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Sindaco e categorie economiche: «No alla mafia e alla burocrazia»

Nella videoconferenza sulla ripresa economica si è parlato di accesso al credito, difficoltà del settore agricolo e sostegno al turismo. Sboarina: «Serve innovazione e cambiamento».

Durante la videoconferenza sulla ripresa economica si è parlato di accesso al credito, difficoltà del settore agricolo e sostegno al turismo. Sboarina: «Servono progettualità, velocità, innovazione e spirito di cambiamento».

Giovedì 16 aprile – Si è svolta questa mattina la videoconferenza tra il sindaco Federico Sboarina e i rappresentanti delle categorie economiche di Verona e provincia: Camera di Commercio, Coldiretti, Confagricoltura, Apindustria, Ance, Apima, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti e Confcooperative

Durante la diretta streaming il Sindaco ha espresso preoccupazione per il rischio che la crisi economica seguita all’epidemia faciliti l’infiltrazione della mafia nel tessuto produttivo della città. «Segnalerò già nella seduta di domani del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica il rischio che i più deboli cadano in mani sbagliate – ha dichiarato Sboarina –. Abbiamo già visto che un territorio ricco come il nostro può correre questo pericolo, un rischio che dobbiamo assolutamente evitare. Verona non è disposta a cedere nemmeno di un passo alle organizzazioni di stampo mafioso, per questo i finanziamenti devono essere garantiti e tempestivi».

Durante l’incontro si è parlato di ripresa e nello specifico di accesso al credito, difficoltà del settore agricolo e sostegno al turismo. Le categorie economiche, assieme alle istituzioni, chiedono che gli strumenti messi a disposizione dal Governo per accedere ai finanziamenti siano operativi quanto prima e meno discrezionali. L’obiettivo è garantire liquidità alle aziende, anche per evitare che quelle più deboli debbano ricorrere a prestiti da parte di organizzazioni criminali.

Ci sono altri nemici da sconfiggere: i codici Ateco, troppo rigidi per regolamentare l’apertura e la chiusura delle attività, e la lentezza della burocrazia: «Serve un percorso trasversale di sburocratizzazione – ha dichiarato Sboarina –, dagli enti pubblici ai professionisti, alle categorie economiche. Dobbiamo essere messi nella condizione di poterci muovere con una velocità molto superiore a quella che ci è stata concessa fino ad ora. Siamo davanti ad un’occasione storica per eliminare quelle lentezze che da decenni minano la competitività del nostro Paese. Solo così potremo dare il via ad un percorso vero di ricostruzione».

Sul fronte dell’agricoltura, i più penalizzati sono risultati essere i garden, gli ortofrutta e il settore vinicolo, quest’ultimo danneggiato anche dalla cancellazione di Vinitaly 2020. Tutte le categorie economiche hanno convenuto che quella agricola «è una filiera fondamentale» che va sostenuta tramite «una specifica scelta che deve puntare all’acquisto di prodotti del territorio per supportare le aziende locali».

Altro settore fortemente danneggiato è quello del turismo. «Dal Governo devono arrivare somme significative che ci permettano di tenere in piedi i bilanci comunali – ha ribadito il SIndaco –. Dalla tassa di soggiorno agli introiti derivanti dai ticket di sosta piuttosto che dai plateatici, sono tutti mancati incassi per il Comune a cui lo Stato deve sopperire affinché non vengano tagliati i servizi ai cittadini. Una questione che è già sul tavolo dell’Anci nazionale e regionale e di cui ho parlato anche con gli altri sindaci dei sette capoluoghi veneti».

Intanto la progressiva riapertura di alcune attività produttive si riflette anche sulla mobilità cittadina. I dati del traffico rilevati negli ultimi giorni confermano infatti una ripresa del flusso veicolare e, in parallelo, un maggior utilizzo del trasporto pubblico. Nella giornata del 15 aprile i veicoli rilevati all’ingresso in città dalla Centrale operativa del Traffico del Comune, che prende a campione i flussi su via Torbido, sono stati 6.000. Un numero in aumento rispetto alla settimana scorsa, che tuttavia, secondo palazzo Barbieri, non è legato al mancato rispetto delle misure in vigore per l’emergenza da Coronavirus, bensì al maggior numero di persone che si spostano sul territorio veronese per esigenze lavorative. Dai controlli della Polizia locale, risulta che mercoledì 15 aprile sono state fermate 399 persone, cinque le sanzionate. Bene anche gli esercizi commerciali e i negozi, su 213 controlli non è stata registrata nessuna violazione.

A fronte del riprendersi degli spostamenti tra i cittadini, l’Amministrazione ha disposto di potenziare alcune linee del trasporto pubblico per andare incontro alle esigenze dei lavoratori. Da lunedì 20 aprile saranno aumentate le corse di alcuni autobus, soprattutto nelle ore di punta del mattino, per consentire agli utenti di usufruire del servizio in totale sicurezza, rispettando le norme previste per evitare il diffondersi del contagio.

Su ciascun autobus sarà presente un cartello che indica quali sono le misure da adottare per salire sul mezzo, a cominciare dall’obbligo di mascherina e guanti (o gel). Se un utente si presenta senza dispositivi di sicurezza «l’autista non farà ripartire la corsa fino a quando non si risolve il problema. Inoltre, anche sui bus pubblici deve essere rispettata la distanza sociale di sicurezza. Una precauzione anche a tutela dell’autista, tanto è vero che gli accessi saranno solo dalla porta centrale e posteriore e non più da quella anteriore».

1 Comment

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  1. Maurizio Danzi

    19/04/2020 at 17:46

    Due considerazioni:
    . La prima :
    Certamente le attività di questa e delle precedenti amministrazioni comunali devono aver fatto pensare le organizzazioni mafiose: le panchine sdoppiate , i cani antidroga , e l’unità cinofola dell’Assessore da riporto , hanno sviluppato un senso di sicurezza che penso induca i malavitosi a dormire sonni tranquilli.
    La seconda;
    .Quando sento parlare di burocrazia ricordo la battuta di Marx alla affermazione di Heghel che la burocrazia è il senso dello stato: ” No -ribattè il barbuto filosofo- è la sua mancanza di spirito”
    Ma la burocrazia comunale ( che per molti aspetti giudico eccellente ) non è il motore della attività amministrativa ?
    E il pilota non dovrebbe essere l’ex assessore allo sport della giunta Tosi e i suoi sodali?
    Mi chiedo in quella conferenza che cosa si sia detto di definitivo.

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