo molti dubbi.

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