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Interviste

Molto più di un libro. L’arte del libraio al tempo del covid-19

In questi giorni di emergenza sanitaria sono tante le risorse messe in campo dalle librerie per tenere vivo il rapporto con i lettori. Il polso della situazione a Verona.

In questi giorni di emergenza sanitaria sono tante le risorse messe in campo dalle librerie per tenere vivo il rapporto con i lettori. Il polso della situazione a Verona attraverso il racconto di sei librai.

L’Italia riparte dai libri. Il DPCM 10 aprile 2020 prevede la riapertura delle librerie il 14 aprile, con modalità non ancora chiare (per il Veneto 2 giorni la settimana), visto che il lockdown generale viene prorogato fino al 3 maggio. A poche ore dalla comunicazione del decreto governativo, Campania, Lombardia e Piemonte fanno un passo indietro, prorogando la chiusura fino al 3 maggio.

I libri in questi giorni di emergenza sanitaria hanno bussato alle nostre porte anche grazie ad iniziative come Libridaasporto che ha visto collaborare i grandi editori con le librerie indipendenti di tutta Italia. Il nuovo servizio, promosso da NW Consulenza e Marketing Editoriale, vede gli editori a fianco dei librai indipendenti per combattere la chiusura a causa del Coronavirus, consentendo la consegna a domicilio gratuita dei libri. Anche le librerie indipendenti di Verona si sono rimboccate le maniche per mantenere vivi i rapporti con i lettori.

Lucia Cipriani della libreria Farfilò (Rigaste San Zeno, 23) specializzata in letture per bambini, ci racconta che: «nei primi giorni di marzo c’è stato un momento di fermo completo, perché non si sapeva cosa fare. La vicinanza dei nostri clienti si è fatta subito sentire e i social sono stati davvero i traghettatori dell’energia creativa che ci ha permesso di continuare la nostra attività. All’iniziativa Libridaasporto abbiamo affiancato anche il progetto Libri con le ali, promosso da ALI (Agenzia libraria internazionale) che, in linea con il nostro pensiero, garantisce spostamenti limitati con una spedizione complessiva settimanale. La ripresa sarà lenta ma sono ottimista e confido che questo periodo possa servire per fare delle scelte future finalizzate ad un commercio più ecologico e onesto e soprattutto ad una maggior attenzione ai più piccoli, per i quali si è fatto e parlato davvero poco.

Luigi Licci, libreria Gulliver, Verona

Luigi Licci, libreria Gulliver, Verona

Luigi Licci della libreria Gulliver Travel Books (via Stella, 16) ci accompagna in questo viaggio e con lucida consapevolezza dice: «Essendo specializzati in viaggi, per noi il dopo si preannuncia ancora più lungo e difficile. L’obiettivo in questo periodo è stato quello di rimanere nei radar dei nostri clienti; la rete di strada già esistente con le realtà commerciali a noi vicine è diventata online e sono nati nuovi progetti come DeliveRead- Mangia Bevi Leggi in collaborazione con Symposio, che permette di avere insieme cena, buon vino e libri a domicilio. Oltre ad esaltare la natura conviviale della lettura è un modo per continuare a suggerire consigli e trasmettere l’idea del viaggio non come semplice spostamento ma come condizione e predisposizione mentale».

Roberta Conte e Claudio De Signori, libreria Jolly del libro, Verona

Roberta Conte e Claudio De Signori, libreria Jolly del libro, Verona

Roberta Conte e Claudio De Signori della libreria Jolly del Libro (via Umbria, 22/A) raccontano com’è cambiato il loro modo di fare i librai: «con la chiusura abbiamo dovuto annullare le numerose presentazioni, gli incontri e le attività sul territorio con scuole e associazioni con le quali collaboriamo da anni. Dopo un primo periodo di spaesamento e panico, siamo ripartiti cambiando strada. Ci siamo focalizzati sui social proponendo libri, scegliendo con cura contenuti per offrire ai nostri lettori spunti di riflessione trasversali. Siamo sempre noi, ma in un’altra veste; i consigli e le quattro chiacchiere che prima facevamo in negozio ora le facciamo on line. Inoltre abbiamo aderito all’iniziativa Libridaasporto che ci ha permesso di far circolare nuovamente i nostri libri sul territorio. Vedo il futuro piuttosto grigio, in competizione con la vendita on line, però sono anche fiducioso e credo che coltivando e condividendo passione, competenza e collaborazione si possa avere un buon ritorno, ovviamente ragionando non solo in termini di profitto.

Giulia Friggi della Libreria Friggi (via Catania, 5/A)ci parla invece dell’accelerazione che ha dovuto dare ad un progetto che aveva già in programma: «Noi siamo specializzati nei libri scolastici e oltre all’adesione a Libridaasporto, avevamo comunque già l’idea di iniziare un’attività online per essere più competitivi. Avremmo preferito fare tutto con più calma, ma per essere pronti per la ripartenza a maggio con la campagna scolastica dei libri per le vacanze, abbiamo dato un’accelerata a questo progetto, in modo da poter essere vicini alla nostra clientela abituale, che forse dopo tutto questo sarà un po’ cambiata e preferirà comunque non spostarsi da casa».

Lia Arrigoni della libreria Libre! (Interrato dell’acqua morta, 38) racconta: «Noi siamo una cooperativa, un’impresa di comunità e non abbiamo clienti, abbiamo soci e amici e anche il rapporto con gli editori non si può definire solo professionale. Prima della chiusura lavoravamo pochissimo online, anzi quasi nulla, ora invece tramite iniziative come Libridaasporto e Adotta una libreria, promossa da Edizioni Eris, possiamo proseguire la nostra attività anche a distanza, mantenendo vivo con i lettori, quel filo diretto ed etico che ci contraddistingue. Nel nostro futuro, alle preoccupazioni di prima se ne aggiungeranno altre sicuramente, ma la calorosa risposta alla nostra iniziativa Fate i buoni se potete a sostegno della libreria, ci fa ben sperare».

Chiudiamo questo percorso con Roberta Camerlengo della libreria Pagina Dodici (Corte Sgarzarie, 6/A): «La libreria è un gruppo di amicizia allargato, non si può parlare di clienti. Tramite i  social ho cercato di mantenere un po’ di normalità in un momento che di normale non ha nulla. All’inizio, assieme ad un gruppo di colleghi sparsi in tutta Italia, sono rimasta ferma, per azzerare gli spostamenti per tutti. Poi, dopo un mese, ho ripreso l’attività aderendo a Libridaasporto e proponendo anche Libri a pedali, con consegne in bicicletta per le zone del centro. Le scelte in questo momento sono dettate soprattutto da un’esigenza affettiva, più che commerciale, per mantenere, anche a distanza, i contatti e le relazioni con tutti i lettori».

I librai sono tutti concordi nel dire che il gap economico è rilevante e colmarlo sarà difficile, gli strumenti online sono utili per stare sul mercato, ma la relazione sociale è un valore insostituibile e fare il libraio non è solo un mestiere. «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro». C’era anche ai tempi del Covid-19, aggiungiamo noi sottovoce, per non essere irrispettosi nei confronti delle parole di Umberto Eco.

Marta Morbioli

PS per i librai intervistati: mandateci una vostra foto (orizzontale) in libreria con didascalia (nome e cognome) che la inseriamo nel testo.
redazione@verona-in.it

Consigli per gli acquisti
Libreria Farfilò: Le cose che passano di Beatrice Alemagna
Libreria Gulliver: Una questione di tempo di Alex Capus
Libreria Jolly: Il treno dei bambini di Viola Ardone
Libreria Friggi: Come è nato il signor albero di Agostino Traini
Libreria Libre: Annus Mirabilis di Gerardine Brooks
Libreria Pagina Dodici: L’ottava vita (per Brilka) di Nino Haratischwili

Marta Morbioli
Written By

Marta Morbioli, veronese, laureata in Filologia Italiana presso la Facoltà di Lettere di Verona, specializzata in libri antichi con un Master in Storia e tecnica dell’editoria antica. Da sempre vive vite parallele tra la passione per la storia e le sue fonti e il lavoro come knowledge management. Il suo obiettivo è sfidare le leggi della matematica e far incontrare le due strade.

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